sabato 16 agosto 2008

Dublino episodio 1

Eccomi, cari miei amici e lettori!
Vi scrivo dalla terra dei quadrifogli, dei biondazzi, della Guinness e dei pub.
Vi riassumo in breve il mio viaggio fino ad ora.
La partenza di mercoledì sera è stata molto travagliata, siamo partite con due ore di ritardo perchè sull'aeroporto di Orio si stava scatenando una tempesta e l'aereo tribolava: prima è dovuto atterrare a Brescia (la tipina all'altoparlante ci ha comunicato tra l'isteria generale che era stato dirottato) perchè non riusciva a Bergamo, ma poi ce l'abbiamo fatta. Nello scendere dalla navetta devo aver preso un colpo d'aria e gli effetti si sono fatti sentire dopo. Siamo arrivate all'alba delle 2 locali, le 3 italiane (di notte, naturalmente), Marta c'era venuta a prendere e siamo arrivate a casa col taxi. Dopo una camomilla ci siamo buttate nel letto. La mattina ho avuto l'amara sorpresa di svegliarmi con un mal di schiena pazzesco, tipo dolore intercostale lancinante. Colazione e poi con Cinzia siamo andate a pranzo con Marta e i suoi colleghi di lavoro in un ristorante italiano di lusso, a spese dell'amministratore delegato. Lo so, italiani all'estero che mangiano italiano, bleah, ma loro andavano lì e cosa potevamo fare? Dopo il pranzo, Marta è tornata al lavoro e io e Cinzia abbiamo iniziato il giro dublinese. Abbiamo costeggiato il Grand Canal con le piante e le paperette che nuotavano. Poi siamo arrivate al parco di Saint Stephen e Green, bellissimo, molto curato e coi laghetti. Da lì siamo arrivati in Grafton Street con i musicisti e i giocolieri che formano folle oceaniche di gente che assiste e poi al Trinity College; ci siamo spalmate su un pezzettino di prato a chiaccherare per non so quanto tempo, per poi alzarci e risederci su una panchina davanti ad un pratone. Da lì siamo uscite dall'università e siamo andate in O'Connell Street e ad un supermarket abbiamo preso un muffin al Mars, pazzesco!! Per fare merenda ci siamo sedute su una panchina sul lungofiume e abbiamo stretta una stramba amicizia con un ragazzo somalo. Praticamente questo ha passato tutto il tempo a dirci "Welcome to Ireland, welcome to Dublin!!" e poi che siccome il giorno dopo sarebbe dovuto partire per l'Inghilterra aveva intenzione di salutare Dublino ubriacandosi.. E ci mostrava orgoglioso il sacchetto pieno di lattine di birra sotto la panchina. Incontro inquietante..
Dopo una breve passeggiata siamo tornate indietro al lavoro di Marta, spesa e cenetta a casa. Poi nanna perchè eravamo tutte e tre devastate.
Ieri mattina siamo partite alla volta del concessionario dell'Harley. Chiedo ancora scusa alle mie amiche per quello che gli ho fatto fare. Km e km a piedi in una via industriale, tipo via Lorenteggio a Milano. Abbiamo chiesto la strada ad un gommista, e poi abbiamo trovato un harleysta che ce l'ha indicata, ma comunque era lontanissimo. ..
Alla fine, dopo 3 ore siamo arrivate, ho preso la maglietta per il cammello e per me e dopo altri km e km siamo arrivate alla fermata. La nostra meta successiva era la fabbrica della Guinness. E lì c'è stato il degenero. Dopo un'istruttiva visita per scoprire i metodi e gli strumenti con cui fanno la famosa birra, dopo una imbararazzante (per Marta) dimostrazione di "birrificazione": Marta ha schiacciato il maggico pulsante per farla partire. Va beh, il degenero è avvenuto quando, dopo questi km e km a piedi, con lo stomaco vuoto e i piedi disfatti siamo arrivate all'ultimo piano e ci hanno regalato una pinta di Guinness. Dopo metà bicchiere, l'alcool ha avuto effetto. Abbiamo iniziato a fare le coglione allìinverosimile, prima nel bar e poi nei cessi, poi vedrete le foto...
Va beh, da lì siamo andate in taxi in Temple Bar, abbiamo cenato e poi ci siamo strascicate a casa..
Oggi piove un sacco, le previsioni danno "Heavy showers" e visto che siamo appiedate, non sappiamo proprio cosa fare..
Va beh, vi aggiornerò quando torno in Italia, anche con le foto.

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