martedì 20 ottobre 2009

La mia nuova casa!!

Ieri ho chiesto a mia cugina di dirmi l'indirizzo di casa sua, dove mi ospiterà per i primi tempi della mia vita down under.
Sono andata su Google Earth a vederla ed è stato emozionantissimo!
La partenza è sempre più prossima, manca davvero pochissimo, la terra inizia a cedermi sotto i piedi e alterno stati d'umore opposti tra loro.
Credo sia normale, soprattutto perchè mi lascio dietro la mia mammy sofferente, ma in via di guarigione, perchè non so cosa ne sarà della mia vita e perchè ancora non ho capito cosa farne di quest'esistenza strampalata..

giovedì 8 ottobre 2009

E anche questa è andata

Oggi la mia mamma è stata operata, tutto ok, speriamo che i prossimi giorni ce la facciano riportare a casa..
Sono esaurita, sono andata a letto tardi ieri sera, stamattina sveglia presto e poi tutto il giorno ad aspettare.
L'attesa è stata mitigata dalle raffiche di parole della signora Antonietta, la quasi centenaria compagna di camera di mia madre.
Ho ancora impresso in mente il momento in cui è arrivata l'infermiera per misurarle la febbre col termometro da orecchio e lei, convinta che fosse un telefono, continuava a dire: "Pronto? Pronto, PRONTOOOOOOOOOOOO????????????!!!!!!!!!!!!!!!!"
Aahhahahahahhahahaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E quando ad un certo punto, la camera immersa nel silenzio, mia madre dormiente e mezza morta per l'anestesia, penombra, si alza all'improvviso un urlo: "LUIGIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!"
Ma chi cazzo era 'sto Luigi, nessuno l'ha ancora capito.
Il massimo però della dialettica però l'ha raggiunto quando tutta allarmata e spaesata s'è girata verso gli abitanti della stanza e ha chiesto: "Ma il Duce è morto?!"
Teribbile..

mercoledì 7 ottobre 2009

Una dietro l'altra, ma..

Allora.
Lunedì scorso, il 28, mia madre viene investita, fortunatamente niente di gravissimo, però è ancora all'ospedale in attesa che ci dicano se la opereranno o meno. Con tutti gli stati d'animo che ne conseguono e che non serve elencare e illustrare qui.
Il giorno dopo, IL GIORNO DEL MIO COMPLEANNO, il mio ex ragazzo, l'ormai arcinoto ai più come Gianni, ha la bella idea di scrivermi una mail carica di vittimismo e autodistruzione nella quale, oltre a riconoscere di aver fatto l'errore più grande della sua vita lasciandomi, si ricopre di merda dalla testa ai piedi. E' una magra consolazione se dopo due righe mi dice che ora ha un'altra, ma che non sa perchè ci sta insieme. Allora non è servito a niente di niente. Nulla è cambiato.
Potrete naturalmente immaginare l'effetto sconvolgente, sconfortante e disequilibrante che può aver avuto questa email sulle mie misere certezze..
In settimana mi ammalo, niente di che, raffreddore, tosse, naso tappato, tosse, stanchezza. L'ho detta la tosse?! Quella secca, che quando ti passa scopri di avere la tartaruga sull'addome.
A casa in malattia venerdì e sabato.
Domenica sarei dovuta partire per Londra, ma la ragione di cui sopra me lo ha impedito. Ingrigimento morale.
Venerdì mi si rompe il cellulare. Fortunatamente, Gianluca me ne ha prestato uno domenica e ieri sera ho portato il mio al Nokia Point per farlo riparare. Quindi potete ricominciare a contattarmi, firmandovi ovviamente.
Stamattina vado a lavoro e mentre in treno cerco di estraniarmi dai discorsi cazzuti di 15enni in crisi esistenziale (mi basta già la mia) e impiegati di mezza età in crisi esistenziale (mi basta e avanza la mia) grazie al mio fido lettore mp3, stop! Si rompe, non funziona più.
Continuo imperterrita con gli auricolari alle orecchie, nella vana speranza che ricominci a funzionare da solo come spesso succede. Niente. A lavoro poi gli ho riservato il trattamento personalizzato Bonacci, scaraventandolo per terra violentemente. Non è servito. Queste nuove tecnologie sono inaffidabili, non sono più come quelle di una volta, per cui bastava un bel cazzotto o una scossa e tutto ripartiva. Ora li fanno troppo sensibili.
Umore plumbeo aggravato dal grigiore autunnale di questa città senza senso.
Dalla consapevolezza che questo doveva essere il mio minchia di momento e invece da meno di sei mesi a questa parte qualsiasi cosa positiva viene guastata da qualcosa di incommensurabilmente negativo.
Mi laureo, sono tutta contenta, finalmente finisco e TAC! A meno di un mese dalla discussione Gianni mi lascia.
Parto per l'Australia, realizzo uno dei sogni della mia vita e TAC! Una catastrofe dietro l'altra e sono tutte distrazioni che deviano la mia attenzione da quella che dovrebbe essere la preparazione per una cosa così grande. La mia Silviotta oggi mi ha predetto che quando salirò sull'aereo manderò tutto e tutti a fare in culo.
Mah!
La ciliegina sulla torta di oggi mi è stata regalata dalla cara Frakky, all'uscita da lavoro: faccio per prendere la mia giacca di similpenne da 29 euri dall'attaccapanni e non c'è, l'ha presa lei due ore prima, uscendo e pensando fosse la sua!
Azzo! Appena la rivedo userò su di lei i peggiori strumenti di morte e tortura in voga nel Medioevo.
Ma.
C'è un ma.
Che i miei amici continuano ad esserci a parte Sari che se la vedete o sentite ditele che la cerco con anZia. Stasera sono venuti qui Silvia e Gianluca, accompagnati dal mio regalo di compleanno, preso insieme a Sari: il nuovissimo e splendidissimo IPOD Shuffle rosa!!! Con tanto di incisione personalizzata sulla clip, rubata dal mio amato Thoreau: Live the Life You've Dreamed.
Amori.

