domenica 29 marzo 2009

Ho capito

Una volta ho letto la "Biografia del figlio cambiato" di Camilleri. Racconta in maniera romanzata la vita di un mio mito personale intramontabile: Luigi Pirandello.
Durante la sua adolescenza, un giorno venne a scoprire che in una specie di cappella vicino a casa sua ci tenevano un morto. Lui non ne aveva mai visto uno, così un pomeriggio, nell'ora più calda e con tutti impegnati nella pennica, lui uscì di casa di nascosto e s'intrufolò nella cappella per vederlo. Entrò e lo guardò, il primo morto della sua vita, ma poi sentì dei rumori vicini, si guardò intorno per vedere da dove provenissero e che cosa fossero e li vide, due amanti che facevano l'amore: da quel momento, per la vita di Luigino, l'amore e la morte saranno sempre legati indissolubilmente.
Pazzesco.

E voi direte, ma cos'è che hai capito?!

Ora ve lo spiego.

Come ormai saprete il mio primo amore è stato mio fratello, fin da piccola è stato il mio principe azzurro, l'uomo la cui attenzione sarebbe stata un dono divino, un gesto d'affetto nei miei confronti l'entrata in paradiso.
Una passeggiata, penserete voi, il tuo fratellone, più grande di te di 9 anni ti avrà ricoperta di attenzioni e resa la bimba più felice del mondo..
E invece no!!!
Non m'ha mai cagata, nemmeno di striscio, tutti i miei sforzi per un abbraccio sono quasi sempre stati vani. Come sapete, dopo aver visto "Ufficiale Gentiluomo" sognavo che mi venisse a prendere all'uscita da scuola e che questo suscitasse un'invidia insanabile nelle mie compagne di classe. E' successo solo una volta, m'è venuto a prendere con la sua nuova mountain bike, mi ha messa sulla canna e mi ha quasi provocato una frattura dell'osso pubico...
Gli unici contatti tra noi due erano gli scherzi horror che confezionava appositamente per me insieme ai suoi amichetti, insomma la mia prima "storia d'amore" è stata una merda.

Cosa c'entra la storia di Pirandello con me?

Tranquilli, ci sto arrivando. Devo aggiungere il terzo elemento.

Un paio di settimane fa su Facebook, mi ha fatto richiesta di amicizia un tale Pablo. Io avevo un compagno di classe alle superiori che si chiamava così e ho accettato la richiesta. Poi ho scoperto che in realtà non era lui, ma un amico di mia cognata. Beh, non ci crederete, ma questo da due settimane, tutti i giorni mi martella dicendomi quanto sono bella, quanto vorrebbe conoscermi (cosa improbabile visto che vive in Uruguay), quanto mi renderebbe felice, è letteralmente partito per la tangente. Incredibile.
Vista la mia fervida immaginazione ho provato ad immaginare una storia con questo e sapete qual è stata la mia reazione: che palle!!!
Non lo sopporterei uno che sta tutto il tempo a dirmi che sono bella, a tenermi per mano, a sbaciucchiarmi, a fare tutto quello che pensa potrebbe rendermi felice, gli direi proprio "Ma vattene, hai rotto il cazzo!!"

Per chi mi conosce nella vita reale, sa quanto il mio ragazzo possa essere stronzo e quanto possa farmi sentire una merda insignificante, abbastanza spesso.

Ho esposto tutti e quattro gli elementi. Cos'è che ho capito, quindi?

Ho capito che sono una masochista e che come Pirandello ha sempre associato il sesso/amore alla morte, io associerò sempre il mio uomo a mio fratello e me ne cercherò sempre uno che mi tratti di merda perchè così potrò sempre rivivere la mia prima "storia d'amore". Insomma, non c'è scampo.

Da spaccarsi le palle, direte voi.

