martedì 28 dicembre 2010

L'erba cattiva non muore mai

E neanche io!
Sono ancora viva!
Sono stata senza pc per una settimana e in questi giorni sono stata indaffaratissima tra incontri coi miei due migliori amici e il Natale e un virus allo stomaco..
Insomma, mi sono data da fare, come potete ben vedere..
Nel frattempo la vostra eroina è stata slinguata dalla fortuna e ha trovato il lavoro più alienante della sua vita!
Ok, vado a farmi una dozza, poi scriverò!

mercoledì 15 dicembre 2010

E in culo anche i giocattoli!

Si.
L'ho fatto.
Settimana scorsa l'ecoimprenditore mi ha lasciata a casa lunedì.
Sai, le vendite rispetto all'anno scorso sono calate.
E poi mercoledì.
E poi sabato.
Quando l'ho chiamato domenica per chiedergli cosa avrei dovuto fare, mi dice: "Senti, ti va se ci sentiamo domani mattina?"
E allora io gli ho risposto: "Guarda, facciamo una bella cosa, che io non vengo più, così siamo tutti più contenti."
And that's it.
Non c'avevo voglia di farmi trattare come una quindicenne morta di fame e al suo primo impiego. Ho persino io una dignità.
Ecchecchezzo..
E così sono di nuovo disoccupata.
Ieri mi hanno finalmente pagato un corso che avevo fatto l'anno scorso quando ero disoccupata: ci hanno messo un anno e mezzo a pagarmi un corso appositamente studiato per darmi un aiuto nella mia disoccupazione. Facciamo ridere i polli...
Va beh, anyway, meglio tardi che mai e quindi questa cosa mi ha risollevato un attimo il morale e anche il conto in banca e mi sento molto più tranquilla, posso iniziare a mettere i soldi da parte per la mia nuova avventura!!!!
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ok, vado a nanna, è tardissimo, per un po' non avrò più il pc, minimo una settimana, porto lo scassone a sistemare finchè è in garanzia.
A presto!
Spero con meravigliose notizie!

venerdì 10 dicembre 2010

Complemese italiano

Non so, non ho tenuto un registro metereologico da quando sono tornata, ma il tempo ha fatto, si, abbastanza cagare qui. Oggi è stata un giornata ventosissima qui nella metropoli padana, per cui il cielo è stato molto terso; anche stasera e entrando in cortile dalla stazione, ho alzato lo sguardo e ho visto le stelle. Potrà sembrare assurdo, ma tra che non sto avendo nessun tipo di vita sociale (di mia spontanea volontà) e tra che nevica e piove e c'è nebbia e tutto lo schifo invernale che potete ben immaginarvi, da quando sono tornata io il cielo di notte non l'avevo ancora guardato.
Ed è stato strano vederlo a testa in su.
Per un anno della mia vita l'ho visto a testa in giù e mi faceva battere il cuore inverosimilmente sapere che stavo vedendo stelle sconosciute a chi non ha mai varcato l'equatore, ed era assurdo vedere per esempio, Orione capovolto. E quante, quante stelle, così vicine da sentirsele cadere addosso. E quante stelle cadenti, in qualsiasi giorno o mese dell'anno.
L'Australia mi manca, un sacco. E mi mancano tante sensazioni che provavo lì. L'isolamento dal resto del mondo, in senso geografico, in senso naturalistico, in senso di densità di popolazione. Mi piaceva, cazzarola, un sacco.
Oggi ho chiamato l'estetista per prendere appuntamento per una ceretta; credevo avesse posto subito, domani o dopodomani e invece mi ha dato appuntamento per martedì e mi sono resa conto che io martedì non so cosa farò. Ed è una cazzata, lo so, ma l'idea di non avere un futuro prestabilito, di non sapere con assoluta certezza quello che starò facendo quel giorno, mi piace.
Ed è questo che mi piaceva lì, a 17000 km da casa.
Come mi piaceva svegliarmi nel mezzo della notte e per una manciata di secondi non sapere dove mi trovassi: quella sensazione di disorientamente mi faceva impazzire di gioia.
Io amo l'imprevedibile, ormai l'ho capito. Devo attrezzarmi per rendere la mia vita il più imprevedibile possibile.
E ho pure fatto la rima.
Notte!
:)

lunedì 6 dicembre 2010

E ti pare che loro non me li dimenticavo?! Mannaja!

Come abbia potuto dimenticarmene, non lo so, non me ne capacito proprio!
Fantasticissimi Kings of Leon, lui ha una voce spaventosamente pazzesca!!!
Loro sono ammericani e mentre ero lì in Aussie erano pubblicizzatissimi per il loro nuovo album, li ho ascoltati un sacco nell'ultimo road trip, che tra l'altro devo ancora finire di raccontare..
Lo so, sono uno scandalo..
Va beh, oggi altra giornata tempestosa a Milano per un colloquio di lavoro, l'ennesimo schifosissimo call centre, mah..
Che triste realtà!

E partiamo con la soundtrack di un anno!

Nel mio ultimo periodo australe m'è stato chiesto da Jessica, durante una chiacchierata su skype, se avessi dovuto fare un cd con la colonna sonora del mio anno lì cosa avrei scelto.
E ho trovato che fosse una domanda veramente fica, non me l'aveva chiesto nessuno e ci ho pensato e le ho tirato fuori le canzoni che mi hanno tenuto compagnia nella mia avventura.
Tanto per iniziare, appena scesa dall'aereo, mentre attraversavo eccitatissima e titubante l'aeroporto di Melbourne sapendo che dietro quelle porte scorrevoli stava per iniziare il mio sogno, mentre attraverso il duty free cosa parte in sottofondo?!?!
Lui, il re, il mitico Elvis, che come sapete benissimo, ADORO alla pazzia! E poi anche una canzone con un titolo molto significativo per me, in generale e in quel momento, "If I can dream", se posso sognare. Ecco il video, è tratto dallo spettacolo televisivo del '68, quello che lo ha visto ritornare alla ribalta della scena musicale dopo anni e anni di filmetti hawaiani.

Il re del rock mi ha tenuta compagnia un bel po' i primi mesi.
Poi mi sono spostata a Sorrento, Denis metteva sempre musica di sottofondo. Una delle canzoni che preferivo e che metteva sempre era questa, di De Andrè.

Denis mi aveva raccontato che l'aveva scritta per Modugno che era caduto in un momento di silenzio musicale, non so.
Sempre in casa, tradizione era diventata sparare Battisti a tutto volume il giorno della pulizia globale totale. Io l'ho sempre amato, questa è la mia preferita.

Erano mesi e mesi che non lo ascoltavo, per scelta, lo avevo addirittura cancellato dal mio lettore mp3. Lo avevo fatto perchè una volta Gianni mi aveva detto che quando voleva pensare a me ascoltava Battisti. Me l'aveva detto quando ancora eravamo insieme e si, spesso lo ascoltavamo insieme, in macchina, e io cantavo a squaciagola. Come poi l'ho cantato a squarciagola anche in Australia, da quei giorni delle pulizie a sempre, a Katherine sull'amaca, in giro, in spiaggia da sola. E a parte le prime volte in cui mi sentivo un po' strana, poi ha sempre svolto una funzione catartica per me. Se mi sentivo un attimo triste, giù, nervosa, no, ecc. mp3 alle orecchie con dentro Battisti e urlare a squarciagola i testi delle canzoni fino a farmi venir meno la voce: passava tutto.
:)
Sempre Denis, e di questo lo deve veramente ringraziare, mi ha fatto conoscere quel deo greco che è John Butler, di cui poi a settembre sono andata a vedere pure il concerto con le cugine superfiche. Nato in America, ma trapiantato in Australia a dieci anni, ha iniziato a esibirsi come artista di strada nella stupenda Fremantle.

Questo è il video breve di "Ocean", la canzone con cui m'è entrato nel cuore.
Sempre a Sorrento e sempre Denis, per la mitica "Maghena", la nostra Mitsubishi Magna del 1990 con una radio a cassette, aveva trovato appunto la cassetta di Jerry Lee Lewis in uno dei numerosi Op Shop della Mornington Peninsula. Metto un video a caso, non riesco a trovare la canzone di cui ormai sapevamo il ritornello a memoria.

E Sempre a Sorrento, sempre per la radio della Maghena, sempre in un Op Shop improvvisato in mezzo ad una strada, io e Nicola abbiamo trovato la colonna sonora del resto del nostro primo soggiorno lì. Su un lato c'era lui, l'ammericano Jack Johnson:

Super rilassante e cool, con una voce calda e bassa, come piasce a noi, diciamo! Guidare e avere sotto gli occhi quei paesaggi, la distesa liscissima d'acqua della Port Philip Bay, le back beach e i tramonti sul pelo dell'acqua, è stato fantastico.
Sull'altro lato della cassetta invece c'erano i Powderfinger, band 100% australiana, nata a Brisbane negli anni '80 credo. La più grattata e piaciuta a me, perlomeno, era questa:

E' da poco uscito il nuovo album ed erano in tour quando sono partita.
E poi sono partita. Da sola. Una canzone che è saltata alla ribalta della mia mente è sicuramente lei:

Fantastica, da risveglio, silenzio intorno, non puoi non vedere il sole che ti sorge intorno e ti da forza.
E poi c'è stata Katherine, nel mio nuovo ipod giravano tutte queste canzoni nuove e vecchie.
Una notte che ho dormito in tenda con Brandon, ovvero il canadese più bello del mondo, lui ha messo su itunes e ha fatto partire tutto quello che aveva di questo cantante, Josè Gonzalez. M'è piaciuto da morire, ma poi mi sono dimenticata di chiedergli chi fosse, quando me ne sono ricordata io(chi era quel tipo con un nome ispaneggiante che avevi messo quella sera in tenda?) , non se lo ricordava più lui, ormai. Ma mesi dopo, a Darwin, ho scoperto il suo nome. E anche lui è entrato nel mio mp3.
Ne metto una a caso.

Bello, bello, bello!! Troppo rilassante!
La successiva scoperta musicale è avvenuta a Darwin, quando sono andata al concerto dei "The Cat Empire" insieme a Corali, Jerome, Mikk, Marlene e John. Quella volta che eravamo tornati dalla due giorni di Kakadu in mezzo a coccodrilli e cascate e legna di notte e niente docce e tanto sudore e tanta polvere rossa incastrata nei capelli, nei vestiti e ovunque. Pratone dei giardini botanici di Darwin, lanterne di carta di riso appese nei viali alberati con quegli alberi talemente belli e talmente strani da sbatterti per terra dallo stupore, barramundi sushi in una mano e birrozza nell'altra. E poi sono arrivati loro, a cantare sul palco. Ricordo che quella sera, godendo come una riccia per il mio presente, ho mandato un sms alle mie cugine che le avvisava che ero ancora viva e che terminava più o meno così: "My life is fucking amazing!!", la mia vita è fottutamente pazzesca!
Ecco una canzone sempre a caso di questa band particolarissima. Anche loro australiani.

La qualità non è il massimo, oh, accontentatevi!
Qui e là, non ricordo quando, un giorno ho visto il link di una canzone degli Eskimo Joe sulla bacheca della mia cugina australe pazza e ho iniziato a guardare qualche video su youtube. Li conosco poco, ma mi piacciono motto motto motto.
Ecco un altro video a caso. Anche loro sono australiani.

