sabato 10 luglio 2010

Ristanghissima a Cairns

Ah, finalmente asciutta e calda.
Come anticipavo nel post di ieri, sono di nuovo a Cairns.
Vi riassumo l'ultima settimana.
Dunque, sono arrivata qui in città sabato scorso. La sera sono crollata a letto e l'unica cosa che ho visto della città e' stato l'Iga dietro l'ostello in cui ho comprato della verdura da mangiare per cena. La mattina dopo un cielo plumbeo ha celebrato il mio arrivo. Dopo colazione in ostello sono andata in centro. Mi sono fatta tutta l'Esplanade con la bassa marea, ho visto i negozi lungo l'Esplanade. La laguna era chiusa x lavori, i musei x la domenica. Insomma, in parole povere la città non m'e piaciuto proprio per niente. La sera ho incontrato Leonardo, un italiano qui da diversi mesi che sta attraversando tutta l'Australia da solo in fuoristrada. Ci eravamo dati un mezzo appuntamento qui per vedere se poi fare un pezzo di viaggio insieme. Il mio istinto per l'eremitaggio ha prevalso e ho deciso di continuare da sola.
Così, dopo un altro giorno di cazzeggio piovigginoso in città, mercoledì mattina sono partita x la posh Port Douglas. Ostello fichissimo, paesino molto bello. Il pomeriggio l'ho passato spalmata sulla sabbia della Four Miles Beach e poi a leggere su un'amaca nel giardino dell'ostello. La sera a fare la lavatrice..
Il giorno dopo: nuvolo. Cheppalle..
I miei progetti spiaggistici sono sfumati, così mi sono data da fare e ho prenotato la prossima tappa e poi mi sono buttata nell'esplorazione del paese, alla cui estremità c'è la chiesetta di St Mary by the sea, pare chiesa più quotata in Australia x i matrimoni. Se ci si vuole sposare li , bisogna rassegnarsi a scalare una lista d'attesa di anche due anni. Io 'sta cosa non l'ho mica capita: ok, e' carina e tutto, bianca, che si affaccia sul mare, ma il cesso di casa mia e' più grande..
Va beh. In un attimo di fitness estremo, mi sono infilata un paio di pantaloncini e ho corso al crepuscolo lungo i vialetti puliti e ordinari di Port Douglas. La sera accendo il cellulare italiano e mi trovo un SMS di Gianni che testuale mi dice: Ciao Mary, volevo dirti che stanotte e' nata mia figlia. Un bacio.
Io lo sapevo che la fine del mese scorso era il termine della gravidanza, era stato lui stesso a dirmelo quando ci eravamo sentiti all'inizio del mio viaggio. E ci pensavo. E anzi, credevo che già fosse nata. E la cosa non dico che mi facesse fare i salti di gioia. No. Neanche x il cazzo.
Pero'.
Pero'.
Pero' ricevere da lui un messaggio del genere, mi ha spezzato le gambe.
Ho passato la notte insonne, a rigirarmi nel letto come un grillo. La sera a piangiucchiare come una minchiona.
Oh, lo so, si sta facendo la sua vita e tutto quello che volete voi.
Pero'.
Pero'.
Non posso fare a meno di pensare che ero io a stare insieme a lui. Ero io quella che rideva con lui. E quella che sentiva le farfalle nello stomaco quando dovevo vederlo. E sempre io quella a cui aveva confermato sempre incondizionato amore.
E ci sto ancora male. Nonostante tutto. E la consapevolezza di dover chiudere questa porta per sempre mi fa male. Non ci riesco. Forse ha ragione la mia Silviotta quando dice che mi passera' quando m'innamorero di nuovo. Puo' essere. Pero' intanto io mi sto costruendo intorno un muro impenetrabile e guardo con scetticismo e sarcasmo ad ogni uomo e ad ogni relazione amorosa.
Quindi, la cosa su fa ardua.
Semplicemente voglio evitare di soffrire ancora così tanto per qualcuno. Ho paura di venire tradita ancora. Ho paura di aprirmi ancora e rendermi di nuovo così sprovvedutamente vulnerabile.
Una paura fottuta. E una consapevolezza della libertà estrema di cui godo ora e di cui non voglio privarmi per niente e nessuno al mondo.
Va beh.
Tornando al viaggio.
Giovedì mattina, dopo la notte insonne, sono stata prelevata fuori dall'ostello da un pulmino, direzione Cape Tribulation.
E il nome e' tutto un programmino.
Non sono ancora in grado di caricare le foto, quindi, come al solito, googlate.
Brevemente, e' un piccolo insediamento a nord di Cairns, immerso nella foresta pluviale, ai piedi della quale c'e il mare e la, udite udite, Grande Barriera Corallina. Dopo l'attraversamento del Daintree River, pullulante di coccodrilli d'acqua dolce (quindi quelli piccoli, massimo SOLO 5 metri..) che si vedevano placidamente spiaccicati a prendere il sole sulle rive, siamo arrivati a Cape Trib, come la chiamano quelli del posto. Riassumendo, immaginate un posto del tipo: alberi stranissimi ovunque, palme stratosferiche, rampicanti e liane, farfalle con forme e colori mai visti, grandi, piccole, ragni giganti, ma anche piccoli, casuari, ecc. il tutto condito dal 500% di umidita'. Praticamente il paradiso in terra. La prima notte l'ho passata sognando d'insetti e mi sa, urlando nel sonno x gli spaventi. Una delizia immaginate x i miei fantastici compagni di stanza: Andre, Anja e Jennifer. Trio tetesco di Berlino che mi ha tenuto compagnia x il resto del viaggio.
Voto 10 ai teteschi!!
Spero di rincontrarli da qualche parte prima o poi.
Forse l'antidoto all'eremitaggio e' conoscere le persone giuste per me. Maybe. Al solito, lo scopriremo solo vivendo.
Mi ha appena chiamato Maria Grazia, la mia super pazza capa di Sorrento. Mi mancava sentirmi strillare nelle orecchie..
Va beh, mi sa che vado a curcarmi, mi sento come se mi fosse passato un carro armato sopra.
Finisco dicendo che ieri mattina mi sono immersa nella barriera corallina!!! Fantasticissima!!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Mary....con questo blog quasi quotidiano mi stai facendo viaggere un pò insieme a te !!!
gianluca

Mary ha detto...

Gilly!!!! Mi manchi!