domenica 28 giugno 2009

Stanghezza

Da quando ho ricominciato a lavorare non dormo una beata minchia e la stanghezza ha iniziato a farsi sentire.
Nonostante ciò la mia settimana è stata ripiena di eventi.
Lunedì ho iniziato subito con la palestra che ultimamente ho trascurato troppo e dopo mi sentivo veramente, veramente bene.
Martedì sera è stata la volta della cena con la Frakky a base di sushi: come al solito ho goduto, a maggior ragione in virtù del fatto che poi per pagare hanno accettato i ticket, per cui alla fine abbiamo mangiato aggratis. Fantastico.
Mercoledì è stato il terzo compleanno del mio fantastico nipotino super eroe e la sera dopo cena sono andata da lui, equipaggiata di vari regali: le mutandine dei pirati, magliette e pistole varie. Neanche a dirlo, ha cagato solo le pistole in particolar modo il mitra.
Giovedì di nuovo palestra e poi serata premestruo: Dirty Dancing e confezione di confetti di laurea spazzolata. Schifosa.
Venerdì sera messicano con Sara, Silviotta, Gianlu e la Frakky. Ripieni di cibo all'inverosimile. E' stato quel giorno che la stanghezza ha iniziato a farsi sentire e infatti ho passato tutta la sera a sentirmi dire: "Ma che cazzo c'hai?" E io rispondevo: "Niente!" Dopo cena ho ceduto alla stanchezza e appena dopo una mezz'oretta al Magafurla sono andata a casa.
Nel corso della serata si sono verificati due eventi, uno curioso e uno spaccapalle: attaccato al tergicristallo posteriore del bolide c'ho trovato questo enigmatico e minatorio cartello

e mentre guidavo s'è accesa una spia strana sul cruscotto e la macchina andava un pochino male, non accelerava molto, mannaja.
Così, 5 ore dopo esseri appoggiata al cuscino mi sono svegliata per portare diligentemente la macchina dal meccanico ed essere in tempo a lavoro. Come dice Sara il mattino ha l'oro in bocca e quindi il meccanico m'ha detto che l'elettrauto sarebbe arrivato alle 9.30, ora in cui avrei già dovuto essere a lavoro.
Con due occhiaie profonde e scure e salate come il Mar Morto, ho riacceso il motore e mi sono avviata verso il lavoro, in anticipo di milioni di anni luce. Beh, mi sono detta, cercherò un bar per fare colazione. Tutti e 15 i centri commerciali lì intorno erano naturalmente già chiusi, il bar dell'ospedale vicino aveva incredibilmente appena finito le brioche, quindi che faccio? Vado a piedi fino in metropolitana (in macchina avrei dovuto passare nella corsia riservata ai taxi e agli autobus, figurati se non mi sarei trovata lì 7 pattuglie pronte e fermarmi) e, prima nota positiva della giornata trovo la meravigliosa treccia al cioccolato. Ritorno a piotte a lavoro e manca giusto un quarto d'ora alle 9. Che culo. Conoscendomi avrei pure potuto arrivare in ritardo dopo essermi svegliata all'alba.. (c'è qualce ausiliare che non funziona, credo)
Dopo il lavoro e il rischio di collassamento sulla tastiera sono volata dall'estetista per il settimanale massaggio dimagrante e poi sono tornata indietro dal meccanico a Paderno. Dopo aver passato 2 ore sotto il sole ad aspettare, mi sono beccata un'idiota che alla fine mi ha tenuta lì a coglionarmi per mezz'ora e il riassunto di tutta la faccenda era che per aggiustare il guasto serviva un pezzo che lì non avevano e che avrei dovuto pagare un cifrotto di soldi. VAFFANCULO!
Quindi all'alba delle 17 sono arrivata a casa dove ho, nell'ordine: fatto la torta per Cristian, la tinta a mia madre, la doccia a me, messo i bigodini a mia madre, cenato, mi sono vestita, truccata e pittata e diretta di nuovo verso Cinisello dove con Gianlu e Nicola sono andata al cinema. Film cazzuto, evitatelo, "Uomini che odiano le donne". E' meglio il libro, molto meglio.
Come sempre del resto.
Oggi dopo pranzo ho finito di decorare la torta e preparato qualche salateria da portare al party. Il tempo di poggiare la testa sul cuscino che mia madre mi chiama con la sua vocetta stritula, "Dai, Mary, alzati, preparati che andiamo". Arriviamo lì e non c'era ancora nessuno, sarei morta di sonno sul divano e infatti la mia tattica è stata quella di mimetizzarsi con i cuscini a forma di farfalla che lo adornano. Perfettamente riuscita.
Anzi, ad un certo punto, io stesa sul divano e tutti sul terrazzo, mi sono guardata attorno, gli occhi sullo sfacelo causato da 3 bambini e mi sono resa conto che a quasi tutti i compleanni degli ultimi anni, c'era sempre anche Gianni e per una frazione di secondo mi sono dimenticata gli ultimi 2 mesi e m'è sembrato strano che non fosse lì con me, mi sono chiesta dove fosse; dopo quella frazione, la realtà m'è piombata addosso e sono stata male. Sto ancora male. Va beh, passerà prima o poi.
Non c'era neanche il mio fratellone e m'è spiaciuto, insomma il proprio figlioletto li compie una volta solo 3 anni.. :(
Va beh, mi sa che vado a docciarmi un'altra volta e poi mi curco, mi aspetta un'altra settimana di lavoro.
Ah, ecco uno scatto di me e il mio super eroe.

