venerdì 19 dicembre 2008

Super inquieta

Beh, si lo sono. Non so perchè, forse perchè mi sto sempre più rinchiudendo in casa, forse perchè sono in una stagione di transizione e non si muove nulla, forse perchè non so cosa fare della mia vita, forse perchè sono i giorni del palloncino rosso, forse perchè il mio tatino è partito per sudamerica e in questo momento è sospeso sull'oceano Atlantico, forse perchè, forse perchè..
Fatto sta che quando sono così ho bisogno di certezze e alcuni film me le sanno dare, mi fanno rituffare in un passato prossimo o lontano in cui agli occhi miei di oggi andava tutto bene e non mi preoccupavo di nulla. Ma lo so che per me non è mai stato così, mai..
Così stasera (dopo un blackout causato da me, ma che vi racconterò un'altra volta, magari) mi sono sparata il mio amato "Bronx".
Bello, bello, bello. Io sento molto la mia italianità e come tutti noi, un po' mi vergogno del mio paese e un po' lo amo, è una storia di passione bruciante, amore possessivo e rifiuto anche. Questo film non parla di queste emozioni, ma parla di un ragazzo di origini italiane, cresciuto nel Bronx degli anni '60 da un padre onesto lavoratore e da un gangster. Non è il solito film di mafia, ma è proprio visto dagli occhi del protagonista, un bravo ragazzo che affronta i problemi dell crescita, delle amicizie sbagliate, del razzismo e del conflitto tra il padre e Sonny. I grandi insegnamenti di questo film sono che: "La gente se ne frega" e che "Non c'è peggior cosa del talento sprecato". Dopo averlo guardato sono andata a cercare qualche informazione su Lillo Brancato che è appunto Calogero, il protagonista, e ho scoperto che nel 2005 è finito in carcere per una rapina che aveva fatto nel Bronx insieme al padre della sua fidanzata. Ma dimmi tu: che talento sprecato!! Che storia!!

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