E poi il viaggio si interrompe e si ritorna a Sorrento. Durante il mio soggiorno lì e le uscite al Koonya con il juke box ci abbiamo sempre dato dentro di brutto, un dollaro una canzone, 4 dollari 6 canzoni. E vai di canzoni. Grazie al mitico super loud juke box ho ritornato ad amare due mie passioni "giovanili": i Nirvana per primi

che non riuscivo ad ascoltare da parecchi anni perchè li avevo ascoltati così tanto per non so quanto tempo durante la mia adolescenza e i Foo Fighter, in particolare questa canzone:

Tra l'altro uno dei barman del Koonya è U-GUA-LE al bellerrimo Dave Grohl!!! Ricordo ancora il concerto ai tempi delle superiori con Simie e la Manu.
Va beh, poi ad inizio ottobre sono ripartita, come sapete e durante il viaggio ho avuto occasione di conoscere tanta bella musica grazie soprattutto a Fraser, l'anglo-giamaicano.
Che dire, primo fra tutti troneggia, Joe, lo spaventosamente perfetto Joe Driscoll, il beat boxer americano a cui mi sono proposta in moglie tramite messaggio su Facebook, mi deve far sapere, per ora fa il vago.
Sbalorditevi:

Si, lo so, pazzesco, è bellissimo e bravissimo. Fa tutto lui da solo. Non riesco a staccargli gli occhi e le orecchie di dosso. Fraser mi ha passato il suo album "Origin Myth", ad un certo punto tra una canzone e l'altra c'è lui che parla, e fa tipo un discorso alla folla, da brivido. La frase che più mi fa effetto è la seguente: "Slavery was never abolished, the simply realized it was cheaper to rent you, my friends". La schiavitù non è mai stata abolita, hanno semplicemente realizzato che era più economico affitarvi, amici miei. Si, mi deve sposare, per forza, non vedo altra soluzione! E poi lui è Joseph, io sono Maria, due cuori e una capanna!
Sempre Fraser mi ha fatto conoscere questa band neozelandese, anche loro in tour ora in Australia, bravi.

Passando velocemente ai Black Seeds, anche loro australiani.

Fuori dai finestrini di quella macchina, l'AUSTRALIA. Ma vi rendete conto di cosa sia quel cielo?!?!
Sicuramente ne ho saltati molti, sono stanga e le ore di freddo e gelo in piedi si fanno sentire, ma credo di aver messo i più importanti.
Per finire, finirei con un'altra canzone di Otis, l'ormai miticamente grattante Otis. Ieri leggevo su Wikipedia che è morto a 26 in un incidente aereo, mi chiedo cosa sarebbe diventato col tempo. Mostruoso.

Il titolo di questa è molto calzante per me, ti ho amato per troppo tempo, è ora che tu te ne vada e te ne stai andando.
E' passata, ragazzzi.
Finalmente.

sabato 4 dicembre 2010

Che sarà, che sarà, che sarààààààààà??????????!!!!!

Che sarà della mia vita, CHI LO SA?!?!
Io no di certo.
Mi sono messa al pc, qualche momento fa e sono passata di qui, dal blog, mi sono detta, mi è già dicembre, è già quasi un mese che sono tornata. Il tempo non è che voli, è un razzo che viaggia alla velocità della luce; curiosando sul blog m'è venuta voglia di leggere cosa stavo facendo i precedenti "dicembri".
Il primo dicembre, quello del 2008: stavo ancora con Gianni, ero disoccupata, immersa nella scrittura della tesi e nella preparazione di dolci, alle prese con la palestra.
Dicembre del 2009, l'anno scors, mi ha invece vista all'inizio della mia avventura australe, non ho scritto molto sul blog, ma è stato il mio primo inverno alla rovescia, la mia prima esperienza di convivenza con sconosciuti in un paese sconosciuto, il Natale al caldo e tanti parenti calorosissimi poco conosciuti.
E quest'anno?
Sono più che mai in una fase di transizione, il mio progetto è ripartire appena posso, ma per dove? Papabili sono tre nazioni: Canada, Nuova Zelanda o USA. Ma stasera guardavo le foto di Coralie dall'Asia e devo dire che.. Fanno gola quei paesaggi..
Chissà dove finirà la vostra eroina preferita.
Intanto, momentaneamente, è finita alla casetta di legno al Portello, un centro commerciale di Milano, a vendere giocattoli ecologici agli avventori. Il lavoro in sè mi piace, il contatto diretto col pubblico è il mio pane, mi piace parlare, ridere e scherzare e consigliare, però il freddo, cazzo, fa un freddo allucinante..
Ieri mi sono sparata 12 ore, dalle 9 di mattina alle 9 di sera, con una tappa intermedia per la pipì in una bagno allagato dell'ipercoop. Nun se po campà accussì. Ma sto su, non preoccupatevi, non piango, non mi strappo i capelli, non mi dispero, so solo che ormai questa realtà non mi appartiene più e il pensiero è tutto ai soldi che posso risparmiare e a quelli che non devo assolutamente spendere per poter subito riscappà!
Va beh, vi lascio con una canzone che m'è partita sull'Ipod mentre tornavo a casa stanga stanga e al buio buio di questo inverno.

martedì 30 novembre 2010

E l'aria di premestruo

Oggi mi sono sparata ben tre e dico TRE film.
Ho iniziato con un musicale "Walk the Line" con il sensualissimo Joaquin Phoenix, film che ripercorre la carriera musicale e la vita amorosa del mitologico Johnny Cash.
Poi sono passata all'introspettivo "Un'altra donna" di Woody Allen, con la protagonista di successo che scopre che in realtà la sua vita è unammerddda.
E infine, dopo un fallito tentativo di guardare quello che mi stava già angosciando "Ultimo tango a Parigi", sono passata al super premestruoso e piagnucoloso "Non ti muovere".
Una martellata sulle ginocchia mi avrebbe fatto meglio..
La mia giornata è stata il massimo del fancazzismo, mi sa che mi sta per venire il culo quadro, anzi ce l'ho già. In più sto magnando come un maiale e il sovrappeso che già si faceva sentire in Australia sta salendo vertiginosamente, non voglio pensare a quello che verrebbe fuori se facessi gli esami del sangue..
Appena ho qualche soldino mi riscrivo in palestra o appena mi mandano i pacchi da Melbourne, torno a correre con le mie runners. Magari smettere di mangiare stronzate a tutto spiano mi farebbe anche bene, no?!
Va beh, vado, va, vi lascio la foto della torta di compleanno che ho fatto ieri per mio padre. Domani primo giorno di lavoro alla casetta di legno, dalle 13 alle 21, mi vestirò a triplo strato per il freddo, potrei spalmarmi del grasso di foca addosso.
Si, cazzeggio e sparo cazzate, si, però che due palle 'st'Italia...

domenica 28 novembre 2010

Ho fatto LA CAZZATA

Si, quella con la "L" maiuscola.
Sono ormai quasi 3 settimane che sono tornata in Italia.
E me ne sono pentita amaramente. AMARAMENTE.
E' una botta pazzesca.
L'ultimo anno della mia vita l'ho passato in un posto così diverso da quello a cui ero abituata, che me ne sono innamorata.
Questo anno mi è servito a tantissime cose: mi è servito per perdermi e poi ritrovarmi, m'è servito a realizzare che la vita che facevo qui non m'era mai piaciuta, m'è servito a migliorare il mio inglese, m'è servito a conoscere persone nuove e un ramo della mia famiglia dall'altra parte del mondo, m'è servito a discernere le persone che voglio tenere nella mia vita e quelle a cui posso dare un calcio nel culo, m'è servito a capire il valore della mia famiglia qui, mi ha messo in testa una frenesia del movimento che spero non si spenga mai.
Lo sapete, sono metereopatica e l'inverno nuoce gravemente al mio umore.
In più sono senza sordi e le prospettive di lavoro qui, sono praticamente nulle a meno che sia disposta a mettere sotto i piedi dignità personale e idee di guadagno.
Come se non bastasse non c'ho voglia di vedere nessuno e tutto il tempo libero che ho (tutto) lo passo a cazzeggiare e a non produrre niente.
=
Voglio scappà!
Vediamo, vediamo.
Intanto un lavoretto sottopagato e al freddo e al gelo, ma che in compenso dura solo fino a Natale l'ho trovato, poi vediamo cosa mi farò riservare dal futuro.

lunedì 15 novembre 2010

Tadaaaaaaaaaaaaa

E fu così che martedì 9 novembre, quasi una settimana fa, sono scesa dall'aereo che mi ha portata da Melbourne a Milano, attraverso un'Abu Dhabi in festa per il gran premio di Formula 1.
Dopo un viaggio allucinogeno con 8000 valigie e 0 aiuto da nessuno sui treni delle Ferrovie Nord, sono scesa in stazione a Bovisio. Sulla banchina piovosa chi c'è?
Mio cugino Marco; lo guardo, mi avvicino arrancando e gli urlo: "Uè, terrone maledetto!!" Si gira, mi guarda, strizza gli occhi per vedermi meglio: "Noooooooooo!! Cazzo ci fai qui?!? Ma quando sei arrivata?!?!?" Abbracci e pacche sulle spalle.
Gli chiedo se può venire a casa mia a suonarmi il citofono, voglio fare una sorpresa ai miei. E si, lo fa. Mi viene a prendere Alberto, il padre di Mario, che sapeva che sarei arrivata, carica le valigie sul furgone e poi mi molla in cortile, dove Marco mi sta aspettando.
Pioviggina, è tutto umido e freddo, Marco citofona, risponde mio padre: "Ciao zio, sono Marco, mi apri?". La porta si apre. E salgo. Alla fine delle scale c'è mio padre che sta accendendo la luce per "mio cugino", lo sguardo rivolto verso la cucina "Allora, Marco" intanto inizia a girarsi verso di me "Come an..." e si blocca. Al posto di suo nipote, c'è sua figlia. Lo guardo e scoppio a ridere, salgo gli ultimi scalini e lo abbraccio. Mia madre nell'altra stanza ha sentito la mia risata e in un nanosecondo si materializza di fronte a me. E iniziano le lacrime, sue, io rido come una cogliona. "Amore mio, quanto mi sei mancataaaaaaaaaaaaa!!!!".
Avevo chiesto a mio cugino di immortalare il momento da dietro, ma s'è dimenticato, cazzo. SIAMO TUTTI SVAMPITI IN QUESTA FAMIGLIA.
La seconda domanda che mi ha rivolto mia madre era cosa volessi da mangiare. Tipico. E poi da lì è partito il girone delle sorprese, tutti sono stati strabiliati, sono passata dagli zii, e poi sono arrivati tutti i cugini, Tony quando mi ha vista nascosta dietro la porta mi ha abbracciata e sollevata da terra, Matteo mi avrà abbracciata 5 volte e io ridevo.
Che ridere.
La sera però, mio fratello mi ha sgamata, prima di andare da lui ho detto a mia madre di chiamarlo per vedere se era in casa, lui ha pensato che di solito i miei di sera non ci vanno e ha fatto due più due: entrati nella sua via in macchina, erano tutti affacciati alla finestra. Azzo.
Il mio nipotino ha fatto tutto il timidone all'inizio, mi parlava senza guardarmi, ma poi è passata.
Ho fatto la sorpresona.
L'unica cosa che rimpiango è non aver registrato il tutto.
Mitico.

mercoledì 3 novembre 2010

E' forse il caso che racconti il roadtrip? Me sa di si..

