giovedì 27 agosto 2009

I got it!


Si, ce l'ho fatta.
Ieri mi sono alleggerita di una considerevole somma per comprare il mio sogno.
Tra 79 giorni sarò in volo per l'Australia, la terra che desidero visitare da quand'ero bambina.
La terra che ha accolto il mio zietto preferito.
Il mio zietto che attraversava il mondo intero per venire a trovarci, di sorpresa ogni volta e coi suoi occhioni azzurri come il cielo.
I miei occhi, finalmente vedranno il cielo d'Australia, a testa in giù potrò vivere un'esperienza fantasmagorica.
Il governo australiano mi ha concesso la possibilità di trascorrere lì un anno.
Al mio ritorno non sarò più la stessa.
Ancora 79 giorni e la mia vera vita inizierà.
Da zero.

domenica 23 agosto 2009

E anche questa settimana

Volge al termine.
Come questo mese, del resto.
E' stato un mese atipico. Sono stata a casa da sola perchè i miei erano scesi in Calabbria per 3 settimane.
IL PARADISO.
Cena quando lo dicevo io, con cosa dicevo io, con chi dicevo io, dove dicevo io.
Tv perennemente spenta.
Telefono staccato.
Musica sempre accesa.
Torte a go go.
Silenzio assoluto e solitudine.
AHHHHHHHHHHHH.
Me la sono goduta davvero e col loro ritorno ho capito che sono troppo vecchia per vivere con mamma e papà e che se non ci fosse di mezzo quel progetto, quel sogno che si sta avverando, me ne sarei già andata via.
Da quando è finita con Gianni non sopporto più di dover rendere conto a qualcuno di quello che faccio e vivere ancora coi genitori a 27 anni, quasi 28, sta diventando sinceramente imbarazzante.
Il filo conduttore del mese è stato sempre e comunque la stanchezza, non riesco a dormire la notte, una notte intera senza svegliarmi un numero sconcertante di volte.
M'è venuta la botta per Gianni, in ritardo di, vediamo, 4 mesi.
Cazzo, 4 mesi.
Mi manca da morire, lo sapete già, vi sto ammorbando con 'sta storia, mi passerà, lo so, ma per ora fa male. Tanto.
Va beh, ferragosto l'ho passato a casa, ho invitato a pranzo una collega col marito che altrimenti sarebbero stati soli; ci siamo ritrovati in una cucina di casa mia sovraffollata, soprattutto dalla voce e dalle bestemmie di zio Ciccio. Talvolta imbarazzante. La domenica poi, dopo un attacco di claustrofobia sono andata da Gianlu, pizza insieme e poi gelato e poi appuntamento Twin Peaks.
Che ridere, mi mancheranno questi appuntamenti.
Lune e marte li ho passati con Sara; mi ha ospitato per due notti a casa sua, che dista pochissimo dal mio lavoro, così non ho dovuto fare la traversata oceanica della Brianza per arrivarci coi pochi mezzi disponibili ad agosto.
Grazie Sari.
Giovedì Mario m'è venuta a prendere a lavoro e poi ci siamo dirette a Mariano a prendere il bolide di mio fratello che è ancora momentaneamente a Barcellona.
Al ritorno ero la persona più felice e scoppiettante del mondo. I finestrini completamente abbassati, il vento che mi scompigliava i capelli e la musica a tutto volume cantata a squarciagola. Non ce n'è: mi piace troppo guidare. Scesa dalla macchina, in un momento di incauto ottimismo esclamo: "Hai visto Mary? Per farmi felice basta una Multipla gialla!!" Mentre scendo, faccio per tirare su il finestrino e niente. Bloccato. Riprovo. Bloccato. Cazzo. Bestemmioni a raffica e niente. Bloccato. Alle 18.45, trovatemi voi un elettrauto aperto alle 18.45 di un giorno di mezz'agosto. Mi sono rimbalzata di nuovo a Mariano, dove il baldo e gentile Pino me l'ha tirato su e mi ha detto di non aprirlo più. Tenere il finestrino chiuso d'estate, come se mi amputassero una gamba. Va beh, è segno che io non possa essere felice ora o che ad una notizia buona, debba sempre aggiungersi un po' di amaro a condire la cosa.
Quella sera è venuta qui Jessica, ha cenato qui, le ho presentato Mario e poi ha dormito nel letto di mio fratello. Abbiamo chiaccherato fino a notte fonda e il giorno dopo ero una mappina.
Tornata da lavoro ieri ho provato invano a dormire, ma niente, i miei fanno troppo casino, novembre, quando arrivi?!
Ieri sera sono uscita con la mia Silviotta, siamo state sui navigli, lei era splendidamente anni '50, io fantasticosamente anni '70.
Che coppia di ragazze anacronistiche. La amo. Mi mancheranno i suoi occhi vellutosi che mi minacciano di morte mentre dico che la Wii è una figata.
Oggi a lavoro sono stata la capa, per insufficenza di altri capi più adatti. Fortunatamente non è successo nulla, poche chiamate e nessun calo di rete o altro.
Oggi (sabato)al Carrefour con Mario per cercare l'astuccio di Hello Kitty (la odio!) per la dolce e bellosa Anna e un regalo per il mio cuginetto Teo.
Pensavo di andare a trovarlo al lago, oggi (domenica) per il suo compleanno, ma la stanchezza, le brutte previsioni e il pensiero della coda al ritorno mi hanno trattenuta. Ora vado a nanna, perchè, manco a farlo apposta, sono stanga.

mercoledì 12 agosto 2009

One dream is coming true

E' incredibile, sono due ore che provo a inserire un nuovo post e ora che sono riuscita ad arrivare alla schermata, non ricordo più cosa volevo scrivere.
Prima pensavo fosse lo stress da studio e lavoro combinati, poi la svampitaggine ce l'ho avuta anche da disoccupata e ora uguale, anzi, più che mai..
Sono frastornata, da poche ore ho avuto la conferma tangibile che di qui a pochi mesi, uno dei miei sogni si realizzerà. Per scaramanzia non dico niente, ma è pazzesco. Aspetto questo momento da anni e anni e non mi sembra vero, sul serio.
La mia nuova vita inizierà tra qualche mese e scalpito, mi sento in questo brodo primordiale, come se dovessi nascere da qui a poco, come se fossi nell'anticamera della mia vita vera e mi dicessero, aspetta ancora un momento, per favore, aspetta ancora un pochino. Io voglio entrarci, subito, ma so anche che pure l'attesa sarà dolce e poi mi ci devo preparare psicologicamente. Sono davvero un'adolescente, come mi dice sempre la mia Silviotta..
Il grande viaggio della mia vita sta per avverarsi, i miei primi 27 anni, quasi 28, sono stati solo di rodaggio e preparazione, il cordone ombelicale si sta spezzando definitivamente. Se cliccate sul titolo vedrete un fantastico video.
Vado a nanna. Presto.

domenica 9 agosto 2009

Amici

Per me gli amici non sono quelli che ti ritrovi intorno al momento del bisogno e nemmeno quelli che ti aiutano a fare cose pratiche o le persone che vedi ogni giorno. Gli amici sono persone che si scelgono per una corrispondenza tra "anime", sono persone che capiscono quello che dici senza bisogno di spiegare, sono quelle persone che senti vicine e presenti anche se sono lontane.
Queste persone sono gli amici per me. Questi sono gli amici miei. Da loro non mi aspetto nient'altro che comprensione reciproca e momenti da trascorrere insieme.
Di amici ne ho, fortunatamente io conosco molte persone di questo genere, sarà anche perchè ho un sesto senso per le persone, spesso. Io amo i miei amici, davvero, sono persone che ho selezionato e scelto da adulta, per condividere i miei stati d'animo e le mie paturnie e le mie battute e le mie avventure. Da quando non sono più insieme a Gianni poi, l'amore che gli davo, lo sto riverdando tutto sui miei amici, non so perchè.
C'è un però.
Per una qualche ragione che ancora non mi so spiegare, i miei amici più stretti tendono ad emigrare, ad allontanarsi da me. Forse è perchè, come me, sono persone insoddisfatte che cercano di migliorare o semplicemente perchè disprezzano questo paese di burattini silenziosi.
Il mio nuovo stato d'animo nei confronti della faccendo "Gianni" mi ha indotto alla tristezza più profonda e alla disperazione, lo avete letto, lo sapete.
In questi giorni sentivo il bisogno fisico e tangibile di vedere due persone importantissime per me: Simone e Silvia.
Sono stata esaudita a metà, ma ne sono felicissima comunque.
Giovedì mattina arrivata a lavoro, apro la mail e Simo m'informa che il weekend sarà in Italia. Sono stata felice come una bambina a cui si dice che la si porterà al luna park per il weekend, non capivo più niente. Finalmente Simo.
Ho passato ieri e oggi con lui.
Questo periodo della mia vita lo ricorderò per sempre, come una burrasca, come un brodo primordiale in attesa della trasformazione, come un caos enorme.
Per sempre ricorderò anche il pomeriggio di ieri. Semi nuvoloso e afosissimo pomeriggio milanese, in cui, io e Simo, seduti nella cucina dei suoi genitori, in attesa di uscire di casa per andare a vedere le Nymphéas di Monet, ci siamo riletti un pezzo di "City" romanzo di Baricco che ci ha accompagnato nella nostra tarda adolescenza. A ridere delle battute sul prof. Mondrian Kilroy e la mia lingua che incespicava nel leggerne il nome ad alta voce. E poi il viaggio per il centro, con il trasbordo su un autobus sostitutivo, zeppo di gente pezzata, la visita a Palazzo Reale, silenziosa e poi la chiaccherata sul sagrato del Duomo.
In questa chiaccherata in poco più di mezz'ora, Simo, mi ha fatta ragionare, mi ha estirpato un pezzo di tristezza, mi ha stimolata a vivere e gioire di quello che ho e che avrò. Mi ha invitata ad augurare a Gianni felicità e tutto il bene del mondo. Mi ha chiesto di chiudere questo capitolo. Mi ha tirato la testa fuori dal sipario polveroso e mi ha fatta respirare.
So già che per come sono fatta, rituffarci la testa dentro, tra le pieghe di quel sipario soffocante, sarà un attimo, ma intanto per questo weekend, per queste ore, nella mia testa è tornato un po' di ossigeno.
E io sono grata al mio amico. Al mio amico Simie.
Gli sono grata per avermi dedicato queste ore esclusive e per essermi ancora amico, dopo così tanti anni.
Grazie, Simo.