Beh, si, è vero.

sabato 28 marzo 2009

Settimana vagabonda

Questa settimana è stata all'insegna del vagabondaggio..
Lunedì me ne sono stata buona in casa, mi sembra, si, mi sembra proprio di si.. Sono stata talmente brava che nel pomeriggio quando mi ero ripromessa di andare in palestra, sono scivolata nel letto e mi sono svegliata tipo all'ora di cena, un cesso...
Martedì invece sono stata a Milano e la proffa mi ha detto che la tesi andava bene, ma mi ha anche detto (in un anno non le era mai passato per la mente, ovvio..) che devo fare l'abstract (una specie di scaletta) in inglese e che naturalmente la discussione sarà in lingua originale. Questa cosa mi ha gettato nel panico, però in effetti è normale, mi laureo in lingue, solo che non parlo in inglese da mesi e mesi, e sicuramente quel giorno sarò emozionata e ci saranno tante persone ad ascoltarmi, che figura di merda, già la pregusto... La sera non avevo voglia di mangiare a casa e avevo una voglia irresistibile di sushi, così, dopo esser stata paccata da Sara, ho chiamato la cara vecchia Frakky e siamo andate in un posto in via Carlo Farini, in cui abbiamo mangiato da dio e in cui ci hanno anche spennato vive; la scena della cameriera giapponese che cercava di spiegarci i dolci, però, non ha prezzo!!! La sera nel letto me la ridevo da sola pensando alla scena...
Mercoledì sono ritornata in palestra e Mary, l'istruttrice, mi ha fatto vedere qualche esercizio che mi metterà nella scheda nuova, sto ancora piangendo, vi dico solo questo.. La sera sono stata da Sara e dopo averle fatto un massaggio lei mi ha truccata, tutta di verde, bello, ma allo specchio di casa sembravo un puttanone..
Ieri infine, dopo un tentativo di recupero muscolare in palestra e dopo una cena frugale (latte e special K) sono andata da Gianluca per continuare la nostra sagra Twinpeaksiana. Come per tutti i film horror che guardo con lui anche questa serie, che nella mia infanzia aveva destato i più peggiorissimi incubi, sta diventando praticamente una sit com. Di negativo e deleterio, ha di sicuro che ad ogni scena, l'agente Dave Cooper mangia qualcosa: non ce l'abbiamo più fatta e dopo 3 episodi consecutivi, alle zerozero.zerozero, siamo usciti e ci siamo diretti al Mac più vicino dove io mi sono presa un menù intero e Gianlu sono il milkshake perchè in realtà aveva cenato.
Oggi invece, dopo aver bigiato la palestra e aver completato la torta per Silvia, eccola:

sono andata a casa sua e abbiamo festeggiato il suo compleanno. Come regalo le ho promesso un pomeriggio alle terme di Milano, dal sito sembrano una figata e una mia conoscente conferma per esperienza. Non vedo l'ora!!!
L'aver finito la tesi mi ha sollevata di molto, mi sento leggera e senza pesi, ora.
Adesso inizierò a cercarmi un lavoretto.
Ma adesso adesso, andrò a sciaquarmi un attimo e poi a nanna, il vino sta facendo il suo effetto soporifero..

lunedì 23 marzo 2009

Questa è musica, eccheccazzo...

Non Madonna...
Cliccate sul titolo e rifatevi le orecchie e gli occhi per un Elvis ancora in forma..

Attesa

In attesa che escano le date della discussione per aprile, sto cazzeggiando alla grande e lo so, mi odiate.
Come ho già detto nello scorso post mi sento molto sollevata per la tesi finita; domani dovrò andare dalla proffa e mi darà le ultime correzioni, spero che vada tutto bene.
Il weekend è stato tranquillo.
Venerdì sera sono uscita con Silvia e i cugini ed eccezionalmente s'è aggiunto alla combriccola Gianluca. Siamo stati in un posto che avrebbe dovuto essere un locale anni '50 tutto all'insegna del rock'n roll e invece no: si, c'erano quadretti e statuine e cazzate varie di Elvis ovunque, ma in compenso, l'arredamento era quello di un normalissimo pub e la musica faceva schifo, hanno trasmesso ininterrottamente il video di un concerto di Madonna e poi finito quello, un altro di Cristina Aguilera. Ma si può?! Ma cazzo!! Cosa c'entra Elvis con quella marmaglia?!
Va beh, buona notizia per tutti voi che tenete alla mia incolumità, non mi sono ubriacata! In compenso mi hanno detto che l'altra volta ero conciata malissimo e facevo ridere di brutto e che quando sono arrivata a casa ho mandato a tutti degli sms stralunati per rassicurarli.. Nota negativa: mi hanno preso per il culo tutta la sera per due enormi brufoli che mi sono comparsi sulla fronte e che non accennano a scomparire.
Sabato sono stata a casa e l'ho passato insieme a Mario che è venuta qui nel suo weekend libero dai guaglioncelli. La sera abbiamo visto l'ultimo film di Tarantino e come al solito, ho goduto come un riccio, non vedo l'ora che esca il prossimo e già so che il mio caro Quentin non mi deluderà..
Ieri nel pomeriggio Mario mi ha accompagnata ad Alessandria, dove Gianni stava tenendo la partita della stagione contro la prima in classifica. Hanno vinto, ora sono primi loro!!! Naturalmente questo ha provocato la gioia generale, era tutto un abbraccio e una pacca sulle spalle. Siamo finiti al pub dello zio a strafocarci di patatine e vino a 14.5 gradi e poi pizza. Stanotte mi sembrava di avere in bocca un bambino morto da diversi giorni..
E' stato morbidosamente bello dormire di nuovo col cammello, come mi piace dormire insieme a lui, spero di poterlo fare ancora per molto..
Va beh, vado a farmi questa tazza di latte coi cereali, disintossicazione..

venerdì 20 marzo 2009

Consegnata!

Oggi ho consegnato la tesi conclusa alla proffa.
Non so, l'inizio della conclusione mi piace un sacco, ma alla fine non sapevo proprio come conludere, mah! Entro fine mese mi farà sapere.
Oggi ho finalmente realizzato che mi sto laureando e mi sono emozionata!!!
Chissà cosa sarà della mia vita dopo, so già la tua risposta, Gianlu...
A proposito di Gianluca, ieri sera siamo andati al cinema e abbiamo visto un film obrobrioso (quante "b" ci vorranno?!): "Live".
Fa cagare, non andate a vederlo...

lunedì 16 marzo 2009

Freud is BIG

"Il mio scritto L'avvenire di un'illusione verteva assai meno sulle fonti più profonde del sentimento religioso che su ciò che l'uomo comune intende per religione, vale a dire sul sistema di dottrine e di promesse che, da un lato, gli spiega con invidiabile compiutezza gli enigmi di questo mondo, dall'altro gli garantisce che una Provvidenza sollecita veglierà sulla sua vita e in un'esistenza ultraterrena lo ripagherà di eventuali frustrazioni. L'uomo comune non può rappresentarsi questa Provvidenza se non nella persona di un padre straordinariamente elevato. Soltanto un essere simile può comprendere i bisogni del figlio dell'uomo, venir impietosito dalle sue preghire, placato dai segni del suo pentimento. L'insieme è così manifestamente infantile, così irrealistico, da rendere doloroso, a un animo amico dell'umanità, pensare che la grande maggioranza dei mortali non sarà mai capace di sollevarsi al di sopra di questa concezione della vita."
GRANDE!

Mah!

Che dirvi.
Il resto di settimana scorsa è passato tra una cena a base di sushi e poi cinema con Sara, una serata da Gianluca con sfida all'ultimo sangue a singstar (HO VINTO IO!!!) con Gianluca, con successiva cena e serata paurosa con Twin Peaks.
Sabato sera sono andata a casa di Sara e ci siamo sbafate ben due dei muffin a testa che avevo preparato poche ore prima mentre guardavamo un film che è pazzesco "Il grande Lebowsky" e sbavavamo dietro quel fico immenso che è Jeff Bridges in quel film.