venerdì 2 ottobre 2009

Mannaja!

Tipica espressione calabra di disdetta e incazzatura.
Come se tutto quello che mi è successo nei giorni scorsi non fosse abbastanza, oggi mi si è pure rotto il cellulare. Impallato, morto, kaputt..
E' ancora in garanzia, sono andata all'assistenza tecnica della 3 e il ragazzo mi ha detto che ci vogliono 3 settimane lavorative. Ma cosa vuol dire 3 settimane lavorative? Una settimana lavorativa è di 5 giorni, dal lunedì al venerdì. Allora sarebbero 15 o 21 giorni? Il ragazzo non ha saputo essere più chiaro.
Domani proverò a cercare un Nokia point che me lo aggiusti in tempi più umani, anche perchè finchè non me lo aggiustano sono senza telefono, irrintracciabile, completamente alla macchia e con mia madre all'ospedale non mi sembra una cosa tanto carina..
Eccheccazzo..

E la mia anima gemella..

Ahhh...
Ho appena finito una chiamata super con Silvia, la mia Silvia inglese.
E' pazzescamente incredibile quanto le nostre vite, nelle cose essenziali, vadano sempre di pari passo.
Può sembrare una cazzata, ma per esempio, io sono raffreddata, con tosse e intasamento, lei pure. E mille milioni di altre cose.
La amo follemente.
Mentre parlavamo, le è uscita una frase nel discorso, del tipo "tu, la mia migliore amica" e il mio cuore ha fatto un tuffo. Come se il principe azzurro mi avesse fatto una dichiarazione d'amore.
E forse di più.
L'amore di un amico o di un'amica, non conosce limiti, anche se ci perdiamo di vista per mesi, lei è sempre qui, nel mio cuoricino, sul mio petto, nel sonaglio del ciondolo uguale al suo e basta una telefonata o un'email o un sms per ritornare ad essere siamesi, ancora perfettamente collegate.
Nonostante poi la vita di ognuna di noi sia completamente diversa, in ogni caso indaffarata e immersa in emisferi differenti.
Lei ci sarà sempre per me. E con questo non voglio dire che ci sarà quando avrò bisogno di lei, ma che quando ci vedremo, per quanti giorni, mesi, anni potranno essere passati dall'ultima volta, stare con lei sarà come essersi lasciate 5 minuti prima. E anche il solo sapere che esiste e che una persona così eccezionale mi ama, come io amo lei, mi fa stare bene.
La mia patata..
Avrei voluto stringermela addosso questo weekend, domenica dovevo andare da lei per salutarla, ma questo maledetto incidente di mia madre me lo ha impedito. La vita è veramente ingiusta a volte. Avevo una voglia pazza di rivederla, di vedermela piombare all'improvviso da non so dove sul luogo dell'appuntamento (è incredibile, ogni volta guardo verso la parte opposta rispetto a quella da cui viene lei e mi fa saltare!), dormire con lei e sentire il calore della sua pelle e il suo odore dolce vicino a me, la sua vocina quando fa la cazzona coccolosa, la voce seria quando è capace di tirar fuori delle cose che mettono i brividi, al buio. E raccontarci la nostra vita quotidiana, come se niente fosse, come se fossimo sempre vicine. E farmi stritolare la mascella nei suoi abbracci mozzafiato e osservare le sue pupille spalancate e grandi come biglie mentre le parlo. Va beh, spero di recuperare e poterla vedere prima di partire definitivamente. Notte patata mia.