domenica 21 giugno 2009

Marata

La vostra eroina è fresca fresca di ritorno da una gita al mare con Sara.
Mio fratello sarà a Barcellona per lavoro per il prossimo mese, così gli ho chiesto la macchina in prestito: un multipla vecchio modello, gialla, metallizzata, con tipo 300.000 km all'attivo, un cambio e una frizione duri come il marmo.
In settimana Sara mi aveva chiesto di accompagnarla a Vercelli dal suo ex per prendere le sue cose e la mia mente malata ha subito partorito un piano malefico: visto che siamo in giro, perchè non andarcene al mare ad affogare tutti i dolori post-lasciamento?!
Detto fatto.
Alle 13.30 di ieri, mi sono buttata fuori dall'ufficio e nel giro di 8 minuti sono arrivata a casa della mia roscia preferita. Il mio corpicino era già duramente provato dal rodaggio della macchina fatto la sera precedente: un callo sulla mano per il cambio e sveglia a causa di un crampo al polpaccio per la frizione.
Per annebbiare i dolori fisici e morali ci siamo fermate all'Autogrill per prelevare due lattone di birra.
Effetto conseguito con successo. Finestroni abbassati, musica e cazzate a tutto spiano. Uscita di Alessandria superata indennamente. Quasi come se niente fosse. Quasi. Posto di merda.
E intanto nuvoloni si addensavano in cielo.
Per farla breve siamo arrivate in terra ligure nel tardo pomeriggio, ci siamo fermate a Vado Ligure e appena messo piede in spiaggia, ha iniziato a tuonare.
Il tempo di appisolarsi un secondo e le prime gocciole hanno iniziato a scendere.
Che fare in queste situazioni?
Alcool!
Doppio aperitivo nel bar più triste del circondario, ma dotato di vista mozzafiato.

Dopo l'aperitivo, ci siamo pittate e salviettate e cambiate in macchina e siamo andate a Varazze, di nuovo al ristorante che ci aveva visto ospiti della serata insieme alle altre qualche mese fa.
Appena arriviamo notiamo nello spiazzo delle Harley: ce n'è qualcuna argentata? No. Ok, allora possiamo rimanere.
La cena è stata come la prima volta abbondante e bastevolmente economica.
Il vino e la stanchezza accumulata nelle ultime settimane ci hanno steso e appena trovato un parcheggio tranquillo, abbiamo trasformato il bolide in un carino e accogliente bed & breakfast e abbiamo dormito come due sassi fino alle 9 di stamattina. Io ho avuto attimo di cedimento per la digestione, ma il dolce rumore della pioggia caduta copiosamente, mi ributtava nel mondo di Orfeo.
Proprio mentre stavo sognando Dave Gahan che si spogliava davanti a me, suona la sveglia, così a caso. Mah.
La mattina dopo una passeggiata nel centro storico del paesello e la colazione, ci siamo buttate in spiaggia, ma visto che quel genio di Sara aveva avuto il giorno prima la magnifica idea di farsi una lampada, bruciandosi, il soggiorno sugli asciugamani è stato brevissimo, giusto il tempo di farsi riempire di acqua e sabbia da una cazzo di bambina di 19 mesi a noi attigua che trovava la cosa divertente.
Altra passeggiata corredata di shopping in un negozio di scarpe i cui "abitanti" sembravano usciti dal più angoscioso film di Kubrik, pranzo alla Grotta azzurra, salto a riprendere gli asciugamani in spiaggia e poi di nuovo in macchina per tornare nella Milano che conta.
Sono stanghissima, quasi quasi mi butterei nel letto..