Ricetta ideata da me:
Ingredienti:
2 uova
100 gr di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
50 gr di cioccolato fondente
50 gr di cioccolato bianco
50 gr di burro fuso
250 ml di latte
300 gr di farina
1 bustina di lievito
un cestino di lamponi
Procedimento:
Bisogna innanzitutto dividere gli ingredienti per due, perchè vanno fatti due impasti.
Quindi in una ciotola montare un uovo con 50 gr di zucchero, poi aggiungere il cacao, 25 gr di burro e il cioccolato fondente fusi, 125 ml di latte e 150 gr di farina. Alla fine il lievito, mezza bustina.
Sistemare i pirottini e riempirli a metà.
Con il resto degli ingredienti fare un impasto bianco esattamente come il primo, verrà un po' più liquido perchè manca il cacao.
Versare il secondo impasto sopra il prima e poi mettere 3 lamponi in cima senza schiacciarli, si ingloberanno da soli nell'impasto.
Infornare a 180° per circa 25 minuti. Fare la prova stecchino.
Che dire, buonissimi!!!

Per il resto sono rimasta a casa attanagliata dai sintomi della malattia del palloncino rosso. Anche in palestra ci sono andata solo una volta e i risultati si vedono: sono ingrassata!!! Non so, spero sia solo per la storia del palloncino rosso che quando va via poi mi risgonfio..
Ieri sera è venuto qui Gianni e abbiamo parlato. Alla fine non siamo arrivati ad un compromesso, però siamo rimasti insieme, sul filo del rasoio. Spero che il tutto regga, perchè ci amiamo anche se siamo delle magne teste di cazzo entrambi. Spero di aver fatto la scelta giusta. Stanotte ha dormito qui ed è stato bellissimo poterlo riabbracciare e stritolare e sentire il suo braccio sotto il mio collo..

martedì 10 marzo 2009

FORSE e dico FORSE, ce la stiamo facendo..

Stamattina sono andata in segreteria e ho consegnato la documentazione per la domanda di laurea; mancavano le ultime due firme della proffa, che mi ha prontamente vergato stasera dopo la sua ultima lezione e dopo avermi consegnato la correzione della tesi, dicendo che va bene e spronandomi a fare ancora qualcosa.
Non so davvero cosa le sia successo, è impossibile che fosse una mia impressione il trattamento che mi riservava solo un mese fa..
Mah! Misteri della fede..
Domani mattina dovrò tornare per la terza volta in tre giorni in segreteria e a meno che qualcuno mi scippi strada facendo, potrò consegnare questi cazzarola di ultimi due fogli e potrò sentirmi col cuore in pace!!
Niente potrà frapporsi tra me e questa tanto agognata e insulsa laurea triennale che non mi servirà mai a niente nella vita!!!!
Nell'intervallo tra i due appuntamenti accademici di oggi ho incontrato Mirko a pranzo e mi ha portato alla mensa dei poveri, pranzo indimenticabile a base di porchetta alla griglia!
Il resto del tempo l'ho passato da brava ragazza alla Sormani, una biblioteca enorme di Milano, a studiare il libro che voglio inserire nella conclusione della tesi.
Che brava!! Non ho speso niente e sono pure entrata in un negozio senza comprare neanche una stringa per le scarpe!!!
Brava, brava, brava. Sto raggiungendo un autocontrollo pazzesco, ma credo che durerà finchè non troverò qualcosa che mi fa impazzire, sapete come sono fatta..
Va beh, ora cazzeggio ancora un po', poi cazzeggio di nuovo, poi mi butto nel letto, leggo e poi spengo la luce, come al solito verso le 3.30/4.00.
A proposito di lettura, ho divorato in due giorni un libro spassosissimo e assurdo dal titolo "Correndo con le forbici in mano". Voglio darvi giusto un assaggio che leggendolo, da sola nella sala d'attesa della segreteria m'ha fatto scoppiare a ridere come un'idiota. L'antefatto è che la madre del protagonista è appena uscita per l'ennesima volta da una clinica psichiatrica e s'è portata a casa Cesar, un ospite dell'istituto.
"Cosa sapete di quest'uomo?" chiesi.
"Non molto," disse Dorothy "tranne che è sposato, ha due figli ed è ricercato dalla polizia."
Cesar mi sorrise a trentadue denti, mettendo in mostra la dentatura più bianca e perfetta che avessi mai visto. Una qualità sorprendente in un pazzo.
"Bei denti" commentai.
"A te ti piacciono?" disse e li tirò via dalla bocca.

