mercoledì 27 gennaio 2010

Fool

Il mio concetto di follia e estremismo da quando sono qui ha raggiunto limiti mai visti prima d'ora. Qui ci si può aspettare di tutto, a partire dalle persone, agli animali, alle case, alle macchine ai fenomeni metereologici.
In uno stato di cose del genere è normale, scusate il gioco di parole, trovarsi in momenti di sconforto. Ne attraverso tanti, ma ne attraverso anche di esaltazione.
Finalmente ho capito di essere in Australia, lo sapete che sono un diesel, cazzarola. Ora devo alzare il culo e fare qualcosa per me. Per sentirmi bene. E di sicuro questo qualcosa non cadrà dal cielo.
MAKE IT HAPPEN, dice una maglia che ho preso qui.
Ah, a proposito, avrei dovuto venire con la valigia vuota, non potete immaginare quante magliette fiche vedo in giro! Un giorno attraversando la strada, incrocio un ragazzo con una T-shirt con su scritto: "Non sono che sono cattivo, sei tu che sei stupido". Grandee!!
Ok, vado a nanna, qui è già il giorno dopo da quasi un'ora, vi lascio con la promessa di tornare ad aggiornare decentemente il sito.

venerdì 15 gennaio 2010

Blue

Sono giù, che botta, sono scivolata per terra, ho sbattuto a faccia contro la fredda realtà. Da qualche giorno.
Mi sento sperduta, non so che fare, da che parte iniziare.
Da qualche giorno mi chiedo se quello che sto facendo è veramente quello che volevo fare. Sono scazzata, non so, non so un cazzo.
Sono più di due mesi che sono qui e non ho combinato ancora niente.
Mi ritrovo ora ad aver quasi finito i soldi e senza lavoro e senza una cazzo di idea.
Mi sento invischiata dentro sabbie mobili e non so da che parte sbattere la testa.
Ho lavorato qualche giorno questa settimana, da Li, un cazzo di cinese che non faceva altro che stressarmi la vita e ieri mi sono licenziata. Non so manco se mi pagherà, cazzo di cinese.
Mi sento sola, non so da che parte andare.
Cazzo.

giovedì 7 gennaio 2010

It's a mess

Ciao a tutti.
Ho raggiunto il minimo storico di scrittura sul mio blog.
Me ne dolgo. Cercherò di essere più assidua ora, ma non posso promettere nulla.
Dunque, sono trascorsi quasi due mesi da quando sono qui.
In realtà non ho fatto moltissimo.
Riassumendo.
Il primo mese l'ho trascorso a casa di Claudia, la mia cugina bellissima.
Devo ammettere con stupore che la mia famiglia australe è stata molto calda nei miei confronti, mi hanno scarrozzata ovunque, ristoranti, cinema, scambagnate. Sono stati tutti molto carini con me, ma il primo premio per le migliori cugine lo vincono Claudia e Marie. :)
Nel corso del primo mese qui ho conosciuto Grace, una ragazza italo-australiana che stava partendo per l'Italia per vivere lì un'esperienza tipo la mia qua. Parlando parlando le dico che vorrei andare a vivere da sola o condividere l'appartamento con qualcuno per essere più indipendente e per conoscere gente. Lei mi dice che Diego, un suo amico italiano, sta per partire per l'Italia anche lui per le vacanze di Natale e che vuole trovare qualcuno a cui affittare la stanza. Lo contatto su Facebook e mi da il n° del suo coinquilino per mettersi d'accordo. Lo chiamo e non risponde. Lascio stare. Giorni dopo, un sabato sera, in un locale della bellissima Brunswick Street chi ci trovo?! Diego! Sono venuta qualche giorno dopo a vedere l'appartamento e dal 9 dicembre, esattamente a un mese dalla mia partenza dall'Italia ero qui, nel mini appartamento nel quartiere ebraico di Melbourne, Elwood.
Nel corso di questo mese ho conosciuto un po' di gente, perlopiù italiana. Ho avuto la mia prima "story" australe con finale in amicizia con un ragazzo altamente indeciso nella vita e incredibilmente somigliante a Gianni. Sono andata spesso in spiaggia con Denis, il mio ormai ex coinquilino trentino, insieme abbiamo dato asilo ad una ragazza valdostana in crisi d'identità, ho quasi finito i miei pochi soldi, ho sfiorato l'opportunità di vedere il sosia di Elvis dal vivo la sera di Capodanno, ho sclerato per il pazzo tempo di questa pazza città e per le sue frotte di mosche impertinenti.
Ah, sono pure ingrassata un bel po', tanto da strappare un paio di jeans sul culo l'altro giorno. Drastiche manovre di dimagrimento sono ormai necessarie.
Necessarissimo è pure un lavoro ormai, a meno che voglia fare la barbona o la tossica che vende i giornali fuori da Flinder's Street.
Da ieri mi sono inventata un doppio cv in inglese; uno per i lavori di camerierato con ovviamente finte referenze (il mitico Gerardo che si presterà al trucco) e uno letterario per lavori un po' più d'élite. A quanto pare le opzioni sono molteplici, ah, ieri ho pure fatto un colloquio per un call center qui!! Cherrisate, che strano sentire quell'atmosfera da moquette callcenteristica agli antipodi.
In base al lavoro che troverò dovrò decidere cosa fare, quanto restare, dove restare. Una cosa a cui tengo tantissimo per il momento è riuscire ad andare a Sydney in occasione del carnevale, tra l'ultima settimana di febbraio e la prima di marzo: ci sarà una parata fantastica composta dalla seconda comunità gay al mondo dopo San Francisco. E come posso perdermi una cosa del genere?!
Ok, vado a farmi una pennica pomeridiana ora, col cell acceso in attesa che qualcuno degli 800 bar a cui ho lsciato il mio cv mi chiami.
Vi abbascio tutti.