martedì 10 marzo 2009

FORSE e dico FORSE, ce la stiamo facendo..

Stamattina sono andata in segreteria e ho consegnato la documentazione per la domanda di laurea; mancavano le ultime due firme della proffa, che mi ha prontamente vergato stasera dopo la sua ultima lezione e dopo avermi consegnato la correzione della tesi, dicendo che va bene e spronandomi a fare ancora qualcosa.
Non so davvero cosa le sia successo, è impossibile che fosse una mia impressione il trattamento che mi riservava solo un mese fa..
Mah! Misteri della fede..
Domani mattina dovrò tornare per la terza volta in tre giorni in segreteria e a meno che qualcuno mi scippi strada facendo, potrò consegnare questi cazzarola di ultimi due fogli e potrò sentirmi col cuore in pace!!
Niente potrà frapporsi tra me e questa tanto agognata e insulsa laurea triennale che non mi servirà mai a niente nella vita!!!!
Nell'intervallo tra i due appuntamenti accademici di oggi ho incontrato Mirko a pranzo e mi ha portato alla mensa dei poveri, pranzo indimenticabile a base di porchetta alla griglia!
Il resto del tempo l'ho passato da brava ragazza alla Sormani, una biblioteca enorme di Milano, a studiare il libro che voglio inserire nella conclusione della tesi.
Che brava!! Non ho speso niente e sono pure entrata in un negozio senza comprare neanche una stringa per le scarpe!!!
Brava, brava, brava. Sto raggiungendo un autocontrollo pazzesco, ma credo che durerà finchè non troverò qualcosa che mi fa impazzire, sapete come sono fatta..
Va beh, ora cazzeggio ancora un po', poi cazzeggio di nuovo, poi mi butto nel letto, leggo e poi spengo la luce, come al solito verso le 3.30/4.00.
A proposito di lettura, ho divorato in due giorni un libro spassosissimo e assurdo dal titolo "Correndo con le forbici in mano". Voglio darvi giusto un assaggio che leggendolo, da sola nella sala d'attesa della segreteria m'ha fatto scoppiare a ridere come un'idiota. L'antefatto è che la madre del protagonista è appena uscita per l'ennesima volta da una clinica psichiatrica e s'è portata a casa Cesar, un ospite dell'istituto.
"Cosa sapete di quest'uomo?" chiesi.
"Non molto," disse Dorothy "tranne che è sposato, ha due figli ed è ricercato dalla polizia."
Cesar mi sorrise a trentadue denti, mettendo in mostra la dentatura più bianca e perfetta che avessi mai visto. Una qualità sorprendente in un pazzo.
"Bei denti" commentai.
"A te ti piacciono?" disse e li tirò via dalla bocca.

:D
Leggetelo!!!

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