mercoledì 15 ottobre 2008

Troppe

Troppe, sono le cose che voglio fare, troppe.
Voglio laurearmi, voglio andare in Australia, voglio aprire il mio Cafè Mary's Place, voglio fare l'organizzatrice di eventi, voglio dimagrire, voglio essere bella, voglio andare via di casa, voglio poter non lavorare mai più perchè mi sono resa conto che il lavoro porta via così tanto alla nostra vita.
Da quando ho smesso di lavorare, ho fatto tante di quelle cose che ormai do' per scontate e invece non è così. Lavorando non avrei mai potuto farle e non è giusto.
Per esempio oggi pomeriggio sono stata a Milano, come mi ero ripromessa sono andata alla Sormani. In definitiva oggi non ho fatto molto, ho impiegato due ore a spulciare l'archivio e a cercare titoli che potessero servirmi, nei prossimi giorni (ogni martedì e giovedì) guarderò questi testi e accalappierò quello può tornare utile per la tesi. Beh, mentre andavo a piedi verso la Sormani (me lo posso permettere perchè ora ho tutto il tempo del mondo, non ho ROL da chiedere o assenze da giustificare o minuti da riempire con cose prettamente utili e pratiche) sono passata di fianco alla piazzetta in cui c'è una delle chiese che avrei voluto visitare insieme a Silvia e Cinzia quest'estate (minchia, siamo quasi a novembre!!!) nel nostro famoso giro turistico: e mi ci sono fermata. Sono entrata e ho visto il famoso ossario. Bello, ti lascia col fiato sospeso, anche perchè per entrarci bisogna attraversare un piccolo corridoio in penombra tappezzato con antichi ex-voto, bellissimi, poi finisce il corridoio ed entri nella sala.
E' più piccola di quello che pensassi, però fa il suo effetto.
I muri sono ricoperti delle ossa degli appestati del XVII secolo, quelli dei Promessi Sposi, per intenderci ed è strano pensare alla morbosità con cui la Chiesa tratta la morte; insomma dovrebbe essere tutta una storia di spirito e anima eterna e invece ti ritrovi quelle ossa come monito per non peccare, ecc.
Mah! Certe cose non le capirò mai, però la visita mi ha affascinata.
La chiesetta si trova in piazzetta S. Stefano, molto silenziosa, ma che è comunque una rientranza di via Larga, strada rumorosa e piena di traffico, auto, moto, camion, tram, autobus, insomma ci manca solo un treno e poi ci sono tutti i mezzi di terra.
Beh, nella chiesetta si sente il rimbombo lontano di tutto quel traffico e se ci si lascia impressionare, si può pensare che quel rumore siano le voci dei morti..

1 commento:

Pamy ha detto...

Ciao, sai anche io vorrei fare troppe cose un po come te, a non riesco a fare nulla;) l'importante è iniziare afare qualcosa;))
sono rimasta indietro di un po di post, bellissima la tua torta;) baci