martedì 29 giugno 2010

Lo zen e l'arte di non accorgersi di nuotare con uno squalo a fianco..

Oggi escursione alle Withsundays Islands.
Googlatele, please, e invidiatemi a morte.
:)
Davanti all'agenzia eravamo io e Laura, ragazza francese. Ho visto come potrebbe essere la mia nipotina Anna da grande, ed e' bellissima.
Grazie, Mario.
E' arrivato a prenderci il bussino, appena s'e' aperta la portiera ho lasciato gli occhi addosso ad un ragazzo. Orca zozza che occhi.
Va beh, al porticciolo di Airlie Beach abbiamo salpato alla volta delle isole a bordo della barca a vela denominata Illusions.
E li', ho preso la decisione di immergermi per la prima volta. Ed e' stato bellissimo ragazzi, sembravo nata per farlo, i coralli che mi hanno scoricato le gambe sono solo un dettaglio.
Dopo ho fatto un po' di snorkelling vicino alla spiaggia e non volevo uscire dall'acqua. Ci sono stata praticamente per due ore e quando mi ero abbandonata 10 minuti sulla spiaggia interamente composta da coralli, e' arrivato il gommone a riprenderci. Da li' ci siamo spostati e ho sfiorato la figura di merda del secolo: ci siamo messi dietro la barca, seduti su una rete e la barca e' partita, stavo per perdere la parte sotto del costume, minghia.
Siamo poi arrivati su una lingua di sabbia e li' ho fatto ancora snorkelling, ho visto una tartaruga gigante e mentre gli altri sono usciti dall'acqua, io ci sono rimasta dentro. Quando sono uscita, erano tutti in piedi a scrutare il mare e mi hanno chiesto: "Allora com'e' nuotare con uno squalo?!" E io: "Ma quale squalo?!". Niente, per farla breve, pare che uno squalo piccolo (grande quanto me) mi abbia nuotato al fianco per un po'.
MA COME CAZZO FACCIO AD ESSERE COSI' SVAMPITA?!
Va beh, e' stata un'esperienza bellissima, lo skipper era un signore americano simpaticissimo, hanno messo su della musica tipo Frank Sinatra al ritorno e ci siamo rilassati spiaccicati a prendere il sole sul deck davanti della barca.
E io ho ammollato gli occhi in quelli di Gaston, il tipo di prima, un simpaticissimo ragazzo argentino. Spero di ritrovarlo per le strade di Airlie Beach stasera.
Domani parto alla volta di Townsville insieme a Laura. Poi si vedra'.

lunedì 28 giugno 2010

I fell in love with this place!

Eravamo rimasti a piu' o meno 24 ore fa. Aspettavo di prendere il bus da Rainbow Beach a McKay. L'ho preso, mi sono ghiacciata per una notte intera su quell'autobus maledetto, ho cercato di scaldarmi con un caffe' delle macchinette quando ci siamo fermati ad una stazione di servizio, ma ho sortito solo l'effetto di ustionarmi la lingua. Che poi mi sono riustionata oggi coi fish&chips. Sono incorreggibile. Ho bisogno di una badante.
Va beh, alle 7.20 siamo arrivati a McKay, sono scesa in paese e mi sono resa conto che: NON C'ERA IL MARE!!!! Ho tirato fuori la cartina per controllare e si, checcazzo, non e' sul mare!! E non me n'ero accorta. Le uniche attivita' possibili erano con una macchina propria o a noleggio perche' il tour operator del posto non so che impedimento avesse. Cosi' ho trotterellato nuovamente verso la stazione degli autobus e ho preso il primo bus per Cairns e sono scesa ad Airlie Beach.
E me ne sono annammorata. Sara' per la temperatura che mi ha permesso di stracciarmi di dosso jeans e felpa e di mettermi pantaloncini e canotta, sara' per il mare bellissimo e per le Whitsundays che si vedono in lontananza, sara' per i negozietti sulla Main Street, sara' quel che sara', questo posto mi piace un sacco.
Ho passato la giornata spiaccicata sulla spiaggia a prendere il sole e.. Mi sono abbronzata!!! Teribbile!
Per domani ho prenotato un giro in barca a vela alle famosissime Whitsundays.
Vi diro', ora sono stanca motta..

domenica 27 giugno 2010

Ennesima lezione: ASCOLTA LE VOCINE!

