lunedì 18 maggio 2009

Regressione

Io non so se sono forte, non lo so.
Sto avendo un attimo di regressione.
In quest'ultimo weekend sono andata a trovare Mario ad Asti e sia all'andata che al ritorno, il treno s'è fermato ad Alessandria.
E' stata una tortura, orribile.
Sapere che lui era lì a forse poche centinaia di metri da me e che non era con me, non era più nella mia vita, che si stava facendo i cazzi suoi, incurante di me, mi ha distrutta.
Quindi ora, dall'incazzatura feroce e dalle frecciate ironiche, sono passata alla malinconia più pura, al rifiuto di accettare una cosa del genere.
Non me lo dovevi fare.
Non a me, cazzo.
Mi hai detto di non poter cambiare, che sei fatto così, destinato a stare da solo, sempre. Il mio pensiero va ai primi tempi, una sera in macchina, io seduta in braccio a te, tu mi guardi e mi dici "Non devi innamorarti di me" e io rispondo che sono fatti miei.
Se sapevi già tutto, che sei un solitario, che non avrei dovuto innamorarmi di te, che la nostra storia non avrebbe avuto futuro, che saremmo arrivati a questo punto, allora avresti dovuto essere più onesto con me, scomparire nel nulla e vivere la tua vita da solo.
Mi hai illusa.
Mi hai fatto credere che io e te fossimo diversi dagli altri, indistruttibili.
E invece eri già marcio dentro.
Non sono così stupida e ottusa da pensare che un sentimento possa durare per sempre e che l'amore sia eterno, ma tu eri il mio uomo, ti sentivo con me ogni momento, ero sicura nella mia vita perchè sapevo qualsiasi cosa mi fosse successa, tu saresti arrivato.
E ora sono sola, mi sento sballottata da miliardi di emozioni e so che devo farcela con le mie sole forze.

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