martedì 10 dicembre 2013

E il quarto vien da sé

Che dire? Mesi e mesi e mesi sono passati. Il mio impegno nel blog per il 2013 s'è rivelato veramente pressoché inesistente. 
C'è che nel frattempo sono successe veramente tante cose nella mia bipolare, spesso insulsa, ma a volte entusiasmante vita. 
E c'è che non me la sento di mettermi a raccontare tutto, per filo e per segno. 
E quindi si rimane sempre più indietro. 
Ma in questi giorni sono al cazzeggio spinto e in una mia visita qui per vedere a che punto avevo interrotto, ho letto l'ultimo post sul tatuaggio delle lune. 
E mi sono detta: "Ma guarda un po'! Potrei cogliere l'occasione per postare qualcosa sull'ultimo, il quarto!" 
Ed eccoci qua. Tanto per andare sul sicuro, io inizierei con la foto del suddetto:


Che dire: è non è fichissimo?!?!?! 
Lo è, lo è, eccome ;)
Si tratta di un tradizionale tatuaggio fijano e come tutti i miei tatuaggi anche questo ha un significato, o meglio, più significati e simbologie. Il fiore al centro è un hibiscus, i fijani ne indossano spesso uno su un orecchio, sinistro se sono liberi, destro se sono occupati. Io ho voluto fare il tatuaggio sul lato sinistro appunto perché mi piaceva l'idea di libertà. L'intero tattoo è circolare a simboleggiare il cerchio della vita e i simboli vanno in senso antiorario a simboleggiare un viaggio dentro sé stessi. Gli uccelli simboleggiano il viaggio. Le due 'grosse' figure sopra e sotto il fiore simboleggiano legami famigliari maschili, in questo caso mio nipote e mio fratello. I triangolini che s'intersecano simboleggiano la famiglia e i legami in genere, anche l'amicizia. Le due 'onde' col fiore stilizzato sotto (alle ore 4 e 20) simboleggiano la vita. E per ultimo la dentellatura simboleggia l'ammmore.
Ecco, spiegato tutto. Ma voi vi chiederete: come minghia è che questa s'è fatta un tatuaggio fijano?
Beh, la vostra eroina preferita ha trascorso un mese viaggiando per le meravigliose Fiji!
I dettagli nella prossima puntata.
Maybe.

domenica 24 febbraio 2013

Non c'è due senza 3!

Ebbene sì, finalmente dopo 3 anni che il disegno se ne stava lì a marcire in un cassetto, l'anno scorso mi sono decisa e ho preso l'appuntamento per il mio terzo tatuaggio, LUI!

 
Io trovo che sia eccezionalmente Estupendo, da quando l'ho fatto sono davvero esaltatissima..
:)
Dunque, ricapitolandolo, il disegno me lo fece 3 anni fa Silvia mentre ero in Australia. Avevo già fatot il cuoricino e avevo voglia di farne un altro (non di cuoricino, un altro tatuaggio); così le avevo chiesto di disegnarmi tre lune, avevo trovato su internet che la luna nelle tre fasi principali, affiancate l'una all'altra rappresentava un simbolo per il cambiamento presso i celti.
 

E diciamo che in quel momento stavo vivendo un bel cambiamentone per la mia vita! E che in generale la mia vita è sempre fatta di continui rivoluzionamenti, ora un po' meno di prima.
 
Era stata un'impresa incredibile riuscire ad avere il disegno in tempo per il giorno in cui avevo prenotato il tatuaggio dal mitico James Brown: era i giorni in cui c'era stata quell'eccezionale eruzione vulcanica in Islanda e Silvia era bloccata in Italia senza computer e annessi, quindi aveva dovuto mandare il disegno via fax a Rosalina che lo aveva scannerizzato e poi mandato a me. Io lo avevo poi girato a Simone che lo aveva 'digitalizzato'.
Ma quando poi ero arrivata al cospetto del sommo Jim lui mi aveva detto che non se la sentiva di tatuarmi quel disegno sulla schiena perchè poi col tempo la luna piena sarebbe diventata a forma di uovo e che se proprio volevo me lo avrebbe fatto, ma che lui come professionista non se la sentiva.
E allora avevamo annullato tutto e mesi dopo sulla schiena ho fatto da lui quello della croce del sud con la frase di Thoreau in mezzo.
 