Eccomi di nuovo nella chill Melbourne, da quasi una settimana ormai.
Io amo follemente questa città..
La primavera qui un po' scoppia e un po' no, l'abbronzatura se ne sta andando, mannaja, ma non ci scoraggiamo, dai! Tra cene di qua e di là, visite nella city e cazzeggio, mi sono lasciata un pelino andare. Ma la vostra eroina è sempre qui.
Allora, qui sotto potete vedere quello che a grandissime linee è stato il percorso che abbiamo fatto, eccezion fatta per il Kakadu, che avevo già visto insieme a Coralie e Jerome.

Io ora non mi ricordo esattamente i giorni, anche il mio diario personale l'ho aggiornato pochissimo, quindi cartina e foto alla mano, racconterò.
Come ben sapete il primo giorno di viaggio, il 5 ottobre, siamo fuggiti da quell'odiosa città di Darwin, pozzo umido e rovente senza fondo e dopo quasi 400 km abbiamo fatto sosta nella mia amata Katherine.
E' stato emozionantissimo rientrarci dopo 3 mesi di assenza. La wet season si stava annuncinado e quello che era un bush secchissimo quando ero lì stava prendendo colore; l'aria era carica di tensione, la tensione che nella stagione a cavallo tra il dry e il wet si scarica in una selva di lampi e tuoni che preannunciano temporali epocali. Io ero l'eccitazione in persona. Appena Cat ha stoppato la macchina fuori dal cancello io sono zompata dentro e come sapete ho fatto la sorpresona a Tony.
Non c'è niente da fare, io quel posto lo amo all'inverosimile..
Dopo Coco's, un veloce cono gelato da 50 cents al Mac dove ho pure incontrato Laurie, la ragazza inglese dei primi giorni a Katherine e via, verso Sud Sud-Ovest.
La prima notte ci siamo fermati da qualche parte tra Katherine e Kununurra (si pronuncia cananarra), esattamante qui:

Notte caldissima la prima e quelle a venire anche.
Da asfissiare nella tenda.
Il giorno dopo abbiamo superato il confine con il Western Australia e quando ci hanno detto che sul border ci avrebbero fatto buttare tutta la frutta e la verdura fresca è partita la gara a cercare di mangiarne il più possibile.
Il caldo era infernale e l'idea di buttarci nelle fresche acque del Lake Argyle,
ci ha elettrizzati. E' un lago artificiale, ABNORME! In effetti poi l'acqua faceva cacare, il fondo era pieno di cespugli di alghe enormi dai quali ti aspettavi di veder uscire qualsiasi animale acquatico mortalmente pericoloso, per cui, dopo 5 minuti c'è passata la voglia..
Nel pomeriggio siamo arrivati a Kununurra, ci siamo fermati per far raffreddare la macchina e mangiare un gelatino, siamo subito stati attorniati da aborigeni che volevano che gli dessimo uno strappo al bottle shop più vicino, perchè evidentemente loro non potevano comprare alcoolici. Sad.
Leggendo la guida abbiamo scoperto che qualche decina di km più a nord c'era un baobab prigione e volevamo andare a vederlo, abbiamo girato il muso della Falcon in quella direzione, ma non abbiamo tenuto conto del fatto che avrebbe fatto buio molto presto, per cui, ci siamo subito messi a cercare un posto in cui accamparci; e abbiamo trovato una information bay, vuota, fantastica!
Anche lì la notte è stata soffocatissima..

martedì 26 ottobre 2010

Stangherrissima..

Dall'aeroporto di Perth, con la complicita' di una connessione gratuita, vi scrivo.
Sto per lasciare Perth e tornare alla mia amata Melbourne.
Sono stanchissima, il mio corpicino e' provato da settimane di dieta squilibrata, poche ore di sonno, contrari agenti atmosferici, scarsissima igene e attivita' fisica imprevista.
Mi fa male tutto, dalla testa allo stomaco alle ossa agli occhi.
Mi aspetta una notte lunghissima, arrivero' a Melbourne all'alba, riusciro' ad essere a casa di Claudia, la mia santissima e bellissima cugina in mattinata. Dopo una doccia corroborante e profumante mi buttero' nel letto, al mio risveglio i successivi 1829734917864 minuti li passero' col culo incollato alla poltrona speciale di Rob, una di quelle con le palline che ti massaggiano la schiena. Dopodiche' potro' tornare ad una normale vita sociale.
Vi lascio, una cicciona mi mette prescia per finire.
Mi butto su una panchina aspettando che mi imbarchino, sperando che non facciano in mille pezzi il mio stupendosamente anni 90 zainone e sforzandomi a tutti i costi di non addormentarmi col rischio di non imbracarmi.
Vi lascio, trovero' una bottiglietta di Yakult in tutto l'aeroporto per risistemarmi lo stomaco?
Non credo proprio..

lunedì 25 ottobre 2010

E alla fine, Perth!

Ciao fans sfegatati, da ieri sera sono a Perth, la capitale piu' isolata di tutto il pianeta.
E mi piace.
Il viaggio iniziava a pesare, soprattutto a livello sociale, avevo bisogno di un po' di spazio mio e non e' che ne ho avuto molto nelle ultime tre e passa settimane..
Domani notte rivolero' a Melbourne, ho prenotato il volo piu' cheap che ho trovato, mi spiace un po' perche' Perth mi piace un sacco, avrei potuto spendere qualche giorno in piu' qui, ma va bene uguale.
In pochi giorni avro' quindi di nuovo il pc, il mio cell italiano, everything e postero' foto e racconti del viaggio, per ora, vi basti sapere che sono viva e vegeta e a a a a a a abbronzattissima!

sabato 16 ottobre 2010

Still on the road

Cari fans,
scusate l'assenza, ma nel mio stato attuale la connessione internet e' un'invenzione che ancora deve essere "inventata"..
Brevemende.
Martedi' 4 ottobre siamo partiti da una caldissima e umidissima infernale Darwin e ci siamo diretti prima a sud dove ci siamo fermati a Katherine per 5 minuti.
Rientrare nella "citta'" che mi ha vista cosi' felice mi ha fatto sentire viva; sono entrata dentro il cortile di Coco's ed era vuoto. Tony era nella veranda, con la sua sigaretta sulla sua sedia. Sono entrata dentro con un salto e ho urlato davanti ai suoi occhi sbalorditi: "Tadaaaaaaaaaaaa!!!". S'e' alzato e ci siamo abbracciati ed e' stato bellissimo, ero cosi' emozionata! Coco era a Bali in vacanza, ma sono andata comunque a salutare John, nella sua baracchetta in fondo. Anche con lui ci siamo abbracciati tutti sudaticci, mi ha detto che mi aveva vista entrare in cortile e aveva esclamato, ma quella e' Maria! Sono andata a riempire le bottiglie di acqua al lavandino vicino al bagno dei campeggiatori e c'erano dei ragazzi che suonavano la chitarra intorno al tavolone li' vicino; li ho invidiati un po'. Dall'emozione poi, ho tipo lasciato la meta' del contenuto della mia borsa per cui sono dovuta rientrare 4 volte per riprendermi le cose, ci siamo salutati quindi una decina di volte. Spero di ritornare li' prima o poi, lo spero proprio davvero.
Siamo poi ripartiti e il viaggio vero e' iniziato. Siamo passati da Kununurra, Hall's Creek, Broome, Port Hedland, Karijini National Park e da ieri siamo a Exmouth; oggi dovremmo andare a visitare il Cape Grange National Park.
I ragazzi sono ok, io mi sento un po' tagliata fuori, non sono perche', diciamo che mi autotaglio fuori, ma credo che sia normale. Sono molto sulle mie, ma non sto male, me la sto davvero godendo, nonostante le mosche, la polvere rossa ovunque, il non lavarsi quasi mai, il mangiare qualsiasi cosa, il dormire a cazzo.
Nonostante tutte queste cose, vedo cose spettacolari ogni giorno.
Baobab immensi trasformati in prigione, bush a perdita d'occhio, spiagge favolose, mare turchese, canyon a strapiombo.. Ieri sera abbiamo guardato il tramonto dal faro di Exmouth con banchi di balene che saltavano e spruzzavano nell'acqua.
Priceless.

sabato 2 ottobre 2010

On the road again

Ebbene si.
Una mattina di inizio settimana mi sono messa sul tavolo in soggiorno con il pc con la ferma intenzione di sbloccarmi dalla situazione di impasse in cui mi trovavo.
E ce l'ho fatta.
Cerca che ti cerca ho trovato l'annuncio di Cat, una ragazza canadese che partiva domenica, quindi domani da Darwin in direzione ovest. L'ho chiamata e le ho chiesto se davvero volevano partire domenica e mi ha risposto che actually la data di partenza era stata spostata di un giorno; ho fatto due rapidi calcoli e mi sono detta: VAI!!!!
E così qualche giorno dopo ho prenotato il volo one way per Darwin.
Stasera è la mia ultima sera al ristorante a Sorrento, domani mattina andrò a Melbourne e la sera prenderò l'aereo. Cat mi verrà a prendere all'aeroporto di Darwin a mezzanotte e un quarto, dormirò da loro (insieme a lei ci sono un ragazzo italiano e un inglese) e la mattina dopo aver fatto la spesa, partiremo in direzione sud ovest!!!
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L'unica cosa che mi inquieta un attimo è la mia situazione economica: non essendo riuscita a trovare un secondo lavoro la mattina e non essendo busy la sera al ristorante, ho lavorato pochissimo e di conseguenza messo da parte pochissimo.
Oh, al limite venderò il mio corpicino ad un camionista e mi farò riportare a Melbourne!
Non vedo l'ora di avere il culo poggiato sul sedile posteriore della macchina, gli occhi incollati sulla strada e sul bush intorno a me, addosso solo pantaloncini, canotta e litri di sudore per il caldo.
Yeaahhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!
Per il resto, che dire, la qualità della mia vita nella Peninsula è di molto migliorata grazie alla presenza di quel pazzo cazzone di Nicola con cui, come al solito, ci siamo lanciati in minchiate ininterrotte, gag stupide, birrozze in spiaggia, fish & chips, pasti improbaibili, gite nottturne sulle back beach per il solo piacere di guardare la luna piena e sentire il fragore delle onde, film sessions alle due di notte citando le battute dei nostri film preferiti a memoria.
Dal punto di vista prettamente fisico sono stata vittima di una semi influenza caratterizzata da una grossa grassa tosse che mi ha fatto sentire molto in sintonia con mio zio Salvatore.
Dal punto di vista psicologico, sono un vulcano pronto ad eruttare ad ogni minuto, sto per scoppiare, non ze la fazzo piùùùùùùùùùùùù!!!!!!!!!!!!!!!

lunedì 20 settembre 2010

Il fronte meridionale è in semi impasse

Il tempo nella Mornington Peninsula è di quelli che ti verrebbe voglia di farti seppellire in un kmq di piumoni.
Con a portata di mano quintali e quintali di dolciumi.
Un tempo che genera produttività, insomma..
Ma voi lo sapete che pioggia, vento e freddo sono esattamente il clima che mi esalta.
In questa atmosfera la vostra eroina preferita sbatte la testa tra poche piccole novità.
Il giorno dopo il fantasmagorico concerto di John Butler

sono tornata nella Peninsula e ho trovato la piacevole sorpresa del ritorno di Nicola! Anche lui starà qui per un paio di settimane e la vita in casa è molto più accettabile. Meno male.
Insieme da un paio di giorni stiamo pulendo l'appartamento di sotto per le nuove reclute che arriveranno. E mi piace un sacco vedere le cose che cambiano.