giovedì 18 giugno 2009

Tour of the Universe

Eccoci qui.
Salto tutte le puntate precedenti e arrivo al passato prossimo.
Come già avevo anticipato al tempo dell'acquisto del biglietto, martedì 16 sono stata al concerto dei mitici Depeche Mode a Roma.
Dave, quantoseibbbono...
Ho passato tutto martedì mattina a lavoro con l'ansia di non riuscire a prendere l'aereo (memore dell'ultima volta che l'ho perso per andare a Barcellona..), uscita da lavoro tutte le previsioni più catastrofiche mi si sono affacciate alla mente: che qualcuno si buttasse in metrò, che il treno avesse un guasto, che in autostrada ci fosse un incidente.. Invece no, ce l'ho fatta!
Arrivata a Orio sana e salva.
Ogni volta che prendo un volo Ryanir mi riprometto che non lo rifarò, ma ogni volta ci casco. Il volo dell'andata per Roma è stato il più trash della mia vita, chiaro che solo a me poteva succedere una cosa del genere.
Dunque.
L'imbarco ce l'hanno fatto fare tipo un quarto d'ora prima del decollo, facendoci aspettare in una scala senza l'aria condizionata e bimbi che piangevano isterici. Saliamo e visto che c'erano poche persone, trovo posto vicino al finestrino; ah, che bello, penso tra me e me, tutta una fila per me, così nessuno mi rompe i coglioni. Giusto il tempo di finire questo pensiero e una coppia di vecchi mi si scapicolla addosso in un mare di sudore, lei che proprio mi si appoggiava col braccio gocciolante e non contenta di ciò cerca pure di attaccare bottone. Il mio lettore mp3 l'ha subito zittita, si lo so, sono una stronza malefica.
Dopo 5 minuti è iniziato lo show: il pilota nel darci il benvenuto a bordo inizia a parlare tipo deejay e io già stavo con le sopracciglia a punto interrogativo.
Dopo è il turno dello steward che sanche lui con fare da deejay c'invita a seguire le istruzioni delle colleghe in caso di emergenza e per finire: "Ah, se doveste aver bisogno di qualcosa durante il volo potete chiedere tranquillamente all'equipaggio, composto da Selene, Moana e Rocco".
E parte l'applauso con scroscio di risate.
Durante tutto il volo si sono succeduti annunci del genere che non ricordo (l'immagine di Dave Gahan che si tira indietro i capelli assorbe tutto lo spazio nella mia memoria) e alla fine, due minuti prima di atterrare sempre lo steward s'è lanciato in annuncio che è poi diventato un monologo: "Benvenuti nella bellissima città di Roma, la città eterna, la città più bella del mondo. Se siete venuti qui in vacanza potrà offrirvi tutto ciò che vorrete, se siete tornati nella vostra città natale, saprà sempre accogliervi a braccia aperte come ha sempre fatto. (...) Speriamo che il vostro soggiorno qui sia il più bello della vostra vita e vi ringraziamo per la preferenza accordataci".
Un attimo di silenzio e poi, a tutto volume dagli altoparlanti dell'aereo parte la canzone: "Quanto sei bbbella Roma, quann'è sera......"
Non ce l'ho fatta, lì mi sono piegata in due dal ridere e, immancabilmente, la vecchietta ha cercato nuovamente di attaccare bottone..
Quando sono uscita dagli arrivi, stavo ancora ridendo.
Ma quanto siamo trash noi italiani?!
Mah.
Va beh, c'erano Mauro e Paola ad aspettarmi, siamo andati a mangiare una pizza e poi Mauro ci ha accompagnate allo stadio.
Quando ancora era mezzo vuoto e mancava mezz'ora all'inizio, il sole splendeva all'orizzonte, sale qualcuno sul palco e inizia a suonare: ERANO LORO!!!!!!!!
Hanno iniziato mezz'ora prima, incredibile. Va beh, noi eravamo in una posizione un po' di merda, ci siamo ritrovate delle casse davanti e sui maxischermi non si vedeva niente, perchè il più delle volte invece di mostrare quello che succedeva sul palco, facevano andare dei video.
Il concerto in sè non è stato male, ma l'olimpico è stato una delusione.
San Siro gli fa una sega per i concerti.
Stasera infatti volevo andare a quello di Milano, ma dopo vane richieste e dopo numerosi pacchi, quando ho mollato il colpo e sono andata dall'estetista, mi chiama Valentino per dirmi che ha due biglietti per il secondo anello verde.
CAZZO.

giovedì 11 giugno 2009

Caos

E' passato tanto tempo dall'ultima volta che ho scritto un post non dedicato alla merda umana.
Mi spiace, me lo hanno fatto notare oggi che è molto triste.
E ho deciso di scrivere perchè ora triste non lo sono e non voglio che pensiate questo.
Che dire, come scritto nel titolo sono immersa in un completo caos e mi piace, ci sguazzo, non ho voglia di fare un elenco delle cose fatte, delle persone incontrate, conosciute o ritrovate, dei progetti in testa, dei lavori iniziati, e di tutto il resto.
Sappiate semplicemente che ora sto bene, davvero.
Tornerò prestissimo a parlare di me e delle peripezie che mi accompagnano sempre, siate fiduciosi.