Quindi le lune mi erano rimaste sul gobbone fino a poco fa, non sapevo dove altro farle.
 
MA.
 
Ma io ho sempre adorato i tatuaggi sugli avrambacci femminili. E infatti mi ero rivolta pure qui a Bovisio da un tizio che però non m'era sembrato molto propenso e coinvolgente, mi aveva lasciato il numero e mi aveva detto di chiamarlo per fissare l'appuntamento. Io ho poi lasciato stare.
 
E niente, poi non so come, un giorno ho deciso di farmi dare da Sergio il contatto della ragazza che aveva fatto il suo tatuaggio, l'ho chiamata, ho preso l'appuntamento ed è andata.
 
Alle lune ci abbiamo aggiunto questo splash of color che avevo visto su un tatuaggio un volta su Pinterest
 
EVVIVAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
E ora non mi resta che dirmi: let the change begin!

domenica 6 gennaio 2013

Tutto quello che il mio 2012 mi ha insegnato

Eccomi qua, befanamente e banalmente, a tirare le somme di un anno che non ho nemmeno fatto in tempo a vederlo. Non sto a entrare nei particolari, ma è stato un anno sicuramente molto importante per me e la mia vita interiore e i miei legami e la mia attitudine.
Io direi d'iniziare subito con l'elenco delle cose che il mio 2012 mi ha insegnato e quindi:
  1. che no, non l'ho ancora capito e forse mai lo capirò che cazzo voglio combinare nella mia vita
  2. che alcuni legami sono inevitabili e indissolubili così come sono
  3. che alcuni altri legami invece sono molto, ma molto, troppo solubili e di fatto si possono definitivamente sciogliere senza che nemmeno ce ne si accorga
  4. che sempre si possono conoscere nuovi scrittori e innamorarsene
  5. che lo stesso vale per molte altre cose
  6. che più spesso che volentieri, c'avevano ragione i vecchi quando noi eravamo regazzini e sì, era meglio morire da piccoli coi peli del culo a batuffoli
  7. che Baricco è sempre Baricco, nonostante TUTTO
  8. che come mi ha insegnato il compianto David Foster Wallace (vedi voce n° 4 dell'elenco) This is Water e io in quest'acqua, volente o nolente, ci debbo sguazzà
  9. che ovviamente quello di cui alla voce n° 8 (ovvero realizzare che facciamo tutti parte di un grande tutto e che tutte le cose e le persone che noi crediamo ci ostacolino in realtà stanno semplicemente cercando di vivere la propria vita) io non riesco mai a farlo, ci sono riuscita pochissimo nella mia vita, ma forse sarebbe meglio che mi svegliassi e la smettessi di credere di essere un'illuminato e incredibilmente unico esemplare di essere vivente vittima di un complotto interstellare
  10. che sono io la fautrice della mia felicità e se mi voglio sentire bene mi devo fare un mazzo tanto
  11. che io e il mio rapporto coi soldi saremo sempre due maledetti estranei incapaci di comprendersi a vicenda
  12. che la stessa cosa vale per mio padre
  13. che le serie tv dovrebbero avere un posto d'onore nelle'elenco delle droghe letali
  14. che LA GENTE non esiste
  15. che non riuscirò mai a struccarmi decentemente l'occhio sinistro, ma solo il destro (per scoprirne il motivo forse mi ci vorrà gran parte del 2013)
  16. che intanto il tempo se ne va e non sono più una ragazzina
  17. che per essere pasticceri non basta fare un corso online
  18. che  prima di dare ancora 1700 euri ad una scuola online (vedi alla voce Agenzia Formativa Dante Alighieri), devo farmi esorcizzare
  19. che la rabbia è nello stomaco
  20. che se quello che m'interessa non me lo sbrigo io, non lo farà nessun'altro
  21. che chiudimi in un ufficio per 8 di seguito e mi uccidi
E molte altre cose, direi, ora non me ne vengono in mente altre, ma questo post è nelle bozze dall'anno scorso, quindi lo pubblico e tié!
 

lunedì 1 ottobre 2012

E la vostra 31enne preferita?!