:D
Leggetelo!!!

Burocrazia e ciotìa.

Dopo aver passato una notte popolata da sogni in cui ero la protagonista di mille avventure il cui scopo era la raccolta dei documenti da portare in segreteria per la consegna della domanda di laurea, stamattina mi sono svegliata già stanca..
Prima di uscire mi sono fatta prendere da un sentimentalismo inaspettato e ho voluto fotocopiarmi a colori il libretto universitario. Nela fare la fotocopia ho staccato la ricevuta del pagamento della tassa di laurea e indovinate?!!! Si, l'ho lasciata a casa!!!! E brava!!! Meno male che oggi non era l'ultimo giorno e meno male che sono andata perchè l'impiegata mi ha detto che manca la firma della prof in due moduli che avrei dovuto scaricare dal sito. Non voglio aprire una sterile polemica, ma voi dalla frase che riporto testualmente: "2 copie del Titolo dell'elaborato finale e conferma della partecipazione all'esame di laurea sottoscritta dal Relatore", dico, voi cosa capite? Io ho capito che su un foglio, ci dovevo stampare il titolo, o no?! E invece no, secondo loro questa frase vuol dire che devo connettermi al sito dell'università, andare nella sezione SIFA online, autenticarmi con nome e password, andare nella sezione domanda di laurea, poi cliccare su titolo elaborato e su stampa e come ultima cosa, far firmare al relatore il tutto.
Allora o questo decennio di università non m'è servito ad un benemerito cazzo e su questo sono pronta ad aprire un dibattito infinito con la stimatissima sig.ra Moratti, oppure non c'è scritto quello, o sbaglio?!
Fortunatamente questi due fogli non sono importanti (volevo ben vedere!!!!) e li posso portare anche dopo la scadenza di domani.
Va beh, so già che stanotte si ripeterà la sequela di sogni angoscianti e domani andrò di nuovo in segreteria; poi dovrò stare tutto il giorno a cazzeggiare (ma io, da brava ragazza, lo passerò tutto in biblioteca senza tirare fuori il bancomat dal suo scompartimentino del portafogli) per poi incontrare la proffa alle 18.
Almeno mi stancherò e magari domani sera riesco ad andare a dormire ad un'ora decente, anche se ci credo pochissimo.
Va beh, basta con questo fraseggiare, vi lascio qui la ricetta della tortina che ho fatto per Mario per il nostro weekend pigiama party.

Ingredienti:
5 clementini
250 gr di mandorle spellate e tritate
6 uova
250 gr di zucchero
1 busta di vanillina
un pizzico di sale
1 bustina di lievito
500 gr di ricotta
qualche cucchiaio di zucchero
buccia grattuggiata di un'arancia.

Procedimento:
Lavare i clementini per bene, bucherellarli con uno stecchino, metterli in una pentola e ricoprirli di acqua. Accendere a fuoco basso e lasciare sobbollire per due ore.
Passate le due ore, macinare i clementini nel passaverdure.
A parte montare le uova e lo zucchero con lo sbattitore per 10 minuti, aggiungere le mandorle tritate, la vanillina, il pizzico di sale e il lievito. Per ultimo aggiungere la polpa dei clementini amalgamando dal basso verso l'alto.
Versare il composto in una teglia a forma di cuore imburrata e infarinata e far cuocere a 180° per 40 minuti.
Qui è sorto il problema: all'inizio il tutto si è gonfiato tantissimo, ma col procedere della cottura si è sgonfiato di brutto per cui per salvarlo ho dovuto farci la crema di ricotta sopra. Secondo me sarebbe meglio metterci anche un po' di farina, magari 100 gr per dare più corpo all'impasto, di modo che quando il liquido evapora in cottura rimane il solido a dar forma alla torta.
Se non ci aggiungete la farina quando la torta è sformata e fredda, fare una crema leggera con la ricotta, qualche cucchiaio di zucchero e la buccia grattuggiata dell'arancia. Guarnire a piacere e servire.
Eccola:

lunedì 9 marzo 2009

Un tranquillo weekend di paura

Questo weekend è venuta qui Mario e quello che doveva essere un tranquillo e spensierato fine settimana all'insegna delle chiacchiere, di film, di dolcetti ed estetista, si è rivelato una catena ininterrotta di discussioni esistenziali che, fatte nella mia settimana premestruale (!) non hanno fatto altro che acuire le mie angosce.
Il succo ristretto del tutto è che, Gianni a parte, la mia vita non ha senso in generale, non riesco a trovarle un senso io, non so cosa fare, vorrei fare troppe cose e non le faccio perchè mi nasconodo dietro alibi che mi fabbrico io, appunto per non buttarmi a capofitto nella vita.
E' vero, lo sapevo già, ma non so davvero cosa fare, non so in cosa buttarmi, non lo so..
Mah..

venerdì 6 marzo 2009

...

Ma vi rendete conto che non è neanche l'una di notte e ho il terrore del vuoto che mi aspetta prima che mi addormenti?
Questa cosa mi ha letteralmente svuotata. E' come se fossi rimasta sotto una campana di vetro o dentro una protetta bolla di sapone per tanto tempo e ora è scoppiata e mi rendo conto che intorno a me c'è il vuoto siderale.
Sto male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male. Male.

giovedì 5 marzo 2009

Ce l'ho fatta, ma non me ne frega più niente.

Oggi sono riuscita a far firmare la domanda di laurea alla proffa, ma non me ne frega più niente. Mi sono sentita così sola in quella cazzo di università, come mai prima.
Ho capito che Gianni mi ha abbandonata e non lo sento più insieme a me come un tempo. Come quando passata una settimana da quando non ci vedevamo e lui mi diceva che gli ero mancata e io gli rispondevo che lui no, perchè lo sentivo sempre con me, davvero.
Come quando andavo a fare gli esami da sola con la cacarella addosso, ma anche con la consapevolezza che in quel momento lui mi stava pensando e stava facendo il tifo per me.
Come quando facevo la cazzona e sapevo che qualunque cosa mi sarebbe successa lui sarebbe arrivato al volo, prima di tutti gli altri.
Oggi no.
Oggi ho attraversato i corridoi di quella università, le mille scale e le mille porte e mi sentivo un vuoto rimbombare dentro e gli ho mandato un sms e gliel'ho detto.
Amore mio, se mai leggerai queste righe, sappi che mi manchi da morire e che ti vedo in qualunque cosa intorno a me.