Allora, eravamo rimasti al mio arrivo a Caloundra.
Il giorno dopo mi sono svegliata di buon'ora e ho chiesto info su come arrivare alle Glasshouse Mountains da sola. Il tipo alla reception ha fatto di tutto per demotivarmi e convincermi ad aggregarmi ad altri gruppi o ad aspettare lunedi' per fare l'escursione organizzata con loro. Ho gentilmente rifiutato dicendo che mi trovavo in una fase molto spirituale della mia vita e che non avevo nessuna voglia di socializzare. Quindi, mi sono incamminata alla stazione degli autobus per prendere l'autobus che mi avrebbe portata a Landsborough. Li' ho preso il treno che mi ha portata alla fermata Glasshous Mtns. Da li' a piotte. Le montagnette coniche mi guardavano. Con sfida. Il tempo meteorologico non era dalla mia. Pioggerella e vento misti a schiarite. Ho raggiunto la prima montagna, il Monte Ngungun. Ai piedi c'era un cartello informativo che sconsigliava di salire in caso di pioggia e ammoniva del serio pericolo di morte. Mi sono fermata li' davanti per un po', indecisa sul da farsi, intorno a me non c'era nessuno. Mi sono ricordata di Chris McCandless che e' morto sprovvedutamente. ho pensato seriamente di mollare. Ma poi ho pensato, vai e provaci, se vedi che non ce la fai torni indietro. In fin dei conti, non era poi cosi' pericoloso, da meta' in su erano tutte rocce abbastanza ripide e per salire dovevo attaccarmi ai rami degli alberi intorno oppure fare leva sui massi davanti a me e l'ultimo pezzo si, era pericoloso perche' ripidissimo con le rocce nude e vischiose, MA CE L'HO FATTA!!
Sono arrivata in cima. Da sola. Ho sconfitto la paura che mi tratteneva all'inizio del sentiero e sono salita. E in cima ho urlato come una pazza e mi sono riposata un attimo. Ho abbassato un attimo lo sguardo e il mio ciondolo col campanellino non c'era piu', era rotto a meta'! Cazzo, ho iniziato a bestemmiare in ceco perche' per me e' molto importante, e' il segnale che la mia patata inglese e' sempre insieme a me, e PORCO CAZZO, l'avevo perso!!! Me ne sono fatta una ragione e appena ho sentito la temperatura corporea scendere e ho iniziato a rabbrividire, ho deciso di scendere, raccomandandomi a non so che divinita' aborigena per non cadere e spaccarmi la testa contro qualche masso. E proprio alla fine dei massi cosa c'era?! Il ciondolo!!! L'ho ricomposto e continuavo a stringerlo in una mano come una bimba che ha ritrovato la sua Barbie preferita.
Trionfante ho fatto una passeggiata nei dintorni, l'aria era dolcissima per le piantagioni di ananas che c'erano. Sono poi tornata a Caloundra a guardare il tramonto sulla spiaggia. Ho anche sentito Nicola che stavo ormai dando per disperso. La sera sono andata al cinema da sola a vedere il nuovo Shrek e mentre aspettavo di entrare in sala ho controllato col mio ipod nuovissimo se c'era rete e c'era. Nella mail una notifica di Facebook che mi diceva che la mia Sari roscia preferita mi aveva scritto qualcosa sulla bacheca. E quel qualcosa era che la notte precedente aveva sognato che tornavo e che aveva pianto dalla felicita'.