Arranca, sbuffa e risbuffa.

Ma intanto ha pure preparato la torta per il suo 31esimo compleanno. Una strawberry meringue layer cake, della mitica Nigella Lawson che ho trovato qui. Io l'ho modificata aggiungendo 30 gr di cacao e anche altri 4 cucchiai di latte.



E come direbbe il caro Adriano, E INTANTO IL TEMPO SE NE VA...

Ci sono, ci sono, sono ancora viva.

lunedì 25 giugno 2012

Il mio 6enne preferito

E come ogni 24 giugno da sei anni a questa parte, s'è festeggiato il compleanno del mio nano maledetto, yeaaaaaaaaaaah!!!!!!!
La torta l'ho fatta in pasticceria questa volta, gli invitati erano assai assai.
E quindi sabato pomeriggio in un caldo affricano mi sono occupata dell'assemblamento del pan di Spagna al cacao con la bagna e la crema chantilly aromatizzata alla vaniglia.
Domenica, dopo aver finito tutto il resto in laboratorio e dopo 6 ore in piedi, ne ho passate altre 2 a fare lo zuccotto/pallone e la copertura di tutto.
Lo so, è pacchianissima,  quella di Batman dell'anno scorso m'era piaciuta molto di più, però il pupo la torta dell'Inter voleva e ogni suo desiderio di torta è un ordine!

venerdì 15 giugno 2012

I am an Elvis fan

E della serie Ci piacciono i vip irranggiungibili e della serie Siamo proprio delle invasate, ma anche della serie Anniversari macabri mi sono iscritta a questa fantastica e spiritosa iniziativa il cui risultato è una foto di Elvis, banale anche, ma realizzata con una mosaico di foto che ritraggono i suoi fan.

E ci sono anche io!!!!!!!!!

E sono sopra il ciuffo!!!!!!!

martedì 12 giugno 2012

God was there

Questo è uno di quei post che vi invito cordialmente a NON LEGGERE se non avete la testa e la voglia di fermarvi per bene un pochino e vedervi tutti i video e i link che lo contengono.
Go away, lazy people.
Ok.
Ci siamo quindi?! Siete pronti?!
Ve lo chiedo proprio come l’ha chiesto LUI alla 25esima canzone che ha cantato, la 25esima di 33.
Giovedì 07 giugno 2012.
Teribbile.
Born in the USA allo stadio di San Siro a 30 anni suonati io, a 62 cantati LUI.
Credo sia proprio questa la canzone con cui l’ho conosciuto, banalmente. Un’adolescente che scava tra le musicassette registrate del fratello maggiore e ne trova una con Bruce Springsteen su un lato e Vasco Rossi sull’altro. E ascoltati Vasco che ascoltati Vasco, ad un certo punto ho dovuto per forza girare la cassetta e sentire l’altro lato per tornare poi a sentire Vasco.
Ed è così che ho incontrato il Boss.
Durante i miei insulsi anni successivi non ci ho mai dato tanto peso, si, beh, Bruce Springsteen, cantante famosissimo, ok, ok, ogni tanto hungry heart in una compilation, born to run in un'altra, ma niente di più. Finchè poi 4 anni fa capita che Silvia ha i biglietti per il concerto a San Siro che aveva preso per sé e la sua famiglia, che purtroppo non poteva venire.
E allora mi ha chiesto se mi andava di andarci al posto dei suoi con lei. Proviamo, mi sono detta.
E lì è scoccato l’ammore folle che mi spinge ad andare ad ogni suo concerto nei paraggi.
J
Esattamente come giovedì scorso: San Siro (prega per noi) è il suo tempio delle performace dal vivo e questa volta il Boss ha ben pensato di onorarlo, dedicandogli il secondo concerto più lungo della sua carriera, dopo quello del 1980 a Uniondale, NY, la notte di Capodanno.  
Cito testualmente il quotidiano La Repubblica che il giorno dopo diceva: "Quattro ore in cui ha spiegato come è possibile salvare la vita di settantamila persone con il rock'n'roll, nelle quali ha spiegato, a chi non lo avesse ancora capito, che dopo Elvis c'è solo lui."  

