domenica 11 luglio 2010

Momento letterario

Nella cucina dell'ostello di Cairns ricarico l'iPod e aspetto la navetta che mi porterà all'aeroporto. Rileggendo il mio taccuino, ho trovato questo stralcio di Oceano mare che volevo condividere con voi.

Ed e' qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da' risposte, e' saggio, e' dolce, e' potente, e' imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama. Lo scoprirai Elisewin. Non fa altro, in fondo, che questo: chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, e' te che vuole. Puoi anche fare finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita. Instancabilmente li sentirai chiamare. Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno. Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sara' sempre un mare che ti chiamera'.

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