mercoledì 15 settembre 2010

Brevemende

Ancora a Sorrento.
Ancora fredda e buia e piovosa e cazzi e mazzi.
Ho fatto una cazzata a tornare qui, ma ormai quel che è fatto è fatto.
Il bollettino delle notizie dal mondo Bonazzy riporta che ieri mi sono fatta un altro tatuaggio, il secondo il totale, il secondo in Australia.
E' bellissimo, ma ho paura che sia troppo grande e poco femminile. Insomma, già parlo come uno scaricatore di porto, se poi mi faccio pure 'ste cose!
La mia bellissima cugina Claudia mi ha detto che non è grande, ma che mi sembra così solo perchè mi ci devo abituare. Vedremo. IN ogni caso o così o pomì, non è che me lo posso scancellare ora. Bello è bello, comunque.
Quando lo sfoggerò o quando sarà finito il trattamento crema tra una 15ina di giorni magari posto una foto, nel frattime vi lascio nella curiosità più oscena.
;)
Oggi mi sono abbandonata alla Lonelyplanet e con blocchettino degli appunti alla mano, ho iniziato a segnarmi un po' di posti in cui voglio andare ad ottobre. E la cosa mi ha risvegliato un pochino dal torpore. Non vedo l'ora di rimettermi in movimento. E' quello che mi esalta, muovermi.
Già settimana scorsa, il solo prendere traghetto e autobus per andare a trovare Ash a Geelong mi ha fatto sentire viva.
Ho bisogno di muovermi, odio la staticità ormai.
Domani si torna a lavoro dopo due giorni off, passati ancora in attesa che mi chiami qualcuno per un secondo/terzo lavoro.
Ma venerdì salpo verso Melbourne alla volta del concerto del John Butler Trio!!!
Mitico!!!!!
Non vedo l'ora, ho già detto a Claudia che salterò sul palco per violentare il cantante...
Quindi alla fine magari resto in Australia perchè m'arrestano per aggressione..
MAMMAMIA!!!!
Ah, a proposito di restare o partire.
Ho deciso che se non trovo un modo per estendere il visto, intanto mi faccio il biglietto per il ritorno normale, se poi riesco ad estenderlo, sposto semplicemente la data, pagando il sovrapprezzo.
Vedremo.

venerdì 10 settembre 2010

Io il canadese non lo capisco, ma magicamente lo amo..

:)
La "storia" più strana e magica e breve della mia vita è iniziata la sera del 25 luglio 2010, a Katherine, Northern Territory.
Io ero stanchissima, manco a dirlo la notte prima non avevo dormito molto, quella sera avevo finito di lavorare al Mac alle 22. Dopo una doccia, sono andata nella veranda di Coco's e mi vedo Mike di lato che parla con qualcuno di nuovo, di spalle. Tra di loro una sedia vuota. Mi ci siedo, guardo il nuovo sconosciuto, gli tendo la mano e invece di dirgli "Nice to meet you, I'm Mary" gli sparo tra i denti: "Nice to mary you". Che detto così, potrebbe sembrare "Nice to marry you", piacere di sposarti..
Tac!
Figura di merda..
Parliamo delle solite cose, di dove sei, dove andrai, ecc.
Voce bassissima, due occhi profondi e nocciolosi:

Due occhi che quasi riescono a nascondere una barba lunga di un anno, un cespuglio infinito..
Quasi, ho detto quasi.

Il giorno dopo me lo vedo comparire affiancato da una ragazza austriaca con due spalle grandi come me sdraiata, preparano la cena insieme, chicchierano fitto tutta la sera, il giorno dopo partono insieme per non so dove. Va beh, mi dico, sarà la sua ragazza, saranno insieme.
La mattina del 28 Luglio mi sveglio e sento Coco gridare come al solito, sta parlando con una coppia matura, scopro che sono italiani e che Coco mi sta cercando per intrattenerli un po'. Hanno comprato dei dipinti aborigneni, ci sediamo intorno al tavolone in veranda, gli parlo della mia avventura fino a quel momento, ad un certo punto, ai saluti, l'uomo mi si avvicina e mi mette una mano sulla spalla facendo una battuta. E io in quel momento capisco che abituata a stare con gli anglosassoni ormai, ho eliminato il contatto fisico durante la conversazione. E la cosa mi stupisce, è incredibile quanto il linguaggio non verbale pesi.
Il pomeriggio, dall'altra parte del tavolone mi ritrovo Brandon, tornato dalla gita con l'austriaca spalle di acciaio; e glielo dico. Gli dico che noi italiani ci tocchiamo sempre quando parliamo, una mano sulla spalla, sul braccio, una pacca, stiamo vicini.
Il giorno dopo Schwarzenegger è scomparsa, incontro Brandon in cucina, mi ferma, mi mette una mano sulla spalla e mi saluta. All'inizio non capisco, ma poi, ricollego il discorso del giorno prima e mi faccio una risatella. Ha voluto farmi vedere che anche gli anglosassoni sanno avere contatto fisico.
E da qui inizia la trafila di pacche e carezze furtive e pizzichi che ci scambiamo ogni volta che c'incontriamo da soli.
Un giorno sono all'amaca ad ascoltare l'Ipod, finisco, mi alzo, faccio per andare in camera, guardo a dove c'è la doccia dei campeggiatori col lavandino e il resto e vedo una montagna umana senza maglietta, di spalle.
Minghia, ragazzi.
E' lui, a petto nudo, un corpo fantastico. E ho avuto la stessa sensazione che ho avuto quando ho visto per la prima volta Gianni a petto nudo.
Sia lodato il caldo del Northern Territory!!!!
Il 2 Agosto, il famoso Picnic Day, public holiday del Northern Territory, tutti alle hotsprings, come ben sapete mi produco nella figura di merda della mia vita rotolando nella corrente davanti agli occhi inebetiti di Mike e Mikk. Per tutto il resto del tempo, poi, quando sono arrivati anche gli altri, ovviamente tutti hanno cercato di spingermi di nuovo nella corrente per deridermi; quando ha cercato di farlo lui, il canadese più bello del mondo, mi ha tirato per la gamba, ma prima di afferrare la caviglia, mi ha accarezzato passando una mano dall'incavo del ginocchio in giù, sott'acqua, guardandomi nel frattempo negli occhi.
Il giorno dopo sono di riposo e chiedo a Mike se vuole che gli faccia vedere come si fa il risotto, visto che me l'aveva chiesto e che quel giorno ero libera. Quando glielo chiedo c'è anche Brandon lì e gli chiedo se vuole partecipare anche lui. E così, nel tardo pomeriggio io e il barbuto andiamo da Woolworth's a fare la spesa. I nordamericani decidono di farmi vedere un dolce loro e quindi prendiamo anche l'occorrente per farlo. Mike intanto va a prendere la legna nel bush.
E così a cena, in cucina io preparo il risotto con l'assistenza di Brandon che di fianco a me gira nella pentola. E sono tutti dispetti, pizzichi, spinte. Sorrisi agli angoli della bocca. Ci sfondiamo di risotto alla zucca in veranda e poi andiamo intorno al fuoco, ci raggiungono più o meno tutti, Brandon si siede di fianco a me. Apriamo il sacchetto dei marshmallows e ne infilza un paio per volta su un rametto che ha staccato dall'albero dietro di noi. Due marshmallow per volta, uno per me e uno per lui. Magico. Lo guardo allungare il braccio sul fuoco e vedo i marshmallows gonfiarsi al calore, ritrae il braccio e ne sfila uno dal bastoncino per darmelo. Così, per non so quante volte. Che caro..
Arriva poi il momento degli smores, biscotto, cioccolato, marshmallow, biscotto, incartati a sciogliere sulle braci. Una goduria, ce ne dividiamo uno.
Mi ha colpito questa sua galanteria dolciaria.
Il giorno dopo mi devo alzare prima dell'alba, inzio a lavorare alle 5.30, così ad un certo punto mi alzo e a malincuore li lascio lì intorno alle braci rosseggianti.
Dopo il lavoro, giornata freschina, metto i jeans e scopro che ci esplodo dentro, troppo McDonald's. Mi siedo intorno al tavolone in veranda a scrivere sul mio diario. Dall'altra parte c'è lui che fa altrettanto. Iniziamo a parlare, mi chiede come mi sento, gli dico che sto da dio, mi chiede perchè, gli dico che è perchè ho capito che ce l'ho fatta. Che avevo paura di non riuscire a viaggiare da sola, di non riuscire a superare questa prova e che invece ce l'ho fatta e sono fiera di me. E che sono felice perchè quel posto mi mette felicità addosso, perchè mi trovo benissimo con le persone lì all'ostello e perchè amo disperatamente quel posto e il lato selvaggio di quella natura intorno che pare che da un momento all'altro ci possa inglobare tutti quanti.
Ed è stato allora che mi ha guardata e mi ha chiesto se cercavo un boyfriend, con gli occhi nocciolosi fissi nei miei, la testa inclinata di lato, un po' in avanti, come sempre. E io gli ho detto di no. E quando mi ha chiesto se ero sicura e gli ho detto si, perchè? mi ha risposto che well, perchè se era si, lui era disponibile.
Tac.
Ci sono rimasta come uno stoccafisso.
Brandon, il canadese più bello del mondo che mi chiedeva se poteva essere il mio ragazzo. Tipo alle elementari. Imbarazzata, ho poi cambiato argomento, ma ho continuato a pensarci.
E i giorni successivi sono stati continui punzecchiamenti, battute, pizzichi e schiaffi sui culi, laciare sassi e nascondere le mani.
Quando una volta io e lui stavamo lavando i piatti insieme gli ho chiesto se era stato lui a rompere il tagliere e mi ha risposto che si, era stato lui, che la sua specialità era rompere le cose, far infiammare le patate..
Minchia, mi stavo per tagliare una mano quando l'ha detto..
E un giorno ho deciso che intorno a noi c'era troppa gente e allora gli ho detto se voelva andare alle hotsprings con me e mi ha risposto si, ok, potremmo chiedere a Mike se vuole venire anche lui. Tra me e me mi sono detta, omminchia, ma allora mi prende per il culo o cosa?! Mi sono detta, va beh, questo vuole giocare, allora giochiamo, ho smesso di pensarci seriamente, e ho continuato a giocare.
Fino al giorno della famosa wizard staff competition, quando mezzo ostello è annegato nella birra e il concorrente sfidante di Mike, Brandon, s'è arreso e s'è abbandonato sul suo giaciglio per terra dietro la macchina di Nobu. E io l'ho visto lì, al crepuscolo, per terra, bello come il sole e mi sono sdraiata di fianco a lui. E dopo un po' a sparare cazzate, mi sono messa su un gomito, l'ho guardato negli occhi, ho scavato un tunnel nella barba e l'ho baciato. E ci siamo baciati. E lui è andato a chiedere una tenda a Tony per stare insieme, e l'abbiamo montata al buio, ma poi l'ho raggiunto tardi e s'è addormentato e io l'ho lasciato da solo in tenda.
And that's it.
Fino alla sera prima che io andassi a Darwin.
Tutti intorno al tavolone, lui si alza e dice che va a dormire. E io penso, ma va 'sto stronzo, domani vado via e manco mi saluta. In camera, parlo con due ragazze nuove, in mano ho asciugamano e beauty per andare a fare la doccia, in testa ho l'idea di andare nella tenda, dopo, per salutarlo. Ma un toc toc alla porta interrompe la conversazione, chiedo chi è, è lui, apro la porta e me lo trovo appoggiato allo stipite in tutta la sua enorme bellezza che mi dice: "Mi stavo addormentando e mi sono ricordato che domani vai via, sono venuto qui perchè volevo salutarti".
AMMMMMOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!
Gli dico di andare in tenda che poi lo raggiungo.
E così faccio. Un lato della tenda è alzato, si vede il cielo stellato, lui è sul materassino, mi sdraio di fianco a lui, ci baciamo, mi chiede perchè sono venuta lì, non è che ho in mente di fare sesso con lui?! Sono spiazzata, gli dico che sono andata lì perchè lo volevo salutare, perchè mi piace e che si, mi piacerebbe farlo con lui. E allora tira fuori un discorso, mi dice che ha dei problemi, è convinto di non potercela fare. E allora niente, lo abbraccio, gli dico che va bene così, se posso dormire insieme a lui, mi dice di si, ci stringiamo insieme e dormiamo.
E lo so, conoscendomi non ci crederete mai, però è così, a me sarebbe andato bene anche solo così, dormire abbracciata a lui, tra i suoi braccioni, ma nel cuore della notte mi sveglio, le sue mani mi cercano, mi accarezzano. E succede.
Ed è normale, non so perchè si facesse tutti quei problemi. Non lo so proprio. Un po' mi spiace, gli vorrei dire che è un ragazzo fantastico, che non deve farsi problemi dove non ce ne sono e che dovrebbe essere più consapevole di quanto sexy e affascinante sia..
Ma non glielo dico e ci addormentiamo di nuovo.
Ci svegliamo all'alba perchè deve andare a lavorare. Sto con lui mentre fa colazione con gli spaghetti al tonno e pomodorini che ho preparato la sera prima. E' pazzo. E mi piace. Ci salutiamo, gli chiedo se ci sarà quando forse domenica tornerò qui, mi dice che non lo sa, che mi fa sapere. Lo vedo uscire dal cancello con la sua camminata flessuosa e scazzata. Torno a dormire nella mia stanza.
E come sapete, a metà mattina me lo vedo tornare, dallo stesso cancello, zoppicante: s'è stortato la caviglia mentre lavorava. Da brava italiana premurosa vado a prendergli il ghiaccio al bottle shop, il resto della giornata stiamo insieme, ma io sono nervosa per la partenza da Coco's. Nervosissima. Lo risaluto.
Ed è Darwin e la sera gli mando un sms, gli dico che la sua caviglia è messa malissimo e che dovrà fermarsi per forza. Lui mi risponde che gli spiace, ma che gli piace troppo muoversi.
Ed è Kakadu e poi ancora Katherine.
Domenica mattina, entriamo con la macchina di Coralie dentro il cortile di Coco's e lui è lì, bello come il sole.
Mi fiondo lì, mi guarda, gli guardo la caviglia, mi dice che è dolorante, ma poi lo vedo camminare normale. E mi s'insinua il dubbio che mi abbia aspettato.
Ed è di nuovo tutto come prima; in cucina, lo vedo di spalle, gli infilo le braccia intorno alla vita e salgo fino al petto, gli strizzo i pettorali, gli appoggio la faccia sulla schiena. Ed è incredibile quanto lui sappia di buono.
Gli chiedo se posso dormire con lui quella notte, mi dice si, se vuoi. E si, voglio.
La notte dormiamo in tenda, ma ognuno per i fatti propri, io sono stanchissima dai giorni precedenti. La mattina da bravo maritino m'ingozza di pancakes preparate da lui, poi saliamo in macchina e andiamo alle Cutta Cutta caves.
Al buio, mentre aspettavamo che la guida qualche curva più in là andasse avanti perchè potessimo procedere anche noi, l'ho guardato seduto sul corrimano. E volevo sedermi in braccio a lui e baciarlo in quel posto magico, aprirgli le braccia, sedermi sopra di lui, abbracciarlo, sentire le sue braccia avvolgermi, le mie mani sulla sua schiena e baciarlo, silenziosamente e morbidosamente e barbosamente. Ma non l'ho fatto.
Credo ricorderò per sempre il tragitto di ritorno a Katherine dalle grotte. Il bush che mi sfila sotto gli occhi,