E' difficile pensare che

Non uscirò più da quella stazione, non lo vedrò in macchina, non riuscirò a non sorridere appena i nostri occhi s'incontrano. Salire in macchina e fare come se niente fosse, come se ci fossimo visti fino a 5 minuti prima. E poi la sua mano sulla mia, sul mio ginocchio mentre guida, le dita che s'intrecciano. E io che parlo e parlo e lui che mi ascolta e sorride di quello che dico.
Non mi prenderà più in giro per i miei difetti.
Non dormirò più nel lettino di una piazza insieme a lui, che quando si muoveva uno, si doveva spostare anche l'altro, non lo sveglierò più con il mio sonnambulismo, non sentirò più la sua pelle liscia e morbida contro di me, non mi abbraccerà a cucchiaio nella notte, con un braccio sotto il mio collo e l'altro a stringermi, il suo petto contro la mia schiena, non gli racconterò più i miei sogni appena sveglia, non lo sentirò più tremare appena cade nel sonno, non mi abbraccerà di quell'abbraccio molle e forte e spesso sudato fradicio. Non mi stupirà più coi suoi pigiamini orrendi.
Aveva minacciato di indossare quello blu coi pentolini al nostro matrimonio.
Non mi accompagnerà più dalla mia amica Mario e non farà più la parte del cattivo coi bimbi.
Non porterà mai Cristian sulla moto.
Non ascolterò più la musica insieme a lui in macchina.
Esattamente il 31 Ottobre del 2004, al ritorno dall'ospedale in cui eravamo andati a trovare Stefano appena nato, dopo neanche due mesi che lo conoscevo, abbiamo fatto il conto dei soldi in tasca e invece che tornare a casa abbiamo preso l'autostrada per il mare. Era buio, pioveva e in macchina, la vecchia Corsa blu, c'era "Hotel California" degli Eagles. Siamo usciti ad Arenzano e mi ha portato in un ristorante in cui le cameriere avevano delle tettone paurose ed erano vestite da strega.
E' stata una delle nostre sere più belle. Oggi alla radio hanno fatto sentire questa canzone e ho subito pensato a lui e quand'è finita, la dj ha dato l'ora e ha detto: "Anche ad Arenzano, in provincia di Genova, sono le.."
M'è caduto il cuoricino dalla malinconia.
Non mangerò più l'inverosimile con lui. Niente più spuntini di mezzanotte con pancetta e vino. Non gli comprerò più i Nippon e non gli preparerò il salame di cioccolato.
Non mi attaccherò più a lui dietro sulla moto, non mi brucerò più le caviglie con le marmitte, non si volterà più a guardarmi per dirmi quant'è bella quella nuvola, quel castello, quel fiume o quel ponte.
Non lo implorerò più di portarmi al Mac per comprare il McFlurry e non gli darò più il gelato con gli smarties mentre guida.
Non guarderò più l'Alberto insieme a lui.
Non lo sveglierò mai più chiamandolo 800 volte nel giro di 1 ora perchè si alzi.
Non metterò mai più i tacchi per la prima volta.
Non faremo più le scenette dei vecchietti piemontesi con lui che si struscia sull'autobus contro la ragazzina indifesa.
Non faremo più progetti fumosi.
Non faremo più l'amore. E le risate durante.
Non andremo più in vacanza insieme e non scopriremo tutti i posti che avrei voluto vedere con lui.
Non andremo più all'Arcadia sempre con la pioggia, sempre con l'ansia di non arrivare in tempo per ritirare la prenotazione.
Non scoppieremo a ridere come dei coglioni per delle cose stupide e non mi farà più la faccia di Carletto, del cammello.
Non mi reciterà più a memoria i film di Lino Banfi e non mi chiederà più un caffè corretto con humor.
Non dovrà più sopportare le mie crisi premestruali e i miei brufoli.
Non gli taglierò più i capelli e non se li farà più stirare prima di tagliarli.
Non sono riuscita a fargli mettere il tanga a forma di cavallo.
Non mi leccherà più la faccia mentre gli parlo, nel letto.
Non mi farà più scherzi da film horror mentre sono sola in casa in piena estate e con un temporale tremendo.
Non dovrà più mettermi due dita in gola quando sono ubriaca perchè a me fa schifo.
Non gli farò più sentire i miei muscoli poderosi e non gli descriverò per la 300esima volta la mia scheda della palestra.
Non gli dirò che sto guardando Dirty Dancing per la 3milionesima volta.
Non gli farò più un cd con dentro "I was made for loving you" dei Kiss oppure "Stairway to heaven" dei Led Zeppelin. Niente più "Mary summer compiléscion".
Niente più regali a sorpresa, miei. Niente magliette o puffi o altro.
Non mi terrà più in braccio sulla sedia finchè non gli si conficca un osso del bacino nella coscia e io gli chiedo "Ti sto facendo male?" e lui "No, no, stai".
Non mi bacerà più il collo per ridere del fatto che la pelle d'oca mi viene solo da una parte.
Non gli tirerò più ginocchiate ovunque accidentalmente. Da lasciarlo senza fiato per un paio di minuti.
Non gli farò più toccare i capelli per fargli sentire come sono morbidosi appena lavati.
Non gli farò più il bagno il sabato pomeriggio, non gli gratterò la schiena fino a scorticarlo, non gli asciugherò i capelli fino a ustionargli le orecchie.
Non dovrò più farmi decine di km per trovare il concessionario Harley Davidson di ogni città che visiterò per comprargli la maglietta.
Non metterò più le lenzuola di Nemo apposta quando viene qui.
Non sentirò più lo sfarfallio allo stomaco quando aspetto di vederlo.
Non lo accompagnerò più al Castorama o al Mediaworld o al Carrefour.
Non lo vedrò più sorridere al mio nipotino cercando di non fargli paura e di non farlo piangere.
Non lo vedrò più abbracciare la sua nonnina così teneramente.
Non gli farò più massaggi. Non gli metterò più i piedi ghiacciati addosso.
E milioni di altri non. Sto malissimo.
Avrei voluto fare così tante cose ancora..
Tante..
Mi manca già da morire.