E vi basti sapere che persino io me medesima, colei che ama Elvis più di sua madre, non ha assolutamente nulla da ridire sull'ultima frase. Pensate un po'.
Cito poi, sempre testualmente, un sms inviato a due colleghe a concerto appena appena appena finito: "Per quel che mi riguarda potrei pure morire ora!"
Eh, si, perchè un concerto del Boss, di base, è una cosa sovrumana, qualcosa che ti dici tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita, qualcosa che proponi un po' a tutte le persone a cui tieni e con cui vorresti vivere insieme un momento speciale.
Di base, ho detto, perchè se invece vogliamo parlare del concerto di giovedì scorso a San Siro, ragazzi miei, chevvelodicoaffà, unbelievable.
Ci tengo a precisare che io di musica non ne capisco un cazzo.
E con questo voglio dire che a me dei nomi dei componenti della band, dell'anno in cui è uscito un album, dei pettegolezzi dietro, dello show business, non me ne frega niente, io voglio la musica, quella che mi fa stare bene, che mi fa sorridere e sentire viva. E il mio Bruce svolge in maniera porca questo lavoro, quindi non aspettatevi critiche musicali o altro da questo post, solo le mie nude e crude emozioni.

Ma andiamo con ordine.
Ho iniziato a sentire un pelo di adrenalina se mi fermavo a riflettere che sarei andata al concerto, dal giorno prima.
Il giorno del concerto ho preso mezza giornata di ferie, mi sono ingozzata alle 12.50 con una pizzetta, alle 13 sono schizzata fuori dall'ufficio. A casa mi sono sciacquata e cambiata e come una scheggia alle 14.45 ero a Pero, sui gradini della casa di Albo ad attenderlo. Fortunatamente è arrivato in men che non si dica, ci siamo fatti un caffettino, abbiamo cazzeggiato un attimo e poi siamo partiti alla volta dello stadio. Parcheggio super tattico a Lampugnano tra le case, senza manco pagare (righe bianche), c'incamminiamo verso il mostro di cemento, prato e anelli ed entriamo. Raggiungiamo sul pratone i cugini e lo zio che è fresco fresco d'infarto e che è voluto venire uguale, io lo guardo e gli dico una cosa del tipo "Sappi che se stai male, io me ne sbatto il cazzo". E lui invece per ricambiarmi, mi racconta tanti pettegolezzi e curiosità delle rock star, affascinante. Ci vuole una birretta per calmarci, l'accattiamo e lei, svolge il suo porco lavoro.
Aaah.
E quindi c'assettiamo e attendiamo, siamo proprio attaccati alle transenne che dividono noi cazzoni comuni mortali da quelli che coi loro super poteri hanno atteso non so quanto e sono stati ammessi davanti al palco. Stronzi. O Super Eroi. Boh.
Dopo un po' arrivano anche Pol e Pola e tra un panino con la porchetta e un'altra birretta e una tappa ai cessi chimici, usciamo belli carichi e ci ritroviamo tutta la gente che poco prima era seduta e sdraiata e scazzata a terra, tutta bella in piedi e carica.
Le informazioni che mi giungono sono: inizia prima, alle 20, gli hanno tolto il divieto di suonare oltre la mezzanotte (nel 2008 s'era beccato una bella multina di pare un milioncino di euri per aver sforato di 15 minuti, omaggio della cara Letizia Moratti), gli hanno concesso 2 decibel in più rispetto al normale.
Ge - sù, penso..
Iniziamo ad accalcarci verso la calca, arrivano le 20 e non si vede nessuno, si chiacchiera nervosamente di cazzate, partono cori, c'è gente che lo chiama.
Niente.
Albo vuole fare la prova e vedere se riesce a tenermi sulle spalle, come gli chiedo di fare da mesi ormai, proviamo e sento il mio dolce peso far tremolare il suo corpicino, ma WOW, che colpo d'occhio al palco, ragazzi..
Non funziona, non posso ucciderlo così, ha tutta una vita davanti.
Scendo.
E io non vedo un cazzo.
Va beh.
Ci stringiamo sempre di più, io sorrido come una cogliona con un'emiparesi.
Sono le 20.16, niente.
Le 20.24, ancora niente.
Quella sarà stata l'ultima volta che ho guardato l'ora. Poi sono entrata nell'onda e quando parte la colonna sonora di Once Upon a Time in America, del mitico nazionale Ennio Morricone, l'intero stadio non è nient'altro che un grande formicaio di formichine impazzite.
Io per prima.  
Un brusio stordente ci circonda, poi arriva la band e lui per ultimo.