il caldo secco che entra ovunque, il cielo blu dipinto di blu, lui di fianco a me che riattacca la manovella alla portiera per aprire il finestrino, io che lo guardo interrogativamente, lui che mi risponde che se la lascia attaccata poi ci tocca dentro con il ginocchio e io che rido.
Silenzio tra di noi. Pace.
E poi arriva il momento del saluto vero, davanti a tutti, lo abbraccio, mi augura tutto il bene del mondo, mi stacco, lo guardo e gli tiro la barba.
Saliamo in macchina e partiamo strombettando. Dopo 10 minuti ritorniamo indietro perchè Coralie s'è dimenticata il tabacco. Lui è al tavolo fuori con gli aborigeni e Coco. Lo guardo e vorrei scendere di corsa dalla macchina e stampargli un bacio fugace e ricorrere indietro, ma non lo faccio. Lo guardo sorridendo e lo saluto con la mano.
E poi andiamo via per davvero.
E così è.
Ci siamo sentiti tramite sms i giorni dopo, ma il 24 agosto lui è partito per l'Europa. I messaggi che mi manda su facebook sono indecifrabili, non lo capisco, ha un senso dell'umorismo molto strano oppure si diverte a coglionarmi, ma va bene così. Tipo che gli ho chiesto di mandarmi una cartolina da Brisbane e me l'ha mandata, ma una che rappresenta le terme romane di Bath in Inghilterra..
E siamo stati la coppia non coppia più folle del mondo. A farci i dispetti, le lotte, le battute, i silenzi. E' stata una cosa stranissima quella tra me e lui. E l'ho amata inverosimilmente. Per quello che è stata e per quello che non è stata. Una storia segreta, ma non perchè dovessimo tenerla nascosta, semplicemente perchè è capitato, è sempre successo tutto lontano da occhi estranei. Ho amato trovarmelo in giro quando meno me lo aspettavo, ho amato cercarlo con lo sguardo lungo tutto l'ostello. Ho amato sedermi intorno ad un tavolo con lui, ognugno impegnato nella proprio occupazione, sollevare lo sguardo e perdermi in contemplazione totale del suo corpo. Dei suoi occhi, delle sue mani, dell'imbarazzante perfezione delle sue proporzioni. Ho amato alzarmi dalla sedia, andare da lui, abbracciarlo e sentirlo schioccarmi un baciosulla guancia. Ho amato non capire una mazza del suo umorismo a volte, ma sapere che comunque è un cazzone simpaticissimo. Ho amato i suoi sguardi imbarazzati o sfidanti. La sua insicurezza malcelata. Ho amato la naturalezza con cui tutto è successo.
Spero che al mio probabile ritorno in Italia, lui sia ancora in Europa, mi piacerebbe rivederlo, ritrovarmi con lui in qualche piazza sconosciuta e camminare al suo fianco, sentendomi una nanetta; fermarmi e ficcargli gli occhi negli occhi. E poi ricontinuare a camminare.
Mi piacerebbe si.
Ma forse non lo rivedrò mai più per il resto della mia vita. Probabile.
Sarà comunque il mio fidanzato canadese più bello del mondo..

To stay or not to stay? That is the question

Ed eccomi qui.
In una piovosa e buia e fredda Sorrento.
Annoiata a morte.
Ancora una volta indecisa sulla mia vita.
Ma perchè non sono una di quelle persone quadrate, certe, sicure sul da farsi in ogni situazione? Perchè la mia testa è un groviglio di se e ma e se poi?! Perchè?
Tra due mesi esatti mi scade il visto.
E il pensiero di tornare in Italia mi angoscia un po'.
Ma il Natale lo voglio festeggiare coi miei.
In questi giorni ho scoperto che forse posso estendere il mio visto di un altro anno.
E qui ci sto bene.
Ma starci ancora per così tanto ha senso? Dopo che avrò visto il Western Australia a ottobre, mi rimarrà da vedere solo la costa sud e la Tasmania.
Che faccio? Mi trovo un lavoro e metto un sacco sacco di soldi da parte e poi magari mi vedo anche la Nuova Zelanda e le Fiji e qualcos'altro?
Oppure torno in Italia, cerco un lavoro, mi metto i soldi da parte e parto per una nuova avventura? Ma in Italia il lavoro lo troverò?!
Boh, non lo so, non lo so proprio.
Ho scritto a Simone, mi ha detto di fare la cosa più difficile.
Eh, facile.

lunedì 6 settembre 2010

Addio francesi e verso Adelaide, il viaggio finisce.

La mattina dopo facciamo la spesa da Coles, spesa a base di verdure fresche per disintossicarmi delle schifezze mangiate in viaggio. Poi Coralie e Jerome mi portano da Alice's Secret, il mio ostello per una notte.
Posto carino, con tanti oggetti d'arte contemporanea sparsi un po' ovunque e i muri dipinti a colori squillantissimi. Lì ho pensato che sarebbe bello avere un'attività del genere, un posto che sarebbe casa mia e casa di viaggiatori. Un posto in cui cucinare le mie torte e raccontare i miei viaggi. Tipo sarei la nuova Tony.

Ma la gente che c'è dentro, esclusi noi, è normale.
Sono tornata alla realtà.
E quando Coralie e Jerome salgono in macchina e mi salutano con le mani fuori dai finestrini, io li guardo allontanarsi lungo la strada. Tiro un sospiro, mi mancava un po' di solitudine, ma allo stesso tempo sento il peso della realtà addosso.
Sento che un capitolo è finito. E sono felice di averlo vissuto, felicissima. Ma triste per il fatto che sia finito.
Ostello vuotissimo, mi sono sistemata lo zaino, ho steso la roba umida dalla sera prima, il sacco a pelo, mi sono fatta una pedicure a bordo piscina e poi mi sono sbattuta sull'amaca. Un'amaca vera, non una fatta con un sacco a pelo, ma non so perchè, quella fatta col sacco a pelo di Mike era più confortevole. Nel pomeriggio sono andata a vedere l'evento del mese. In centro città una regata sul fondo asciutto del fiume. Invece di usare l'acqua come base, si usavano le gambe. Divertente. Solo in Australia..

La sera poi, la botta del viaggio e delle ultime notti a dormire ghiacciati in tenda si fa sentire e mi viene un po' di febbriciattola.
E' stata quella sera che ho aggiornato il blog dall'internet corner del YHA.
Il giorno dopo ho impacchettato tutto, mi sono fatta un giro per la città e alle 2 mi sono incamminata con zainone e borsone verso la stazione dove ho preso il Ghan.