lunedì 2 marzo 2009

Ripiena

Sono letteralmente ripiena di cibo. La settimana scorsa l'ho passata a mangiare e bere all'inverosimile, cioè più del mio normale degli ultimi tempi e mi sento ripiena. Sabato poi abbiamo festeggiato Jacque, la sera mi sono sparata due calzoni ripieni di quelli di mia madre e una fettazza di torta, questa:

Questa volta non ho fatto il pan di Spagna perchè so che a Jacque piacciono gli impasti lievitati e quindi ho voluto sperimentare questa. Buona, davvero buona.
Domenica ho pranzato con arancini (ancora!!! Si, però ne ho mangiato solo uno ed era al forno, non fritto), poi ho fatto merenda con tè e chiacchiere perchè pensavo di non uscire, ma dopo poco mi sono sentita con Sara che mi ha proposto un ristorantino indiano e potevo dire di no?!
Il risultato di settimana scorsa è che ora mi sento come se avessi un sacchetto dell'umido in bocca, curiosa sensazione... Ributtante più che altro.
Beh, vado con la ricetta.
Ingredienti:
450 gr di farina manitoba (io ne ho aggiunti come minimo altri 100 perchè l'impasto era troppo appiccicoso)
3 uova (forse l'ideale è diminuire le uova e mantenere la farina invariata)
100 gr di zucchero
125 gr di burro morbido
125 gr di latte
un cubetto di lievito
un pizzico di sale
Per la crema:
200 gr di cioccolato bianco
200 ml di panna
5 cucchiai di farina di cocco
qualche nocciola tritata
Procedimento:
In una ciotola versare la farina, il sale, lo zucchero, le uova, il burro e infine il latte tiepido con dentro sciolto il cubetto di lievito.
Impastare con le mani e far incorporare l'aria, tipo la pasta della pizza.
Far lievitare coperto per due ore. Prenderlo, tirarlo un po' col mattarello e ripiegare i bordi tipo come quando si fa la sfoglia. Ho fatto questa cosa tre volte a distanza di 10 minuti. Poi prendere l'impasto e metterlo in una tortiera (io ne ho usata una di diametro 24, ma secondo me 28 era meglio, veniva più bassa) foderata di carta forno bagnata e strizzata. Farlo lievitare al caldo per un'altra ora. Infornare a 180° per 25/30 minuti. Se si scurisce troppo di sopra metterci un po' di carta stagnola.
Nel frattempo preparare la crema.
Far bollire la panna e poi aggiungerci il cioccolato a pezzetti fuori dal fuoco. Mescolare per amalgamare bene il tutto. Far raffreddare e una volta freddo montare come se fosse panna e basta. Quando è montata aggiungere il cocco e le nocciole tritate.
A torta fredda, tagliarla a metà e spalmare con la crema. Ricoprire con l'altra metà e decorare a piacere. Io ci ho sciolto del cioccolato fondente ammorbidito con una noce di burro e del latte e poi ho spolverato di zuccherini colorati.