mercoledì 5 agosto 2009

Nostalgia, nostalgia canaglia..

M'è calata addosso come il sipario del teatro su un attore imbranato.
Ero lì, inchinata a raccogliere gli applausi di tutti per la mia splendida esibizione e m'ha travolto, il pesante velluto rosso scuro, m'ha travolto e mi ci sono impigliata, non riesco più ad uscirne. Non riesco a trovare una via d'uscita a questa cosa.
Voglio sentire l'aria fresca sul viso e nei polmoni e invece inalo solo la polvere e la muffa di questo sipario.
Io lo so che la vita qui fuori c'è, che il sole è caldo, che la brezza profuma d'estate e che il mondo è pronto a gettarsi ai miei piedi. Lo so. Ma per qualche strano e incomprensibile motivo, sento una nostalgia incredibile per Gianni.
Anche se non se la merita.
Anche se mi ha mentito per chissà quanti mesi.
Anche se mi ha scordata nella sua vita divisa tra le solite cose che non ha azzerato.
Anche se ha azzerato solo me.
Anche se negli ultimi tempi mi trattava freddamente.
Anche se mi ha ferita.
Anche se tutto questo e molto altro ancora, anche se ogni cosa, io sento la sua mancanza.
E vorrei cancellare gli ultimi mesi e tornare a dormire a cucchiaio, nel lettino, col suo braccio destro sotto il mio collo e il sinistro a cingermi la vita. E fissarlo in un qualsiasi momento e aspettare che si giri a guardarmi e che i nostri occhi si aggancino e che i suoi brillino per una risata che gli ho provocato io.
Vorrei sentire le sue mani che mi accarezzano, le sue mani giganti che ho sempre preso in giro.
Mi manca, mi manca, mi manca, mi manca, mi manca.
Pensavo che il peggio fosse ormai passato e ho paura invece che tutto stia iniziando proprio ora. Proprio ora che mi sento vuota e persa e sola.
Abbandonata alla deriva.

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