giovedì 5 marzo 2009

E' difficile pensare che

Non uscirò più da quella stazione, non lo vedrò in macchina, non riuscirò a non sorridere appena i nostri occhi s'incontrano. Salire in macchina e fare come se niente fosse, come se ci fossimo visti fino a 5 minuti prima. E poi la sua mano sulla mia, sul mio ginocchio mentre guida, le dita che s'intrecciano. E io che parlo e parlo e lui che mi ascolta e sorride di quello che dico.
Non mi prenderà più in giro per i miei difetti.
Non dormirò più nel lettino di una piazza insieme a lui, che quando si muoveva uno, si doveva spostare anche l'altro, non lo sveglierò più con il mio sonnambulismo, non sentirò più la sua pelle liscia e morbida contro di me, non mi abbraccerà a cucchiaio nella notte, con un braccio sotto il mio collo e l'altro a stringermi, il suo petto contro la mia schiena, non gli racconterò più i miei sogni appena sveglia, non lo sentirò più tremare appena cade nel sonno, non mi abbraccerà di quell'abbraccio molle e forte e spesso sudato fradicio. Non mi stupirà più coi suoi pigiamini orrendi.
Aveva minacciato di indossare quello blu coi pentolini al nostro matrimonio.
Non mi accompagnerà più dalla mia amica Mario e non farà più la parte del cattivo coi bimbi.
Non porterà mai Cristian sulla moto.
Non ascolterò più la musica insieme a lui in macchina.
Esattamente il 31 Ottobre del 2004, al ritorno dall'ospedale in cui eravamo andati a trovare Stefano appena nato, dopo neanche due mesi che lo conoscevo, abbiamo fatto il conto dei soldi in tasca e invece che tornare a casa abbiamo preso l'autostrada per il mare. Era buio, pioveva e in macchina, la vecchia Corsa blu, c'era "Hotel California" degli Eagles. Siamo usciti ad Arenzano e mi ha portato in un ristorante in cui le cameriere avevano delle tettone paurose ed erano vestite da strega.
E' stata una delle nostre sere più belle. Oggi alla radio hanno fatto sentire questa canzone e ho subito pensato a lui e quand'è finita, la dj ha dato l'ora e ha detto: "Anche ad Arenzano, in provincia di Genova, sono le.."
M'è caduto il cuoricino dalla malinconia.
Non mangerò più l'inverosimile con lui. Niente più spuntini di mezzanotte con pancetta e vino. Non gli comprerò più i Nippon e non gli preparerò il salame di cioccolato.
Non mi attaccherò più a lui dietro sulla moto, non mi brucerò più le caviglie con le marmitte, non si volterà più a guardarmi per dirmi quant'è bella quella nuvola, quel castello, quel fiume o quel ponte.
Non lo implorerò più di portarmi al Mac per comprare il McFlurry e non gli darò più il gelato con gli smarties mentre guida.
Non guarderò più l'Alberto insieme a lui.
Non lo sveglierò mai più chiamandolo 800 volte nel giro di 1 ora perchè si alzi.
Non metterò mai più i tacchi per la prima volta.
Non faremo più le scenette dei vecchietti piemontesi con lui che si struscia sull'autobus contro la ragazzina indifesa.
Non faremo più progetti fumosi.
Non faremo più l'amore. E le risate durante.
Non andremo più in vacanza insieme e non scopriremo tutti i posti che avrei voluto vedere con lui.
Non andremo più all'Arcadia sempre con la pioggia, sempre con l'ansia di non arrivare in tempo per ritirare la prenotazione.
Non scoppieremo a ridere come dei coglioni per delle cose stupide e non mi farà più la faccia di Carletto, del cammello.
Non mi reciterà più a memoria i film di Lino Banfi e non mi chiederà più un caffè corretto con humor.
Non dovrà più sopportare le mie crisi premestruali e i miei brufoli.
Non gli taglierò più i capelli e non se li farà più stirare prima di tagliarli.
Non sono riuscita a fargli mettere il tanga a forma di cavallo.
Non mi leccherà più la faccia mentre gli parlo, nel letto.
Non mi farà più scherzi da film horror mentre sono sola in casa in piena estate e con un temporale tremendo.
Non dovrà più mettermi due dita in gola quando sono ubriaca perchè a me fa schifo.
Non gli farò più sentire i miei muscoli poderosi e non gli descriverò per la 300esima volta la mia scheda della palestra.
Non gli dirò che sto guardando Dirty Dancing per la 3milionesima volta.
Non gli farò più un cd con dentro "I was made for loving you" dei Kiss oppure "Stairway to heaven" dei Led Zeppelin. Niente più "Mary summer compiléscion".
Niente più regali a sorpresa, miei. Niente magliette o puffi o altro.
Non mi terrà più in braccio sulla sedia finchè non gli si conficca un osso del bacino nella coscia e io gli chiedo "Ti sto facendo male?" e lui "No, no, stai".
Non mi bacerà più il collo per ridere del fatto che la pelle d'oca mi viene solo da una parte.
Non gli tirerò più ginocchiate ovunque accidentalmente. Da lasciarlo senza fiato per un paio di minuti.
Non gli farò più toccare i capelli per fargli sentire come sono morbidosi appena lavati.
Non gli farò più il bagno il sabato pomeriggio, non gli gratterò la schiena fino a scorticarlo, non gli asciugherò i capelli fino a ustionargli le orecchie.
Non dovrò più farmi decine di km per trovare il concessionario Harley Davidson di ogni città che visiterò per comprargli la maglietta.
Non metterò più le lenzuola di Nemo apposta quando viene qui.
Non sentirò più lo sfarfallio allo stomaco quando aspetto di vederlo.
Non lo accompagnerò più al Castorama o al Mediaworld o al Carrefour.
Non lo vedrò più sorridere al mio nipotino cercando di non fargli paura e di non farlo piangere.
Non lo vedrò più abbracciare la sua nonnina così teneramente.
Non gli farò più massaggi. Non gli metterò più i piedi ghiacciati addosso.
E milioni di altri non. Sto malissimo.
Avrei voluto fare così tante cose ancora..
Tante..
Mi manca già da morire.

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