martedì 6 maggio 2008

Dimissioni

Ciao a tutti.
Oggi ho dato delle semi-dimissioni.
A fine giugno mi scade il contratto e ho deciso che non accetterò la proroga.
Mi sono stufata di dover pendere dalle labbra di qualcuno che non mi considera nemmeno una persona, ma solo un numero da inserire nelle fasce orarie a rischio.
Ho 26 anni e da 5 lavoro; ne ho cambiati forse una decina, dopo le superiori lavoretti da poco, per un mese o poco più e molte aziende serie mi chiamavano per andare a lavorare e mi offrivano contratti seri per periodi seri, ma io rifiutavo perchè avevo appena iniziato l'università e pensavo che non ce l'avrei fatta a studiare e lavorare contemporaneamente (povera illusa..)
Poi il lavoro vero e proprio: l'esperienza più bella e interessante è stata quella in videoteca, l'ho gestita per quasi due anni ed era diventata il mio piccolo mondo, chiusa.
Dopo sono passata ad un call center e da questo mondo ambiguo non ne sono più uscita. In quello ci sono stata un anno e mezzo ed era bellissimo perchè mi divertivo da morire. Eravao tutti ragazzi e ragazze giovanissimi e fulminati, con qualche eccezione a cui facevamo scherzi, deviavamo chiamate, ecc. E' stato veramente bello conoscere tutti, Gianlu, Sergio, Roby, Valentino, Anna, Rocco, Valeria, Monica, Fabrizio e tanti altri. Ci eravamo trovati insomma, un gruppo di bambini cazzoni. Anche lì, ufficio chiuso, spostato in Romania.
Coi ragazzi ancora ci vediamo ogni tanto, ogni tanto tanto ormai, a parte con Gianlu che è diventato mio amico.
In quel momento è iniziata la depressione, mio fratello era andato via di casa (s'era sposato, non è che fosse sparito nel nulla) e il lavoro non c'era più.
Avevo trovato in un altro call center, alla Vodafone, e quelli sono stati due mesi bruttissimi, iniziavo a fare il conto alla rovescia dal momento in cui uscivo di casa fino a quando non andavo via da lavoro. Fine contratto. (2 mesi)
Poi ne ho trovato uno in centro tramite un'amica di mia madre. Non fatevi mai raccomandare, mina la vostra autostima e non potete neanche comportarvi come volete perchè se no fate fare brutta figura al raccomandatore. Quello è stato il fondo: dovevo fare la segretaria per un gruppo di figli di papà che giocavano a fare gli imprenditori coi soldi dei genitori, facevo orari allucinanti, dentro il fumo (certo, 'sti stronzi fumavano in ufficio e la sera sembrava fossi stata a giocare a scala 40 al Bar Franca invece che a lavorare), vestita da fichetta (chi mi conosce lo sa..) a fare tutto il giorno quello che altri non avevano voglia di fare. Quando a Giugno mi hanno richiamato dalla Vodafone per la campagna estiva non stavo più nella pelle, mi sono licenziata al telefono (tanto non m'avevano fatto manco il contratto) e sono ritornata nel mondo dei call center.
Alla Vodafone dopo rinnovi di 15 giorni in 15 giorni (ma vi rendete conto..) ho tirato fino ad ottobre, quando, dopo 3 anni di sospensione mi sono reiscritta all'università per cercare di migliorare il mio futuro (ancora povera illusa).
Per due mesi stop di lezioni e reimmersioni in un mondo che non frequentavo da tempo, a seguire lezioni con persone che avevano 5 anni meno di me... Va beh, per l'uni come sapete alla fine ce la sto facendo.
POi un altro call center, settore bancario (3 mesi), poi un altro ancora, settore assicurativo (durante questo ho fatto il fatidico incidente) (ancora 3 mesi) e poi al posto in cui lavoro ora.
A fine maggio è un anno che sto lì, e sono cambiate un sacco di cose; qui finalmente ho avuto contratti di 6 mesi (wow!!!!) e avevo orari che mi permettevano di studiare buona parte del pomeriggio e la sera ed era in una bellissima zona di Milano, tra Brera, Montenapoleone e via Turati, in centrissimo..
Da marzo (ci hanno avvisato il 27 febbraio) è cambiato tutto, ci hanno spostato in super periferia per cui ci metto 3 h in tutto ad andare e venire, ci hanno cambiato il contratto (da assicurativo a metalmeccanico) e anche gli orari. In compenso ora lavoriamo un sabato si e uno no. Grande conquista dell'umanità!
Quindi, ritornando a noi, sono stanca. Non mi va di continuare così, lo sapete, me ne voglio andare, ma devo finire questa maledetta tesi e il test d'informatica che ho venerdì. Così ho pensato, mi licenzio, ho un po' di soldini da parte, se riesco mi laureo ora, se non in autunno, nel frattempo mi dedico un po' a me stessa.
Vado in Calabria (mia terra d'origine), vado a Londra dalla mia patata, magari ci sta un salto a Barcellona da Simo che s'è trasferito da poco, mi coccolo il mio nipotino, mi scrivo la tesi, mi alzo tardi, mi faccio un giro in bici sotto il sole, mi laureo e poi vado dal mio cammello che vuole già partire per Lanzarote.
E me ne sto lì e vaffanculo all'Italia e alla sua putrefazione, è un paese vecchio, che non fa niente per noi giovani, che ci prende in giro, corrotto, in cui devi sempre guardarti le spalle per paura che ti fottano.
Il fatto stesso che la maggior parte dei giovani trovi ormai lavoro praticamente solo nei call center fa tristezza. Sono trappole in cui far cadere il cliente per scaricare la propria responsabilità. Io ti faccio il contratto e io ne pago se c'è qualcosa che non va e invece no, chiama il n° verde, loro ti aiutano. E ti rispondiamo noi e ti dobbiamo raccontare un sacco di palle perchè la metà delle cose non funziona e l'altra metà è una fregatura. Facendo questo lavoro scopri che la metà dei tuoi connazionali sono analfabeti e non sanno parlare manco in italiano.
Basta.
E se non ce la farò, almeno c'avrò provato e sarò più ricca d'esperienza..

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