sabato 19 giugno 2010

I've still got sand in my pocket

Sono tornata da un paio d'orette dalla mia escursione alla Moreton Island.
E' stato bellissimo, mi sono annammorata di John, la guida 53enne somigliante un po' a Patrick Swayze e un po' a Dennis Quaid, con la parlantina e la cultura di un Piero Angela e i muscolacci da australianone tipico. Impossibile non cadere annammorati. :)
Allora la giornata e' iniziata con un mio tentativo di mettermi in contatto con la mia Silvia inglese, successevole inizialmente ma fallimentare poi a causa della fine del credito skype. Va beh, sono uscita dall'ostello con la lingua ancora ustionata dal mio solito Lady Grey della Twinings e c'era li' John, bello come il sole, ad aspettarmi. Non ha fatto altro che chiamarmi Marianne per tutto il giorno, ma io lo amo uguale, non saranno questi dettagli a fermare la nostra storia.
Nel fuoristrada parcheggiato fuori dall'ostello c'erano Rafael, un colombiano docente di informatica qui per lavoro (che ho fatto annammorare di me...), una tipa singaporiano di cui ancora non ho capito il nome e Edith, una signora israeliana. Un bel mix, diciamo.
Dopo la traversata col traghetto, arrivati all'isola c'erano i relitti di navi arenati di fronte alla prima spiaggia messi li' appositamente per creare una piccola baia placida. Col senno di poi, i blocchi di cemento che usiamo noi in Italia sono veramente antiestetici e poco romantici.
Prima tappa e' stata la localita' denominata "The Desert". Perche'? Perche' e' deserto di fatto, dune che cambiano posizione ogni giorno per il vento. Il nostro John/Piero ci ha spiegato che quei sassolini marroni che vedevamo in lontananza si sono formati con le tempeste di fulmini che colpiscono sometimes l'isola.
Dunque, ci siamo messi scalzi e abbiamo attraversato le dune, attrezzati con tavole di compensato. Arrivati in cima alla piu' verticale delle dune, John le ha incerate per bene con una candela (pensavo che la volesse tenere per un incontro a due con la sottoscritta), le tavole, non le dune, le ha messe per terra sul bordo del precipizio e ci ha detto di sdraiarci sopra. Sollevare i gomiti e le gambe, una spinta e wooooooooooosshhhhhh giu' per il dorso della duna! All'inizio avevo paura, ma e' stato bellissimo e l'abbiamo fatto due volte. Io sono stata quella che e' arrivata piu' lontano. Non so se esserne fiera per la mia destrezza o vergognarmene per il mio peso.. Boh. Per ora credo di esserne fiera. Anyway e' stato qui che mi sono riempita di sabbia, un po' me ne e' rimasta nelle tasche dei pantaloncini.
Dopo ci siamo spostati lungo le varie spiagge, di cui una lunga per ben 35 km con John che guidava abilmente su strade sotterrate dalla sabbia finissima e che ogni tanto si fermava a raccogliere bacche varie da farci assaggiare. Che caro.
Abbiamo visitato il faro e dalla punta dell'isola abbiamo anche intravisto una balena (!!!!!!!!!) e delle tartarughe marine. Pranzo al sacco su una spiaggia meravigliosa e poi sosta al "Blue Lagoon" lago d'acqua dolce molto bello. Ed e' stata l'ultima tappa prima di riprendere il traghetto per Brisbane, sul quale abbiamo assistito al tramonto che calava sui grattacieli della citta'.
Bello, bello, bello, bello.
Ho fatto un sacco di foto che prima o poi carichero', il cavetto della macchina fotografica e' sempre nella mia stanza, al secondo piano, dai, non stressatemi..
Ho appena guardato l'ostello per domani per Byron Bay, ce n'e' uno che sembra molto ficamente hippy, non mi e' stato possibile prenotare online, li chiamo dopo o domani mattina mentre sono in viaggio. Ho guardato le previsioni e purtroppo da' brutto tempo per quasi tutta la settimana prossima, cheppalle, cazzarola. Va beh, vediamo, magari si sbagliano.
Come spero di sbagliarmi io dicendo che la scorsa notte mi hanno fottuto dei soldi dal portafogli, spero che nella mia svampitaggine li abbia messi somewhere che non ricordo perche' mi girerebbero veramente le palle se me li avessero arrobbati davvero. Non sono tanti soldi per carita', ma quelli che bastano per una notte in ostello e un pasto. Eh!
Va beh, vado a impacchettare tutto per la partenza di domani.
IO ODIO FARE LE VALIGIE! (Con o senza "i"?)

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