Treno storico che taglia in due l'Australia, da Darwin ad Adelaide. Io l'ho preso a metà percorso, 21 ore di viaggio.. Lungo, ma per una che s'è fatta Milano-Catanzaro con la 127 per non so quanti anni, è una cazzata.. Bel viaggio.
Ho ascoltato molta musica, letto un po', guardato il paesaggio fuori e mangiato le verdure disintossicanti. Di notte ho dormicchiato. Ogni tanto il treno si fermava, mi smuovevo dal torpore del sonno e con mezzo occhio guardavo oltre il finestrino. E avete presente quando vi svegliate e per due, tre secondi non sapete dove siete? Ecco, quando ci fermavamo, guardavo fuori e per quei due, tre secondi pensavo di essere in un'astronave su un pianeta alieno e mi aspettavo che da un momento all'altro venissero creature giganti e mostruose a prenderci e mangiarci in un sol boccone. Ma non da aver paura.
A metà mattina del giorno dopo arriviamo a destinazione. Freddo e pioggia mi accolgono, insieme all'obbligo di buttare tutta la verdura e la frutta fresche per via della quarantena. Porco cazzo..
Il resto del viaggio lo sapete, fuga da Adelaide con l'autobus per sfuggire al vecchio con la parrucca, arrivo a Melbourne all'alba.

mercoledì 1 settembre 2010

King's Canyon e gli strani casi della vita

Leggendo il mio diario di viaggio mi sono resa conto di aver omesso un particolare importante della sera del precedente post. Vi consiglio di andare a rileggere la fine.
Il giorno dopo, come al solito intirizziti dall'umidità e dal freddo notturno, sgombriamo tenda e sedie ecc. e ci dirigiamo alla volta del Kings Canyon.
Mentre ci sistemiamo bene per la camminata, nel parcheggio sento due ragazzi parlare animatamente in italiano. Quando gli passiamo di fianco gli dico, dai, ragazzi, non litigate. E ridiamo tutti insieme.
E si parte, i primi 100 metri del track sono tutti in salita, in salitissima, 100 metri di gradini sfiancanti. Picchia un vento della madonna. Tra me e me dico, beh, se non ti becchi una polmonite oggi, non te la becchi più.
Dopo l'ascesa però il paesaggio è mozzafiato.
Non riesco a trovare il pulsantino qui per aggiungere le foto, mannaja..
Va beh, dopo guardo e se ci riesco, vedrete..



Intanto mentre camminavamo incrociavamo sempre il terzetto, i due italiani col tedesco androgino. Finchè arrivati nella parte chiamata Garden of Eden, l'androgino decide di farsi un tuffo in acqua. Ghiacciata. L'abbiamo preso per il culo. E poi abbiamo chiacchierato un po'. Simpatici. Freddy, che si fa chiamare così perchè in Australia pronunciare il nome Federico è impensabile, mi dice che anche loro dopo il canyon andranno verso Alice Springs. Magari ci si ribecca, allora, si, dai.
Dopo la sfacchinata del canyon, andiamo nella picnic area e ci facciamo un pranzetto a base di 2 minutes noodles e pannocchie.
Trovare dei bagni con l'acqua corrente mi sembra un miracolo della tecnologia. Dopo esserci rifocillati risaliamo in macchina e prendiamo l'unsealed road, una strada di terra battuta che congiunge il canyon con Alice Springs. A metà strada ci fermiamo a guardare gli Henbury Meteorite Craters che come appunto dice il nome sono dei crateri lasciati nel terreno da meteoriti mille migliaia di anni fa. Appena arriviamo sul posto, un metro davanti a noi, oltre il parcheggio c'è un tipo che piscia in piedi. Lo guardiamo e iniziamo a ridere, lui ci sente arrivare e si sposta giusto di un metro. Scendiamo dalla macchina, ci sente parlare e ci chiede da dove arriviamo. E' visibilmente non lucido. Quando Jerome e Coralie dicono di essere francesi, questo inizia a parlare in un fraco-inglese e ci chiede se fumiamo. Ci guardiamo, mah, seguiamolo. Apre la portiera di un fuoristrada che sembra provenire dal futuro e tira fuori un bong. Va beh, dai, lasciamo stare. Allora ci offre delle birre, mentre ce le porge, ci dice, ragazzi, queste non ve le ho date io, ok?!
Ok.
Si unisce a noi e inizia a lamentarsi, ma davvero dobbiamo camminare tutto 'sto tempo? E noi, ma dai, è lì, it's just there. Just there? Just there seems a fucking long distance from here, you know?
Che tipo.
Quando i suoi compagni di viaggio, due aborigeni e un bianco, tornano indietro dai crateri, lui torna indietro con loro e ci lascia alla nostra passeggiata.
Posto non molto suggestivo, se non dicessero che sono crateri formati da meteoriti, sembrerebbero dei normali avvallamenti.
Perplessi, con le lattine di birra in mano facciamo per tornare alla macchina. Chiudiamo il cancello del sentiero dietro di noi e con la coda dell'occhio vediamo la macchina del terzetto italiani/tedesco androgino che arrivano. Proprio in quel momento arriva un'altra macchina, scende una ragazza, gli italiani la guardano ed esplodono in un urlo di gioia: Luisa!!!
Noi tre ci guardiamo, pensiamo alla nostra scritta col bastoncino a Uluru del giorno prima e dopo due secondi siamo letteralmente piegati in due dal ridere. Da lacrime..
Pensa un po' com'è piccolo il mondo!
Arrivo ad Alice Springs in serata, spesa e check in in una caravan park di lusso. Facciamo barbecue con carne e patate, lavatrice e doccia.
Goduria.
La sera chiamo mia madre che mi cercava praticamente da una settimana perchè mio fratello si era dimenticato di recapitarle il mio messaggio di momentanea assenza per un po'.
Messaggio con Brandon, il canadese più bello del mondo e indovinate un po'?
E' a Brisbane coi due Mattia trovati per strada dopo che li abbiamo incontrati noi in settimana. E lui non li conosceva nemmeno, mi scrive tipo, sono a Brisbane con due italiani che dicono di averti conosciuta a Katherine, li ho tirati su a Three Ways e sono venuti qui con me.
Pazzesco.

giovedì 26 agosto 2010

Uluru & Passion Pop!

La vostra eroina è sana e salva a casa di Claudia, la sua stunning e gorgeous cugina. Sono arrivata ieri mattina col bus tarocco della Greyhound. Ad accogliermi dietro il vetro del pulmann un'alba metropolitana condita da della genuina freschezza di fine inverno.
Ho girovagato per il centro della città vestita come una barbona con due felpe una sopra l'altra e lo zaino in spalla.
Inutile dire che mi sono sentita una fica assurda a guardare gli impiegati e i lavoratori incastonati nelle loro vite preconfezionate, già stanchi ancora prima di aver iniziato a lavorare.
Ma continuiamo col racconto di viaggio.

Dopo il tramonto davanti a The Rock ce ne siamo andati a cercare un posto in cui dormire. Come sempre, un'area di sosta. Non avevamo tanto cazzo di andare a cercare la legna per il fuoco, quindi dopo cena ce ne siamo andati a dormire in tenda. E io, onestamente, ci ho davvero provato a dormire, ma facevaun freddo allucinante e umido e in pratica ho dormito pochissimo. Come se non mi succedesse mai, del resto.
La mattina sveglia prima dell'alba perchè volevamo assistere al sorgere del sole davanti al roccione.
Sacchi a pelo intrisi di umidità, tenda zuppa, voglia di dormire in un posto pulito e caldo, a mazzi da 10.
Niente, ci alziamo, impacchettiamo tutto e partiamo. Arriviamo lì davanti e lo spettacolo che ci troviamo è questo:

E' nuvolo, ma è comunque bello. Un sacco di turisti però. Duepalle.
Accendiamo fornelletto e ci facciamo una colazione di fronte al mutar dei colori di Uluru. Aspettiamo che la massa se ne vada via. Salto nei bagni pubblici e partiamo, let's go to the Rock.
La mia adorata compagna di viaggio quel giorno compiva gli anni e aveva programmato il festeggiamento nei minimi dettagli: una volta arrivati alla base della roccia, abbiamo iniziato il sentiero di 10 km che gli gira intorno. Alla prima panchina ci fermiamo e lei estrae la prima bottiglia di Passion Pop il più cheap champagne australiano. E iniziamo a bere. E camminare. E bere e camminare intorno alla roccia. E in men che non si dica è già il momento della seconda bottiglia. E della toilet. A metà sentiero, ci risediamo e la mente criminale di Coralie tira fuori dell'erba e inizia a rollare una canna. E ovviamente era una giornata assolatissima. E' stato molto provante come cosa.. Ad un certo punto, in una delle 314 soste per spossamento, troviamo per terra una scritta del tipo: "19/08/10, Luisa was here!" e noi diligentemente di fianco, con un bastoncino di legno ci abbiamo scritto: "And who the fuck cares?!". Ricordatevi questa cosa. Sopra i nostri occhi abbuffati di fumo e alcool scorrevano paesaggi del genere:





Alla fine del sentiero eravamo decisamente provati. Complice anche il calor. Ci abbiamo messo tipo 4 ore in tutto. Pranzo su una panchina di fronte alla roccia, circondati da turisti di ogni nazionalità. Molti italiani.
Pranzo finito, saltiamo in macchina, ormai sobri e lucidi alla volta di Kata Tjuta, ovvero i Monti Olgas.

Le nostre gambe ormai andavano avanti da sole e lì ci siamo fatti il percorso di 6 km. Al ritorno sosta di emergenza in mezzo al bush perchè la sottoscritta aveva impellenti necessità.
Come se non fossero bastati tutti i km macinati a piedi in evidente stato di ebbrezza durante la giornata, di ritorno da Kata Tjuta, cerchiamo un benzinaio per i nostri serbatoi (gas + benzina) agli sgoccioli e cosa succede? Finiamo la benzina a tipo un km dal benzinaio dopo aver girato come dei coglioni dentro il resort di Uluru per mezz'ora.
Ok, scendiamo dalla macchina e spingiamo, io e Coralie dietro, Jerome davanti con il volante. Spingi, spingi, non ci crediamo, che situazione. Spingi, spingi, ogni due spinte Jerome schiaccia il clacson per sbaglio e ovviamente attiriamo l'attenzione di tutto il resort. Una signora non vuole nemmeno dirci da che parte è il benzinaio, mentre ad un certo punto troviamo una discesa e iniziamo a correre come dei pazzi per non farci sfuggire la macchina dalle mani. Ad un certo punto un pick up ci sorpassa e si ferma sulla strada davanti a noi. All'inizio pensiamo che si sia fermato solo per sbeffeggiarci, ma poi l'autista scende e in mano ha una corda per trainarci. Siiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!
Assorto in un silenzio religioso, senza nemmeno guardarci, collega la macchina al pick up, saltiamo in macchina e ci traina. E scopriamo che alla stazione di servizio praticamente mancavano 200 metri dietro l'angolo. Scendiamo e lo ringraziamo infinitamente, ci dice il solito no worries, mate, ma in tutto il tempo non fa neanche un accenno di sorriso, manco per sbaglio. Sono arrivata alla conclusione che la sua rabbia nei confronti del mondo fosse dovuta al suo nome: Nicole. Povero, l'avranno preso per il culo già dall'asilo..
Dopodichè col vento in faccia ci siamo diretti verso il Kings Canyon. Una volta che ha fatto buio, 150 km prima, mentre cercavamo un'area per campeggiare vediamo una macchina rovesciata sul ciglio della strada. Torniamo indietro per vedere se è tutto ok, pensando già a corpi maciullati e schifezze del genere. Ma la macchina è vuota, l'incidente dev'essere avvenuto molto tempo fa. Coralie si gira e cosa c'è per terra? Un sacco di legna secca buonissima per il fuoco. Quindi il nostro Jerome Mc Gyver col suo coltellino svizzero e le guarnizioni della macchina incidentata ha fabbricato delle fasce per la legna che abbiamo caricato sul tetto della macchina e poi alla velocità della luce ci siamo campeggiati.
Bello, bello, bello. Fuoco di notte in mezzo al nulla. Rumori della natura. Cielo stellato con nuvole che corrono come i milanesi nell'ora di punta.
Stanchi morti.

martedì 24 agosto 2010

E il viaggio continuo'