E mi si e' aperto il cuoricino.
La mattina dopo ho preso l'autobus per Rainbow Beach, dove sono tuttora, ancora per poco meno di due ore.
Appena arrivata sono andata in spiaggia e mi ci sono appisolata. La sera, in ostello, stavo per entrare nella laundry per fare una lavatrice di roba sporca e un ragazzo mi ha chiesto se la roba nell'asciugatrice era mia. Dal modo in cui gli ho risposto ha capito che ero italiana e s'e' scoperto che anche lui lo era, cioe' figlio di italiani nato qua. Abbiamo iniziato a parlare, mi ha detto che era solo anche lui e che il giorno dopo gli sarebbe piaciuto andare a Fraser Island col suo furgone e mi ha chiesto se volevo andare con lui.
Al pensiero di staccarmi da 'sti cazzo di ostelli e di poter finalmente stare con qualcuno ho detto si. Ma poi una vocina dentro di me ha iniziato a dubitare della cosa. E io quella vocina non l'ho ascoltata.
E cosi' la mattina dopo ci siamo ritrovati a fare la spesa per andare a campeggiare. Fortunatamente abbiamo deciso di non andare piu' a Fraser Island per testare un attimo la "convivenza", ma di campeggiare lungo le spiagge con le Coloured Sands.
E cosi' abbiamo fatto. Tenda per le provviste e le valigie, furgone col letto dietro settato per la notte, falo' acceso.
Spiaggia stupenda, ma intanto le vocine si facevano insistenti. E mi dicevano, Mary, era nei tuoi piani questa cosa? E rispondevo, no. Anche se non lo era, e' una cosa che vuoi veramente fare? Boh. Questo tipo ti ispira fiducia? Triplo boh.. Mary, forse avresti dovuto continuare da sola? Si, forse si.
Non fraintendetemi, e' stata comunque una bella cosa, c'era luna piena e per un caso assurdo un'eclissi di luna. E il mare sotto di noi, con la marea che rimontava e le onde che luccicavano tumultuose e il fuoco che non mi stancherei mai di guardare, pero'.
Pero' quello non era il mio piano, quel tipo era un po' strano e io mi sono ritrovata a non avere niente da dire. A dir la verita' sto diventando molto taciturna, anche quel giorno con Andrew non sono stata la solita SCOPPIETTANTE Mary. E anche l'idea di dormire a cosi' stretto contatto con lui, non mi piaceva molto. Infatti stamattina, appena sveglia, mappa in mano, ho iniziato subito a pensare ad una nuova destinazione. Volevo qualcosa di lontano e nella mia scaletta, di lontano c'era McKay. E cosi', dopo avergli spiegato che avrei preferito continuare il mio viaggio da sola, mi ha riportata in paese dove ho prenotato un posto sul bus delle 7 pm da qui che arrivera' a McKay domani mattina alle 7.20.
Da li' vedro' di trovare un modo economico e poco turistico per arrivare alle Whitsunday Islands e poi si vedra'.
Morale della favola, cerchero' sempre di essere sicura al 100% di qualcosa d'ora in poi. Senza contare il fatto che sono 3 gg che non mi prende il cell e che se quello veramente avesse avuto male intenzioni, avrebbe potuto tranquillamente anche sgozzarmi e farmi a pezzettini senza che nessuno se ne accorgesse e senza che nessuno sapesse dove fossi.
Mammamia!!!

mercoledì 23 giugno 2010

Essi'!!!!

La vostra eroina preferita vi scrive da Caloundra, QLD, poco sopra Brisbane.
Negli ultimi giorni ho cambiato posto sempre. Andando con ordine.
Il giorno dopo che sono arrivata a Byron Bay ho deciso di fare un giro a Nimbin, un paese nell'entroterra del New South Wales. All'inizio degli anni '70 ci avevano organizzato un festival per celebrare l'era dell'Acquario e a festival finito, alcuni hanno deciso di rimanerci ed e' cosi' che e' nata la comunita' hippy di Nimbin. Comuni, piantagioni di mariujuana, rasta, peace & love, rispetto per l'ambiente e cosi' via. Non volevo prenotare un tour organizzato perche' sono ormai sick di queste cose per turisti, cosi' ho trovato una navetta che faceva avanti e indietro in giornata, attraversando tratti di natura esplosiva. Il paese sei e' poi rivelato un po' una delusione, c'era un'atmosfera tristissima, sui marciapiedi aborigeni strafatti che cercavano di venderti erba, negozi per turisti fatti apposta, un museo alternativo e qualche posto in cui mangiare.
Il viaggio di ritorno me lo sono fatta con un cucciolo di cane acciambellato addosso, patato.
Ieri mattina ho lasciato Byron Bay sotto il diluvio universale. Mi sono alzata presto per poter fare colazione e fare poi il check out in tempo dopo aver sistemato la mia roba. Sono andata nelle cucine comuni per non svegliare le mie compagne di stanza, i tavoli erano sotto un pergolato. Oltre c'era una pioggerella fitta e sottile tipo velo, a volte iridescente per qualche raggio di sole imprevisto. Il verde pieno e acceso delle palme e delle altre piante intorno. Fantastico.
Ho lasciato il paese con l'autobus e mi sono fermata nella Gold Coast gia' in Queensland a Coolangatta. Ho contattato Andrew, il figlio di John, un cliente del ristorante a Sorrento che mi aveva appunto lasciato il numero del figlio quando gli ho detto che mi sarei avventurata da sola verso il nord. Per puro caso questo ragazzo e' chiropratico e Maria Grazia me l'ha spacciato per bellissimo, quindi, visto che ha chiappa sciancata e i ragazzi bellissimi mi piacciono, why not?!
Mi ha detto di andare in studio da lui stamattina. Il resto della giornata di ieri l'ho passato a passeggiare lungo la spiaggia li' e a visitare i negozietti del posto, in uno pieno di cose fantastiche ho persino trovato il Monopoli di Elvis!!!
XD
Quindi, stamattina, ho di nuovo impacchettato tutto e ho preso un altro bus per Palm Beach, dove Andrew esercita. E porca zozza, Maria Grazia, c'aveva ragione. E' stato carinissimo, mi ha sistemato un attimo la gamba, mi ha portata a pranzo in un posto vegetariano dove abbiamo parlato per un sacco e poi mi ha portata sulla spiaggia in cui lui surfa di solito. Ed era ipnotizzato. E lo capisco, cazzo, ce l'avete presente l'oceano?! Mi sono sentita di troppo e gli ho detto di andare a surfare che me la sarei cavata da sola, mi ha detto di no. Checcarino!
Alla fine mi ha portato alla stazione dei treni perche' mi ha detto che era molto piu' cheap che col bus e molto piu' veloce. E aveva ragione!
Quindi alle 6 stasera mi sono ritrovata alla stazione di Brisbane e l'ultima cosa che volevo fare era di fermarmi ancora li' per un'altra notte. Quindi consultando la scaletta che mi sono fatta qualche gg fa e vedendo che la mia prima destinazione era Caloundra, sono andata al desk della Greyhound, ma l'autobus che partiva dopo un'ora e che andava a Cairns, non fermava a Caloundra. Gli altri desk erano chiusi. Pur di non stare ferma a Brisbane di nuovo, stavo pensando di andare direttamente a Cairns e poi ridiscendere, ma mi sono detta che sarebbe stato davvero uno spreco di soldi, quindi, quando ormai mi stavo arrendendo all'idea di rimanere a Brisbane, ho avuto un lampo di genio: ho chiamato l'ostello qui, prendendo il numero dalla Lonelyplanet e loro mi hanno detto che mezzi prendere per arrivare fino a qui. E ce l'ho fatta!!! Domani, diluvio universale permettendo, escursione per i fatti miei alle Glass House Mountains. Vi diro'.
Ok, vado, sono distrutta.

domenica 20 giugno 2010

Giusto due foto





Byron Bay

La vostra corrispondente preferita vi scrive dall'internet corner di un ostello hippy di Byron Bay.
Stamattina ho preso il bus che da Brisbane mi ha portata qui, attraversando la Sunshine Coast, la Gold Coast, un pezzetto di entroterra da mozzare il fiato e ora eccomi qua.
Sono arrivata nel primo pomeriggio, ho prenotato per due notti qui, ho chiesto una stanza per sole donne e mi hanno dato un cottage che si affaccia su un laghetto!! E' bellissimo, solo che mi sento sempre piu' allergica alle persone.
Le ragazze in stanza sono carine e comunicative, ma io non ho per niente voglia di.
Che soluzione potrei adottare per viaggiare economicamente e non essere circondata da persone?! Boh.
La prima cosa che ho fatto in stanza e' stata di mettermi i pantaloncini e andare in paese sulla main beach. C'era continuamente qualcuno che mi faceva venire infarti perche' vedeva le balene dalla spiaggia, ma ogni volta che mi giravo a guardare, niente. Beh, dai, ieri sono stata fortunata.
Qui e' piu' a sud di Brisbane e frescheggia un po' e visto che iniziava a frescheggiare mi sono fatta una passeggiata nella cittadina tra i negozi e trovarne cosi' tanti e cosi' normali mi ha un pochino delusa. Anche per l'escursione a Nimbin che volevo fare ci sono addirittura i pacchetti in agenzia di viaggi.
E va bene che vivono anche di turismo, eppero'!!!
Ok, vado, dovrei fare la lavatrice della roba sporca, la doccia e poi boh, sono stanchissima, la scorsa notte non riuscivo a prendere sonno. Non e' molto riposante questa mia vacanza.
Vado.

sabato 19 giugno 2010

I've still got sand in my pocket

Sono tornata da un paio d'orette dalla mia escursione alla Moreton Island.
E' stato bellissimo, mi sono annammorata di John, la guida 53enne somigliante un po' a Patrick Swayze e un po' a Dennis Quaid, con la parlantina e la cultura di un Piero Angela e i muscolacci da australianone tipico. Impossibile non cadere annammorati. :)
Allora la giornata e' iniziata con un mio tentativo di mettermi in contatto con la mia Silvia inglese, successevole inizialmente ma fallimentare poi a causa della fine del credito skype. Va beh, sono uscita dall'ostello con la lingua ancora ustionata dal mio solito Lady Grey della Twinings e c'era li' John, bello come il sole, ad aspettarmi. Non ha fatto altro che chiamarmi Marianne per tutto il giorno, ma io lo amo uguale, non saranno questi dettagli a fermare la nostra storia.
Nel fuoristrada parcheggiato fuori dall'ostello c'erano Rafael, un colombiano docente di informatica qui per lavoro (che ho fatto annammorare di me...), una tipa singaporiano di cui ancora non ho capito il nome e Edith, una signora israeliana. Un bel mix, diciamo.
Dopo la traversata col traghetto, arrivati all'isola c'erano i relitti di navi arenati di fronte alla prima spiaggia messi li' appositamente per creare una piccola baia placida. Col senno di poi, i blocchi di cemento che usiamo noi in Italia sono veramente antiestetici e poco romantici.
Prima tappa e' stata la localita' denominata "The Desert". Perche'? Perche' e' deserto di fatto, dune che cambiano posizione ogni giorno per il vento. Il nostro John/Piero ci ha spiegato che quei sassolini marroni che vedevamo in lontananza si sono formati con le tempeste di fulmini che colpiscono sometimes l'isola.
Dunque, ci siamo messi scalzi e abbiamo attraversato le dune, attrezzati con tavole di compensato. Arrivati in cima alla piu' verticale delle dune, John le ha incerate per bene con una candela (pensavo che la volesse tenere per un incontro a due con la sottoscritta), le tavole, non le dune, le ha messe per terra sul bordo del precipizio e ci ha detto di sdraiarci sopra. Sollevare i gomiti e le gambe, una spinta e wooooooooooosshhhhhh giu' per il dorso della duna! All'inizio avevo paura, ma e' stato bellissimo e l'abbiamo fatto due volte. Io sono stata quella che e' arrivata piu' lontano. Non so se esserne fiera per la mia destrezza o vergognarmene per il mio peso.. Boh. Per ora credo di esserne fiera. Anyway e' stato qui che mi sono riempita di sabbia, un po' me ne e' rimasta nelle tasche dei pantaloncini.
Dopo ci siamo spostati lungo le varie spiagge, di cui una lunga per ben 35 km con John che guidava abilmente su strade sotterrate dalla sabbia finissima e che ogni tanto si fermava a raccogliere bacche varie da farci assaggiare. Che caro.
Abbiamo visitato il faro e dalla punta dell'isola abbiamo anche intravisto una balena (!!!!!!!!!) e delle tartarughe marine. Pranzo al sacco su una spiaggia meravigliosa e poi sosta al "Blue Lagoon" lago d'acqua dolce molto bello. Ed e' stata l'ultima tappa prima di riprendere il traghetto per Brisbane, sul quale abbiamo assistito al tramonto che calava sui grattacieli della citta'.
Bello, bello, bello, bello.
Ho fatto un sacco di foto che prima o poi carichero', il cavetto della macchina fotografica e' sempre nella mia stanza, al secondo piano, dai, non stressatemi..
Ho appena guardato l'ostello per domani per Byron Bay, ce n'e' uno che sembra molto ficamente hippy, non mi e' stato possibile prenotare online, li chiamo dopo o domani mattina mentre sono in viaggio. Ho guardato le previsioni e purtroppo da' brutto tempo per quasi tutta la settimana prossima, cheppalle, cazzarola. Va beh, vediamo, magari si sbagliano.
Come spero di sbagliarmi io dicendo che la scorsa notte mi hanno fottuto dei soldi dal portafogli, spero che nella mia svampitaggine li abbia messi somewhere che non ricordo perche' mi girerebbero veramente le palle se me li avessero arrobbati davvero. Non sono tanti soldi per carita', ma quelli che bastano per una notte in ostello e un pasto. Eh!
Va beh, vado a impacchettare tutto per la partenza di domani.
IO ODIO FARE LE VALIGIE! (Con o senza "i"?)

venerdì 18 giugno 2010

Meglio

Oggi definitivamente meglio, la notte scorsa e' trascorsa (scusate il giuoco di parole) senza intoppi, anzi, nonostante fossi stanchissima, sono stata comunque l'ultima a spegnere la luce in camera. Che dire, non sono io che ho la stessa vita sociale di Paris Hilton, ma sono le mie compagne di stanza che hanno quella di suor Germana.
Nel lettino ieri sera, leggendo la mitica e mattonica Lonely Planet, ho letto di Moreton Island, googlate un po' e troverete qualcosa di sicuro. Ho pensato, dai, sono qui, posso andare a vederla e cosi' oggi, nell'ordine, ho prenotato una notte in piu' in ostello, ho prenotato un'escursione appunto per la succitata island e poi per domenica mattina ho preso il biglietto dell'autobus per la new age Byron Bay.
Ho deciso di saltare a pie' pari Surfers Paradise, almeno per il momento.
Si, lo so, il nome inganna, non e' che se non ci vado non trovo il surfista della mia vita, ma e' che ' un posto molto caotico e non e' proprio quello di cui ho bisogno ora. Anzi. E poi i surfisti in Australia sono ovunque.
Magari mi ci fermero' un giorno al ritorno, boh, vedremo.
Anche oggi ho camminato tantissimo, sono andata un attimo qui dietro l'ostello nella China Town di Brisbane e poi un poco piu' in la', dove c'erano un sacco di posti carini; tra tutti hanno vinto un negozio che aveva delle scarpe fantasmagoriche (mi sono trattenuta!!) e un locale ricavato da una chiesa. Tutto l'edificio e' nero coi bordi bianchissimi, quasi da sembrare cromati. Bello.
Poi sono andata in centro e mi sono buttata dentro i Botanic Gardens: e' incredibile, in Australia, ci sono degli alberi che sono pazzeschi, tolgono il fiato. Riusciro' a riabituarmi alla banale e piccola flora europea? Mah!
Dentro i giardini sono andata al museo d'arte contemporanea dell'Universita' (niente a confronto con quello stupendo di ieri), mi sono persa per 10 minuti la possibilita' di entrare nel nuovo parlamento (quello vecchio invece no, l'ho visto e ci sono pure entrata) e poi ho preso il City Cat, un ferry piccolo piccolo che attraversa il Brisbane River su e giu' e che i cittadini usano come mezzo di trasporto vero e proprio.
Il tempo scorre e manca poco prima che mi finisca la mezz'ora a disposizione online.
Che dire, oggi ho riflettuto un po', mi sono resa conto che ieri e' stato il mio primo giorno in completa solitudine da non so quanto, forse da sempre. Intendo, senza amici, parenti, familiari, conoscenti, colleghi, in un altro continente, un posto in cui se mi fosse successo qualcosa, in pratica, sarebbero stati al 100% cazzi miei.
E cosa faccio quel primo giorno? Chiamo Gianni.
E non voglio mettere giu' mentre parliamo, mi sembra che, come per incantesimo, se mettessi giu' sarei in pericolo. E ho capito. Le persone fino ad ora mi hanno sempre distratto da questa cosa, le persone, gli impegni, i progetti. Quanto tutte queste cose sono venute a mancare, mi sono ritrovata come se Gianni mi avesse lasciato ieri. E invece e' passato ben piu' di un anno.
In pratica e' come se davvero mi avesse lasciato ieri. Mamma mia.
Forse solo cosi', da sola riusciro' a superarla questa cosa.
Forse.
Va beh, vado, volevo caricare qualche foto, ma il genio incompreso che e' la sottoscritta ha dimenticato il cavetto della macchina fotografica in camera. Ok, vado a farmi una bistecca che sto morendo di fame.
See you later, mates!!

giovedì 17 giugno 2010

Da Brisbane

Scrivo dall'internet corner dell'ostello che ospita la vostra eroina preferita.
Sono arrivata qui ieri sera, partiro' sabato mattina, per dove, ancora non lo so, domani decidero'.
Il primo giorno e' stato disorientante un attimo. Per non parlare della prima notte. Avevo prenotato la stanza piu' economica, mi sono ritrovata con 7 energumeni scozzesi e irlandesi che hanno pensato bene di animare la vita notturna della stanza J204 bevendo alcoolici, urlando, picchiando contro i muri e addirittura in un attimo di calma uno di loro s'e' portato una ragazza hanno fatto sesso! Mi sono sentita la truccatrice cessa sul set di un film porno..
Stamattina mi sono fatta cambiare la stanza e con soli 10 dollari in piu' me ne hanno dato una per sole femminucce e con anche i bagni dentro. Speriamo che le mie compagne di stanza non siano bottanazze che si portano dentro tutto l'ostello.
Va beh.
La citta' e' carina, e' tutta sviluppata su un fiume sinuoseggiante. E marrone.
Ho camminato un sacco e immancabilmente ho visitato il museo di arte contemporanea della citta' e immancabilmente e' stata un'esperienza bellissima. Lo faccio sempre per poter sentire la mia patata inglese vicina a me.
Ho visto delle sculture bellissime, tale Ron Muek, cercatelo su Google.
Ho meno di 3 minuti a disposizione.
Che dire, oggi ho fatto la cazzata del secolo e ho chiamato Gianni.
Dopo mezz'ora di chiamata passata a ridere e scherzare, non volevo assolutamente mettere giu' e poi mi sono ritrovata a piangere da sola come una cogliona seduta su una panchina di fronte al Brisbane River.
Oh, prima o poi passera', ma sto poi si sta facendo attendere.
Checcazzo.
Va bene, vado, il tempo sta per scadere!

domenica 13 giugno 2010

E le tecnologie

E' incredibile, sto scrivendo dal mio nuovo iPod Touch! E' fantastico!!
Basta, me voy, volevo solo provare!

lunedì 7 giugno 2010

Stranita, acciaccata, mina vagante e indifferente alla dieta.

E' ora di partire.
Oggi abbiamo pulito e sistemato il ristorante dopo l'ultima serata di ieri.
Domani finiremo.
Poi mercoledì si sistema casa.
E giovedì si torna a Melbourne.
L'avventura Sorrento è finita.
Mi sento stranita.
Mi sono sentita così bene tra queste quattro mura, in questi paeselli, tra i due mari, al ristorante.
Ogni giorno è stato bello a modo suo, importante. Questi posti sono magici. Sarà stato il ritmo super rilassato, l'idea di lavorare per poche ore al giorno, i paesaggi mozzafiato, le persone che ho incontrato, ma sono stata davvero benissimo.
E ora è tutto finito. Mi sento un po' come i giorni precedenti la mia partenza per la terra australe. Inquieta, stranita, fuori posto, ansiosa di iniziare la nuova avventura, scazzata per quello che mi trattiene ancora qui, ma anche emozionata per quello che ancora mi trattiene qui.
Con un tempismo eccezionale, come tipo l'incidente di mia madre poco prima la mia partenza, da poco meno di una settimana a questa parte mi duole la bassa schiena o alta chiappa come volete chiamarla voi, negli ultimi giorni non riesco nemmeno a camminare decentemente se prima non m'impasticco. Proprio ora che mi serviva essere in forma per gli ultimi giorni di lavoro duro al ristorante e per la mia imminente partenza. Va beh, domani è l'ultimo giorno poi mi riposerò, magari mi faccio fare un massaggio a Melbourne, vediamo. Partire parto uguale. L'ho detto a mia madre, mamma, parto da sola dopo che ho finito di lavorare qui e nella sua vocina tenera ho sentito dell'inquietudine. Quanto cazzo di potere ha su di me quella donna, ancora dopo quasi 29 anni. Mamma, parto da sola, e ho sentito in lei la paura di quando le ho detto, mamma, ho comprato il biglietto per l'Australia.
Vuol dire che è vero.
SI!
L'altro giorno, il due giugno, spiaccicata sulla spiaggia pensavo che mi sarebbe piaciuto che la mia patata inglese fosse con me, m'immaginavo di stare lì con lei. Avevamo parlato qualche giorno prima online e mi aveva detto che forse un salto qui le sarebbe piaciuto farlo in autunno. Le avevo proposto di venire a lavorare qui con me a Settembre e poi di andarcene da qualche parte insieme, ma mi ha risposto che non può mollare il lavoro così. E quindi, quel giorno sulla spiaggia mi sono ritrovata a pensare: caspita, ragazzi, conosco tante persone che vorrebbero farla una cosa del genere, perchè non metterli al corrente di questa possibilità? Così qualche giorno dopo ho scritto una mail globale totale a tutti quelli che conosco e che hanno un indirizzo email parlandogli dell'opportunità lavorativa qui al ristorante alla riapertura della stagione primaverile.
Ho gettato una mina in mezza Italia. Ho ricevuto un sacco di messaggi, ho messo in crisi esistenziale tanta gente. L'ho fatto perchè mi sarebbe piaciuto da sedentaria in Italia ricevere un invito del genere, forse mi avrebbe spronata, forse no, chi lo sa. Spero che la cosa servi a qualcuno, che dia buoni frutti.
I buoni frutti che la "dieta" non ha dato. Per diverse settimane sono stata attenta a quello che mangiavo, niente alcool, corsa più o meno tutti i giorni. Sono arrivata a distanze che mai mi sarei sognata prima, ma non è cambiato niente. I rotoli sono diminuiti forse di un mm e mi sono detta: "Sai che ti dico?! Vaffanculo! Perchè mi devo sbattere così se i risultati non ci sono?! Sarà l'aria, sarà l'acqua, sarà la psiche, quello che è, ma qui non riesco a dimagrire, quindi basta, se ho voglia di un dolce me lo mangio, se non ho voglia di correre non lo faccio (ora mi sarebbe anche impossibile visto l'anca sbilenca), tiè!".
Oh! Emmammamia! Non mi piaccio per niente così, se riguardo le foto italiche mi viene da piangere, ora ho le braccia che sembrano due provole fresche, prima sembravano semplicemente due braccia, però se non attacca non attacca.
Mi do' un'ultima possibilità nel viaggio imminente. Poi, basta, me la vedrò in Italia.
Ecchecchezzo..

martedì 1 giugno 2010

Pezziata

Sono le 0.55 australiane e nel mio lettino/culla i miei arti inferiori iniziano a urlare di dolore. Vi spiego.
Sveglia alle 9, dopo la quale mi sono subito riaddormentata, sveglia di soprassalto dopo 35 minuti. Alle 10 abbiamo appuntamento a casa di Maria Grazia, in arte MG, la mia super capa di cui non vi ho mai parlato. Il programma della giornata prevede di saltare in sella alla bici e dirigersi verso Point Nepean e il parco nazionale.
Il tutto per una ventina di km. Che non sono tanti, ma ormai le temperature sono scese e in più le strade australiane non sono esattamente in pianura. Proprio no.
Già alla prima tappa da Rye a Sorrento, dopo essere quasi morte alla salita che entra nel paese, le gambe non rispondevano più ai comandi. Ci siamo fermate un attimo al ristorante e la vostra eroina alla vista della scritta SALE su una vetrina non ha resistito. Quando sono uscita dal negozio mi si stavano piegando le gambe.
Ci siamo fatte un tè e la cara MG che ci vuole sempre belle in carne ci ha comprato i brownie al cocco da Brumby's, tempio del male. Dopo la seconda colazione, quindi siamo ripartite. Arrivate al parco ci siamo dette, beh, ce l'abbiamo fatta. Maria Grazia si gira e ci dice, beh, siete pronte? Ci saranno altri 20 km da qui fino alla fine! Azzo.
I posti sono stati come al solito mozzafiato e intensi, iniziando dagli edifici in cui mettevano in quarantena gli emigranti che arrivavano in nave, passando davanti a spiagge del genere , ai fortini usati durante la seconda guerra mondiale per difendersi dagli attacchi giapponesi, intravedendo il mare qua e là fino ad arrivare sulla punta estrema della Mornington Peninsula, gettare lo sguardo avanti e vedere la Bellarine Peninsula dall'altra parte, i due lembi di terra che distano pochi km e chiudono la baia di Melbourne. Il mare che scorre in mezzo pare sia uno dei più pericolosi per i gorghi, le onde e le correnti che hanno causato non si sa quanti naufragi.
Come al solito le nostre scampagnate sono mozzafiato e divertentissime. Purtroppo non so se domani riuscirò ad alzarmi dal letto con le mie sole forze. Me sa che la gita a Melbourne salta. Me sa.