giovedì 29 aprile 2010

E la crisi del sesto mese

Le ultime settimane sono state difficili.
Ho avuto dei pesanti screzi con Denis, che mi hanno portato a declassarlo da amico a conoscente. La cosa ha avuto diverse ripercussioni.
a. Mi sono sentita spaesatissima.
b. Ho capito di sentirmi così perchè in lui avevo confidato molto e che mi appoggio troppo alle persone. In pratica mi creo degli alibi viventi per trovare cosa fare, persa nei meandri di mille indecisioni e paure.
c. Il viaggio con me e lui soli è saltato.
d. Ho rinunciato al coast to coast.
e. Domani tornerò a Sorrento e ci starò fino all'inizio di giugno. Poi viaggerò per i fatti miei.
Rinunciare al coast to coast è stato pesantissimo.
Non ricordo un'altra volta nella mia vita in cui avrei voluto così tanto potermi sdoppiare: una parte rimanere a Sorrento, l'altra partire.
Non saprò mai come sarebbe stato effettivamente viaggiare insieme, i presupposti non erano ottimi, è anche vero che questa è una cosa che aspettavo tanto di fare, era da gennaio che la programmavamo, però per ribadire il punto b, era un progetto aperto e fatto da altri. Dovrò riuscire a farlo da sola, a viaggiare da sola, ad essere io ad aprire un progetto di viaggio by myself.
E se non ce la farò, allora vuol dire che mi merito di tornare indietro con la coda tra le gambe, a fare, come dice Paolo: "la vita da "pedina della società" come tutti gli altri... ed escluditi a prescindere emozioni così grandi.... a 35 anni farai un viaggio organizzato dove l'alpitour ti porterà in giro e ti farà trovare un cesto di frutta in camera... niente angoscia... niente emozioni.. niente soddisfazioni..."
E me lo sarò meritato.
Ok, vado va, devo finire di leggere Alice in Wonderland.
Scusate la lapidarietà..

domenica 11 aprile 2010

Rabbrividendo

Sperando di riuscire a vedere questo dio in concerto in Australia e rabbrividendo per i primi freddi umidi e tempestosi d'Australia.
Cliccate sul titolo e vedrete.
Fatelo quando sapete di poter concedervi 5 minuti e mezzo di attenzione e ascolto totale.
Enjoy!

giovedì 8 aprile 2010

Ci sono, ci sono.

Scusate la lunga assenza.
Nell'ultimo mese mi sono trasferita a Sorrento, a 120 km da Melbourne, sulla Mornington Peninsula, una lingua di terra che divide l'oceano aperto e burrascoso dalla baia chiusa di Melbourne e dalle sue placide e basse acque.
Sto lavorando al ristorante in cui ero stata anche a gennaio, divido la casa con gli altri ragazzi dello staff, tra cui Denis, il ragazzo trentino con cui ho convissuto per un mese a Mebourne, nell'appartamento vicino al mare.
Le temperature qui si vanno raffreddando, con grande mio sconforto, però se ci penso mi sono sparata due estati una dietro l'altra, un po' di uggioso freddo forse mi ci serve.
Eppure non lo voglio, azzo.
Starò qui fino alla fine del mese, poi partirò per un viaggione di cui non voglio anticipare niente, ma che spero sarà bellissimo secondo quanto le mie aspettative. Sacco a pelo, furgone e tenda aspettano con ansia me, Denis e Diego.
La vita qui a Sorrento scorre velocissima e secondo una routine. Lavoriamo dal giovedì al lunedì sera, i giorni off puliamo la casa, facciamo spesa e ci ubriachiamo, durante la settimana ci svegliamo tardissimo, pranziamo tardissimo e dopo il lavoro andiamo a bere qualcosa al Koonya, il pub del paese. Pub che chiude ad orari vergognosi, tipo alle 11 pm ci sbattono fuori dietro i nostri fischi, insulti e schiamazzi.
Mi trovo bene qui, sto bene.
Ma da settimana scorsa una leggera inquietudine, che tanto leggera non è, mi si è insinuata nel capo in seguito ad una conversazione con un'amica dall'Italia online.
Mi ha chiesto quando sarei tornata e ho risposto che non lo so, che proverò a stare qui più tmpo possibile perchè un'altra occasione del genere non mi ricapiterà e lei mi ha risposto che sarebbe meglio che tornassi perchè ormai ho quasi 29 anni, la situaziona lavorativa italiana è quella che è e che sarebbe ora che iniziassi a pensarmela un po' da adulta. All'inizio me ne sono infischiata altamente, anzi, ho detto, guarda, mi piacerebbe fare un'esperienza analoga negli USA finchè non ho niente da perdere.
Ma poi, a pc spento, nel mio lettino "culla" nella mia stanza il mio cervello ha iniziato a macinare pensieri oscuri tipo "Quando tornerò in Italia dovrò mettermi a cercare un lavoro, sarà sicuramente qualcosa come al solito che non mi piace, magari un altro call center della minchia", "Dovrò tornare a prendere il treno la mattina, correre col fiatone perchè come al solito mi sono riaddormentata dopo la sveglia per la mia cazzo di abitudine di stare sveglia fino a tardi", "E gli scioperi, e la gente con le ascelle pezzate in metrò, e la puzza, i nuovi colleghi, lo stress di un nuovo lavoro" e domande del tipo: "Beh, ma allora questa non è una mia nuova vita, assodato che io qua non ci voglio vivere perchè gli australiani sono dei cazzo di rincoglioniti e che me ne dovrò tornare in Italia e che in Italia così non posso vivere, COSA MINCHIA DEVO FARE?!", "Tutto il benessere che provo ora è fittizio? E dato solo dal fatto che vivo in un paese nuovo, con gente nuova, con tutto nuovo, che l'incubo Gianni è a 16000 km di distanza?", "Sto bene davvero?"
Da allora sono inquieta, a lavoro sono scazzata, mi riscopro a non sapere cosa fare, nella vita di tutti i giorni, annoiata. Mi è bastato sgrattuggiare un attimo la superficie del sogno che sto vivendo, per scoprire sotto tanta merda, sto facendo come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere il pericolo.
Mah.
Almeno me ne sono resa conto, cercherò di fare qualcosa per ovviare a ciò.
Ok, vi lascio, mi butto un po' nella lettura, magari dopo vado a correre così butto giù un po' del lardo accumulato in questi 5 mesi che faccio veramente vomitare.