Ancora ad Adelaide, al Mac con la wifi gratuita. Ho dormito col piumino e sacco a pelo, stamattina non volevo alzarmi. Ma l'ho fatto soprattutto x andare a comprare il biglietto della Greyhound per Melbourne. Torno stasera e arrivo domani mattina all'alba. Il mio ultimo, temporaneamente, viaggio.. :(
Ero rimasta a quando siamo partiti lunedì scorso. Mentre salutavamo tutti ho detto che mi sentivo come se stessimo dimenticando qualcosa, ma mi sembrava di avere tutto. Al momento della cena, nella prima sosta notturna dopo Mataranka, ci siamo resi conto di cosa avevamo dimenticato: il cibo!! Abbiamo lasciato il sacchetto con la pasta, il riso, i sughi e tutte le cose primarie. Cazzoni svampiti tutti e tre..
Così quella prima sera, montamento della tenda al buio (attività che e' poi entrata
nella tradizione del viaggio) e cena a base di carote pucciate nella salsa
guacamole che avevo usato x i tacos del giorno prima.
La mattina dopo si parte di buon'ora. Tappa a Daly Waters, fenomeni da Northern Territory ovunque. Li amo. Vado in bagno a rinfrescarmi un attimo e quando esco soffermandomi sulla soglia x osservarmi intorno sento uno scoppio di risata, mi giro e chi c'è?!? I due Mattia! Due pazzi italiani che ho conosciuto a Katherine. Facce devastate dal sonno, stanno cercando un passaggio verso Brisbane. Gli dico che stiamo andando verso sud. Mentre andiamo via dall'area di sosta vedo uno dei due avvicinarsi al relitto di un aereo: avrà voluto usarlo x andare a Brisbane?! Boh, sentirete ancora parlare di loro in questo blog, ma più avanti.
Ripartiamo. Il bush mi scorre sotto gli occhi per centinaia di km finche' non ci fermiamo a Tennant's Creek x fare la spesa e pranzare su una panchina superzozza. Un cartello ci dice che 418 miglia ci separano da Katherine. :(
riprendiamo la strada rifocillati e poco prima del tramonto ci fermiamo a vedere i Devil's Marbles.
Fandastici!!
Siamo indecisi se fermarci li' o se proseguire. Il buio si avvicina ed e' sconsigliato viaggiare di notte in Australia: un canguro o un dingo in mezzo alla strada ti possono sfasciare la macchina. Il consiglio di Coco al riguardo ci spinge a proseguire. Ecco le parole del saggio: "mi raccomando, ragazzi, non guidate di notte, oppure, se siete proprio di fretta, fatelo, ma mettetevi dietro un road train (googlateli); loro non si fanno niente, neanche se schiacciano una mucca, dovete solo stare attenti a dove finiscono tutti i pezzi di carne dopo. E il secondo vantaggio e' che potete farvi un pisolino! Io lo faccio sempre quando guido da Sydney a qui."
Ma vi rendete conto?!? Mitologico!! Quando l'ha detto a me e Coralie, ci siamo sfiancate dal ridere, ci siamo immaginate Coco schiacciare un pisolino al volante dietro un road train..
Ovviamente siamo stati lontani dai road train, giusto x non cadere in tentazione e ci siamo fermati a campeggiare per la seconda notte praticamente sul ciglio della strada. La mattina dopo doccia in un camping dopo Ti Tree e nella tarda mattinata siamo entrati trionfalmente ad Alice Springs!!
Dopo due giorni di bush e basta vedere gente ed edifici ci ha fatto un po' strano.
Spesa, sosta in agenzia x comprare biglietto del Ghan per domenica, telefono mia cugina per dirle che sono ancora viva e mando SMS a mio fratello per dirgli che non sarò reperibile fino a non so quando e di avvisare la mamma. Ci rifionfiamo in macchina, altri 400 e rotti km ci separano da Uluru e vogliamo arrivare in tempo per il tramonto. Una corsa contro il tempo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta, giustovper un pelo, a gustarci gli ultimi raggi di sole davanti a The Rock!

lunedì 23 agosto 2010

E' inutile..

Giro il mondo, ma mi ritrovo sempre in situazioni OLTRE il grottesco..
Salto i passaggi intermedi di cui scriverò più avanti x arrivare a questa sera.
Sono arrivata ad Adelaide oggi a mezzogiorno. Ad accogliermi pioggia e freddo. Io e la mia felpina abbiamo ben più che rabbrividito..
Ieri, prima di partire da Alice Springs ho messo un annuncio su Gumtree nel quale dicevo si cercare un passaggio da Adelaide a Melbourne al più presto possibile. Stamattina ho ricevuto messaggio di James. Mi dice che va a Melbourne mercoledì e posso andare con lui se mi va. Gli chiedo d'incontrarci stasera. E' finita che ci ho messaggiato tutto il giorno, ad un certo punto mi ha pure risposto che mi avrebbe scaldato lui quando gli ho detto che faceva freddo, stasera mi viene a prendere sotto l'ostello in macchina. Apro la portiera ed e' un cazzo di vecchio con la parrucca!!!
Ahahahahaha!!!
Minchia, ma perché 'ste cose succedono sempre a me!?!?
Quindi domani sveglia di buon'ora x cercare un metodo alternativo x arrivare a destinazione..
Cheppalle!!

domenica 22 agosto 2010

Ferragosto e grotte con Brandon

Sono rimasta al punto in cui, il giorno di ferragosto, torniamo indietro a Katherine. In una macchina piena come un uovo, in quattro, con l'aggiunta di Mikk. Abbiamo viaggiato praticamente in simbiosi, in un caldo osceno e quel ragazzo emana un calore spaventoso. Dovrei affittarlo per i miei inverni milanesi.
Beh, saltiamo giu' dalla macchina e mi trovo Brandon e Tony in veranda. Mi sono ricordata cosa mi aveva detto Tony salutandomi: "Thank you, young and beautiful woman.." Ammmmoreeeeeeeeeee!!!!!!!!!!
Il canadese piu' bello del mondo mi ha guardata appena sono entrata nella veranda, l'ho guardato con espressione interrogativa facendo scivolare lo sguardo sulla sua caviglia e mi ha confessato che la sua caviglia era molto debole. Ma poi l'ho visto camminare normale. Nutro il profondo sospetto che tutta la storia della storta alla caviglia sia stata solo una scusa per stare con me il mio finto ultimo giorno a Katherine e per rimanere per il mio ritorno. Cioe', mi piace pensare che sia cosi'..
Quel giorno, appena arrivata da Coco's mi sono sentita un po' un'estranea, non avevo piu' la mia stanza, tutti i miei averi erano nella macchina di Coralie, non avevo un lavoro, credevo che Mike fosse partito, era tutto un po' vuoto.
Cosi' mi sono presa il mio fido Ipod, mi sono buttata sull'amaca e ho iniziato a cantare. E ha funzionato. Ragazzi, canta che ti passa funziona. Cantare ad occhi chiusi a squarciagola sull'amaca ha svolto una funzione catartica per me. Era di nuovo tutto ok. Provateci anche voi, se vi sentite che c'e' qualcosa che non va, trovatevi 10 minuti di tempo, sedetevi, sdraiatevi, quello che vi pare e cantate, cantate a squarciagola, il malessere uscira' dal vostro corpicino.
Scesa dall'amaca ero di nuovo io. Sono andata a fare un po' di spesa per la cena di quella sera, mi sono fermata al Mac per controllare la posta e Coralie mi ha detto che Mike era ancora da Coco's!! Mi ci sono fiondata per vederlo! Era nella cucina alternativa con Brandon, John e gli aborigeni, a petto nudo. Tutto scorticato.
Gli ho chiesto cosa fosse successo, mi ha detto che il giorno prima aveva abbracciato un albero. :) Sono scoppiata a ridere e mi ha spiegato che per veder meglio i canguri dall'alto, nella sessione di caccia del giorno prima, aveva deciso di arrampicarsi su un albero, ma ne aveva trovato uno che i primi rami li aveva a piu' di tre metri, quindi si era arrampicato abbracciando l'albero e si era raschinato tutto. Una volta raggiunti i rami e visto un canguro, aveva allungato la mano indietro per prendere una freccia e aveva scoperto che erano cadute per terra mentre si arrampicava. Che cazzone..
Coralie mi chiede se voglio dormire ancora in tenda con loro per risparmiare o se voglio prendere il letto, le rispondo che non so. Vado da Brandon e gli chiedo se posso dormire in tenda con lui, mi risponde se ti va, si, gli rispondo che mi va si.
La sera ho preparato dei semi tacos con carne di canguro per me, i francesi e Mikk e poi ho chiamato mio fratello e Silvia e Gianluca.
Mentre parlavo con Gianlu osservavo rapita il canadese piu' bello del mondo giocare ipnotizzato ad un videogame di fronte a me.
Ero stanchissima poi, quindi mi sono lavata e mi sono messa nella sua tenda col sacco a pelo. Mi ha raggiunta dopo un po', s'e' tolto le scarpe e mi ha uccisa con gli effluvi dei suoi piedi, ha messo Jack Johnson e ci siamo addormentati vicini vicini sotto le stelle.
La mattina dopo mentre preparavo la mia colazione bomba ed era gia' quasi pronta, mi si avvicina in cucina e mi chiede se voglio i pancakes. Azzo, la mia colazione e' gia' pronta, ma il canadese piu' bello del mondo mi vuole preparare la colazione. E poi, i pancakes!!! Il mio sguardo scorre alternativamente tra la mia colazione e il pensiero della sua colazione. Ok, vada per entrambi!
Mentre finivo di tostare il pane e' passato Tonny e mi ha detto che la sera prima aveva preso l'ultima pastiglia di Viagra che aveva e aveva lasciato la finestra aperta per me, ma io non ero andata a trovarlo. Mi ha lasciata interdetta per due secondi e poi ho iniziato a ridere come una cogliona.
Quindi dopo 2 fettone di pane alla frutta e cannella con burro di noccioline e nutella, mi sono sparata non so quante pancakes preparate dal mio bizzarro e barbuto "boyfriend".
A farci compagnia nella cucina alternativa Coco, Alex e Jose.
Ad un certo punto e' saltata fuori una palla e Alex e Jose hanno iniziato a palleggiare. Ho sentito una fitta di nostalgia indicibile per il mio tatone piccolo che sta crescendo senza la zia. Pero' e' stata una nostalgia bella, non sono stata male, intendiamoci.
Con la papaya ancora agli angoli della bocca, io e il canadese piu' bello del mondo ci guardiamo, ci alziamo e ci prepariamo per andare alle Cutta Cutta caves. Delle grotte a 25 km da Katherine. Gliel'avevo proposto il giorno prima e mi aveva detto di boh. Arrivati sul posto scopriamo che l'ingresso costa 16 dollari e non c'abbiamo voglia di pagare. Quindi abbiamo imboccato il sentiero alle grotte all'inizio del quale c'era scritto: "Non continuate oltre senza biglietto" e camminato fino all'entrata delle caves dove un cartello diceva: "Aspettate qui la vostra guida". Non c'era nessuno, siamo entrati nel buio dei tunnel. Da soli.
Bellissime, freschissime. Ad un certo punto si ferma e mi chiede a voce bassa e stupefatta: "Did you hear that?!" Mi blocco, gli chiedo "What?!?" Mi fermo e cerco di sentire, dopo 10 secondi capisco che si riferisce al silenzio. La mia faccia si apre in un sorriso, gli rispondo "Nothing".
Continuiamo a camminare piano piano, senza far rumore, per goderci il silenzio piu' totale e ad un certo punto Brandon sente delle voci. Azzo, la guida che illustra le grotte ai turisti. Ci fermiamo per farli proseguire e non essere sgamati. Nell'attesa cosa gli viene in mente di fare a quel cazzone?! Scorreggiare rumorosamente! Mi guarda e risate soffocate scoppiano tra di noi. Che minchione..
Fino a quando ad un certo punto sentiamo le voci avvicinarsi anziche' allontanarsi e capiamo che le grotte non hanno un'uscita ma che si torna indietro da dove si e' entrati quindi per non essere bloccati e cazziati e magari multati dalla guida iniziamo a scappare, ma io ho gli infradito e dobbiamo correre, ma allo stesso tempo non fare casino: E SI LA RAN TE!
Siamo poi tornati da Coco's. Intorno alle 5 Coralie e Jerome sono tornati dalle gorges. Doccia, birretta, ultimo momento di raccoglimento con tutti intorno al tavolo della cucina alternativa. Scambio di email, Mike sfugge un'altra volta ai saluti. E partiamo. Tutti si sbracciano a salutarci. Dopo 10 minuti ritorniamo indietro perche' Coralie aveva dimenticato il tabacco sul tavolone. Volevo scendere dalla macchina e correre tra le braccia di Brandon e baciarlo per l'ultima volta, ma non l'ho fatto.
Il nostro viaggio e' iniziato quella sera. Prima tappa, poco dopo Mataranka dove abbiamo dormito in un'area di sosta.

sabato 21 agosto 2010

Falso addio a Coco's, Kakadu & crazy Darwin!