CIAO MILANO!!
SIETE PRONTI? SIETE PRONTI? SIETE PRONTIIIIIIIIIIII????????????

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!

CAZZO, SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ecco l'inizio del concerto, potete fermarvi al minuto 4:20 per sentire il primo pezzo, We take care of our own e quando lui fa le lodi di Milano, San Siro e del suo pubblico, ammettendo che siamo sempre i numeri uno, ALWAYS THE BEST!


E da lì tutto a salire poi con Wrecking Ball e la mittica Badlands! E si, saltare e ballare e dimenarsi in mezzo a 60.000 persone follemente esaltate!
C'è stato poi il momento lento con diverse canzoni, alcune non le conoscevo, purtroppo, ma le conosceva si Mario Merola, il tizio di fianco a me soprannominato così da Pola perchè ad ogni inizio canzone faceva una scenata di folle amore e incredulità, Respect!
Beh, ragazzi, è inutile fare la lista delle canzoni cantate, sono 33 e vi tedierei, oltre al fatto che a breve vorrei andare a dormire (il tirocinio in pasticceria mi sta facendo superare delle soglie di stanchezza che manco sapevo esistessero).
Sappiate che non so come e perchè, ma dopo questa che linko qui ora, la mia mascella dropped down e il mio apparato fonatorio ha articolato: "Sticazzi........"


A volte canzoni una dietro l'altra, senza prendere fiato, altre volte minuti di lui che parla della crisi mondiale, del terremoto in Emilia in cui esorta tutti a non arrendersi:


Lui che fa salire bambini e ragazze sul palco (brutte puttane...), come in Waiting on a Sunny Day e Dancing in the Dark


Ma lo vedete com'è?!!!
Che fico assurdo, di uomini così non ne fanno più, mie care, giusto per citarlo, "Taj Mahal, the pyramids of Egypt, are unique I suppose/But when they built you, brother, they broke the mold"

Alla fine delle 3 ore e 40 minuti di questo SPETTACOLO eravamo morti e ci chiedevamo come cazzarola lui facesse a resistere a questi ritmi. Dopo averci concesso una scoppiante Twist and Shout, essersi strappato la maglia e avermi provocato un orgasmo multiplo che mai ancora nella mia vita passata presente e futura,


lui e la band sono scesi dal palco e se ne sono andati via. E io ho avuto un ricciolo di magone in fondo alla gola e mi sono chiesta se quella fosse l'ultima volta di me agonizzante di gioia davanti a lui.

E boh, chi lo sa, so solo che è stato bellissimo e che si, vale almeno un anno di vita.

Boss dei miei sogni, keep on rocking in this crazy world, we need you!!!!!  

Vi lascio con quello che secondo me riassume tutto quello che ho detto e scritto:


p.s. Ora Vasco mi fa letteralmente caccare, ma il Boss è sempre il Boss!