venerdì 7 agosto 2009

Travisata

"Mi si fissò invece il pensiero ch'io non ero per gli altri quel che finora, m'ero figurato d'essere".
Il grande Luigino non smette mai d'insegnare anche a tante e tante decadi di distanza. Mi ritengo una persona trasparente, senza peli sulla lingua, spesso giudicata stronza per questa mia particolare attitudine. A torto o a ragione. La verità, fa male, si sa, eppure, nonostante questa mia trasparenza esiste ancora gente capace di travisare certi miei gesti o mie parole.
Mah.
E' incredibile pensare come in realtà quello che percepiamo degli altri sia il risultato di quello che ci aspettiamo di percepire, di quello che vorremmo percepire, di quello che per noi rappresenta quella persona, del modo in cui questa persona ce lo comunica.
E poi, la comunicazione è pure falsata dal fatto che nella maggior parte dei casi, vediamo solo quello che vogliamo vedere e sentiamo solo quello che vogliamo sentire.
Io per mesi, ero convinta che Gianni mi amasse e che fra noi fosse tutto a posto e invece così non è stato.
C'è chi legge le mie manifestazioni di ammirazione e rispetto e desiderio di piacere come un'infatuazione e invece non è vero.
C'è chi legge indifferenza in un mio messaggio caloroso.
Non sono "presa bene", sono presa male, malissimo e in questo momento della mia vita non lo so nemmeno io di cosa ho bisogno, ma non di certo di essere fraintesa.
Siamo destinati a non capirci.
Mai.
A fraintenderci e a provocarci del male, a perdere tempo e a perdere persone.

mercoledì 5 agosto 2009

Nostalgia, nostalgia canaglia..

M'è calata addosso come il sipario del teatro su un attore imbranato.
Ero lì, inchinata a raccogliere gli applausi di tutti per la mia splendida esibizione e m'ha travolto, il pesante velluto rosso scuro, m'ha travolto e mi ci sono impigliata, non riesco più ad uscirne. Non riesco a trovare una via d'uscita a questa cosa.
Voglio sentire l'aria fresca sul viso e nei polmoni e invece inalo solo la polvere e la muffa di questo sipario.
Io lo so che la vita qui fuori c'è, che il sole è caldo, che la brezza profuma d'estate e che il mondo è pronto a gettarsi ai miei piedi. Lo so. Ma per qualche strano e incomprensibile motivo, sento una nostalgia incredibile per Gianni.
Anche se non se la merita.
Anche se mi ha mentito per chissà quanti mesi.
Anche se mi ha scordata nella sua vita divisa tra le solite cose che non ha azzerato.
Anche se ha azzerato solo me.
Anche se negli ultimi tempi mi trattava freddamente.
Anche se mi ha ferita.
Anche se tutto questo e molto altro ancora, anche se ogni cosa, io sento la sua mancanza.
E vorrei cancellare gli ultimi mesi e tornare a dormire a cucchiaio, nel lettino, col suo braccio destro sotto il mio collo e il sinistro a cingermi la vita. E fissarlo in un qualsiasi momento e aspettare che si giri a guardarmi e che i nostri occhi si aggancino e che i suoi brillino per una risata che gli ho provocato io.
Vorrei sentire le sue mani che mi accarezzano, le sue mani giganti che ho sempre preso in giro.
Mi manca, mi manca, mi manca, mi manca, mi manca.
Pensavo che il peggio fosse ormai passato e ho paura invece che tutto stia iniziando proprio ora. Proprio ora che mi sento vuota e persa e sola.
Abbandonata alla deriva.