Ciao ragazzi,
1182 km mi separano da Katherine e 14281 da Roma: sono ad Alice Springs, di nuovo, da ieri sera.
Come ci sono arrivata qui e' una storia lunga. Che inizia il giorno in cui ho lasciato Coco's per la prima volta.
Quel giovedi' di cui potete vedere qui sotto il post che non ero riuscita a pubblicare perche' ero partita poi.
Sono partita con Alex e Jose, un ragazzo lussemburghese e suo nipote. E il furgoncino di Coco. Alex e' capitato da Coco's una decina di anni fa e se n'e' innamorato. Come me. Talmente tanto che lui ogni 18 mesi nella sua vita si prende un break e torna in quel posto fantastico. Ci si e' addirittura sposato, qualche anno fa. Ieri io e Coralie immaginavamo come potrebbe essere un matrimonio li', abbiamo smesso perche' eravamo piegate in due dalle risate. Anyway, Alex quest'anno e' venuto con Jose, suo nipote di 15 anni, per mostrargli un po' di mondo. Credo che sia fantastico. Ho pensato al mio tatone, credo che sarebbe stupendo un giorno fare un viaggio selvaggio insieme. E' stato un giorno strano quello. Ero agitatissima, nervosa perche' lasciavo quel posto fantastico, ho tipo abbracciato Tony 15 volte. Ho vagato come una sonnambula per tutto il tempo e non sono riuscita a fare niente di quello che mi ero prefissata se non impacchettare lo zaino. Per la "tensione" mi e' addirittura venuto mal di stomaco, cosa che non mi succede quasi mai da quando sono in Australia. Le lacrime erano in bilico quando Tony mi e' passato dietro e mi ha detto qualcosa di tenero, toccandomi una spalla e stavo salutando Nobu e Aiumi.
Comunque!!!!
Siamo partiti quel caldissimo pomeriggio e ci siamo sparati i 300 e rotti km che ci separano da Darwin. Ad aspettarmi in un caravan park fuori dalla citta', Coralie e Jerome, un suo amico venuto in vacanza dalla Francia. Dopo poco siamo andati in citta' a incontrare Mikk, Marlene e John. Quella sera, come ogni volta che Mikk e' presente abbiamo degenerato. Abbiamo iniziato da un pub, poi in un locale e poi siamo finiti al drive thru del McDonald's di Darwin. Ubriachi. E' stato divertentissimo. Ho i video che custodisco come un tesoro.
Il bello e' stato che al ritorno al caravan park gli altri hanno dovuto montare la tenda. Abbiamo fatto un casino allucinante. Dopo le solite 4 ore di sonno, ci siamo svegliati, colazionati e poi siamo usciti di soppiatto perche' non avevamo avuto tempo di fare il check in per me il giorno prima e avevamo pagato solo per 2.
Quindi, spesa e on the road, verso il Kakadu National Park.
All'entrata del parco, decidiamo di sorvolare sul pagamento dell'entrata. Paesaggio fantastico. Mosche a bizzeffe. Strada non asfaltata e polverosissima. Quando passava una macchina dall'altra parte dovevamo chiudere i finestrini per un po'.
Sosta in una serie di pozze d'acqua con cascate tra l'una e l'altra. Come sempre ho dato il meglio di me cadendo tipo 5 volte sul fondo limaccioso e sfiorando l'annegamento per una cazzata di Coralie mentre nuotavamo.
Sono arrivati dei ragazzi estremamente ubriachi di fianco a me. Ora, intendo, mentre sto scrivendo. Uno di loro mi si e' seduto di fianco e ha voluto usare la mia mano come mouse. Minchia, solo in Australia..
Va beh, la notte ci siamo fermati a campeggiare e abbiamo acceso il fuoco, bello. Siamo andati a legna nel buio piu' completo dopo esserci ricordati che i serpenti del Kakadu vengono fuori di notte.
Il giorno dopo, sprezzanti del pericolo bagno in un waterhole abitato da coccodrilli d'acqua dolce. Quelli piccoli. 5 o 6 metri, diciamo.
Poi Yellowater river e poi i dipinti degli aborigeni vecchi di decine di migliaia di anni.
E poi di corsa verso la pazza Darwin. Di corsa corsa. Neanche il tempo di fare una doccia (da notare che l'ultima che avevamo fatto era stata a Darwin prima di partire) e ci catapultiamo al Darwin Festival. Concerto dei The Cat Empire. Fantastici. Mai sentiti prima, cercateli online. Barramundi sushi, birre e danze!
Si, ragazzi, ho danzato, li' e al concerto successivo in un altro posto, quello di Barry Brown.
Danzata, incrostata, sudata, bevuta, fumata, kebabbata and that's it!
L'ubriaco della mano/mouse mi ha chiesto uscire stasera. Gli ho detto che ho la febbre, cosa tra l'altro vera, me sa..
Notte in un nuovo caravan park perche' il precedente ha buttato fuori gli altri quando hanno scoperto che eravamo di piu' di quello che avevamo detto.
Marlene e John dormono nel furgone, Coralie e Jerome in tenda, io finisco nell'altra tenda con Mikk. Tenda fradicia. Un caldo allucinante. Mi giro verso Mikk e mi lamento. Mi guarda e mi chiede: "What do you want me to do?!" in tutta risposta ho sparato un rutto astronomico. Coralie e Jerome mi hanno sentita dall'altra tenda e l'ilarita' generale e' scoppiata.
La mattina dopo, impacchettamento generale e via verso Katherine.
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!! Coralie e Jerome mi chiedono di andare con loro fino a qui, Alice Springs e dico di si! Solo che vogliono andare a vedere la gorge a Katherine, quindi: SI RITORNA DA COCO'S!!!!!!!!!!!
E chi mi trovo nella veranda bello come il sole?!
Brandon, il canadese piu' bello del mondo, con la finta scusa della caviglia dolorante, ha finito per aspettarmi, patato..
Ok, devo andare!

giovedì 12 agosto 2010

Time to leave

Sono nella veranda. Di fronte a me Brandon, il canadese più bello del mondo col ghiaccio sulla caviglia. Ho dormito nella sua tenda la scorsa notte, un lato della tenda aperto con il cielo stellato in bella vista. Fantastico. Tra qualche ora lascerò Coco's. Devo ancora impacchettare lo zaino con tutte le mie cose. Non ho nessuna voglia di farlo..
Avete presente quella sensazione di quando qualcosa finisce ed e' praticamente già finita, ma allo stesso tempo provate una indicibile malinconia perché in realtà non lo e' ancora? Finita intendo..
Ecco, mi sento così ora. Sono ancora da Coco's, ma e' come se non ci fossi ed e' come se non me ne volessi andare via.
Sono malata, lo so.
Questo posto sara' sempre nel mio cuore. Le persone che ci ho incontrato, i racconti che ci ho sentito, le scene assurde a cui ho assistito e a cui ho partecipato.

mercoledì 11 agosto 2010

Robbe da matti

Sono a lavoro, in pausa, ho dormito ghiacciata 3 ore scarse la notte passata e mo' mancano ancora 4 ore alla fine del turno.
NON MI PASSERA' PIU'..
Ieri a mezzanotte sono andata a casa di Alvaro, il mio collega cileno, per bere qualcosa e fumare in compagnia. Dopo mille racconti di sbornie e stronate, quando decido di tornare da Coco's all'alba delle 4 tipo e a meta' strada controllo le chiavi, non le trovo. Cazzo. Ok, torniamo indietro. Ho passato 3 ore a dormire in un angolo striminzito di letto, scoperta.
Inequivocabilmente: non ho più l'età x certe cose..
Va beh, tra un Big Mac e una passata di mop, queste 4 ore finiranno. Poi mi buttero' sull'amaca, me sa. Spero vivamente che qualcuno dei ragazzi venga a farmi visita. Prima c'era Mike, ovvero l'ammericano più bello del mondo; mi ha fatto dei gestacci. Io adoro quel ragazzo.
Ieri mattina mi alzo e lo trovo in cucina a preparare la colazione. Lo guardo e gli dico testualmente in italiano: "Ma tu sei l'americano più bello del mondo?!". E lui: "Yeaah"
L'altro giorno stavo pulendo il pavimento con scopetta e paletta qui a lavoro quando ho sentito una voce familiare: Brandon, il canadese più bello del mondo. Mi giro, lui e' al bancone a ordinare e mi da le spalle, non resisto e gli pizzico il culo. Non si gira, fa come se niente fosse, ma gli sento la voce che se la ride e inventa una battuta x giustificare la risata. E' stata una scena ilare. Anche dopo quando chiamandomi in italiano "Ciao, bella patata", mi guarda e butta una patatina x terra perché vada a raccoglierla.
In questi ultimi giorno Coco's e' stato molto quiet, molti se ne sono andati. C'e aria di addio nell'aire e nel mio cuore.
Coco ha deciso di regalarmi la targa del suo furgone. Gliene avevo chiesta una per Paolo, ma col cazzo che gliela do: la targa del furgone di Coco, oh!!

Nel frattempo ho finito la mia pausa e ora ho anche finalmente finito di lavorare.
Mi sono appena gustata un Oreo McFlurry con extra mini M&m's. Alla faccia della ciccia e dei brufoli..
Mi sento un po' boh, quando arriverò da Coco fra pochissimo dovrò iniziare a impacchettare x partire. Questa e' la mia ultima notte qui. Forse. So che Coralie scende in giu' anche lei e che domenica sera sara' di nuovo qui, magari mi faccio il ritorno insieme a lei, non so..
Che dire, questo posto ce l'ho davvero nel cuore.
L'altra sera Tony mi ha guardato col suo occhio socchiuso strafatto e tra i baffoni mi ha detto: "You've never found a place like this.. And you never will.. Yeaah.."
E c'ha ragione, porca pupazza..
Va beh, vado, voglio gustarmi queste ultime struggenti ore da Coco's..