sabato 8 maggio 2010

Ricominciamo

Il tempo è maligno da quando sono qui in Australia: vola ad una velocità triplicata rispetto al solito.
Mi sembra ieri di aver deciso di tornare a Sorrento ed è passata già più di una settimana.
Sto bene ora.
Aprile è stato un mese duro, durissimo. Gli scontri con Denis hanno aperto delle crepe nella conoscenza che ho di me. E' stato come aprire un orologio e scoprire i meccanismi dentati che lo fanno funzionare. Sicuramente quello non era ancora niente, avrò molto ancora da imparare, ma quello che ho capito è davvero importante.
E capirlo mi servirà forse ad aiutarmi a non soffrire più per certe cose.
A chi mi ha mille volte chiesto come mai fossi venuta qui in Australia ho risposto che era un mio sogno fin dall'infanzia, fin da quando il mio zione caro veniva a trovarci in Italia da questa terra lontana e io la immaginavo come mitologica. Uscita dall'agenzia di viaggi col biglietto in tasca mi sono chiesta cosa mai me lo avesse impedito fino a quel momento. Ed erano stati i mille alibi che nella vita mi ero creata per non rischiare, per non mettermi alla prova, perchè è anche questo il mio viaggio qui, una prova. C'era l'alibi dei soldi, quello del lavoro, quello del ragazzo, quello dell'università, quello della macchina, ecc. L'anno scorso mi sono ritrovata all'improvviso single, senza lavoro certo, laureata, senza debiti: se non parto ora non lo farò mai più e lo rimpiagerò amaramente per sempre, ho pensato. E sono partita. Ma poi, una volta qui, mi sono abbandonata ad altri alibi, ad altre coperture: le persone.
Per un'atea, scettica nei confronti dell'amore, senza speranze o voglie di carriera, sfiduciata nei confronti delle istituzioni e dei centri accademici come me, rimane ben poco in cui credere. E io, per mia scelta, la mia religione la faccio cadere sulle persone. Su quelle che amo, i miei amici, i miei cari.
In queste ultime settimane, mi sono resa conto di aver sprecato 6 mesi d'Australia soffermandomi ad intrattenere relazioni umane, piuttosto che concertrarmi su me stessa e fare qualcosa per me, SOLO PER ME.
5 mesi dopo la partenza, mi sono resa conto di essere sola, e mi sono detta: "Stupida! Tu ci sei venuta sola qui, a 16000 km da casa! Perchè cazzarola ti ostini a nasconderti alla vita?!".
And that's it.
La vostra eroina l'ha capito. Le persone rimarranno comunque una parte fondamentale della mia vita, ma non ho bisogno di nuove persone qui, l'unica nuova persona che devo trovare è dentro di me. E non dovrò più annullarmi negli altri, non dovrò più farmi distrarre dagli altri, o cercare sollievo alla solitudine negli altri.
Dovrò capire che gli altri, sono solo un contorno a quello che realmente voglio. E quello che voglio ora è cominciare finalmente il mio viaggio qui.
Finalmente.

Nessun commento: