mercoledì 1 settembre 2010

King's Canyon e gli strani casi della vita

Leggendo il mio diario di viaggio mi sono resa conto di aver omesso un particolare importante della sera del precedente post. Vi consiglio di andare a rileggere la fine.
Il giorno dopo, come al solito intirizziti dall'umidità e dal freddo notturno, sgombriamo tenda e sedie ecc. e ci dirigiamo alla volta del Kings Canyon.
Mentre ci sistemiamo bene per la camminata, nel parcheggio sento due ragazzi parlare animatamente in italiano. Quando gli passiamo di fianco gli dico, dai, ragazzi, non litigate. E ridiamo tutti insieme.
E si parte, i primi 100 metri del track sono tutti in salita, in salitissima, 100 metri di gradini sfiancanti. Picchia un vento della madonna. Tra me e me dico, beh, se non ti becchi una polmonite oggi, non te la becchi più.
Dopo l'ascesa però il paesaggio è mozzafiato.
Non riesco a trovare il pulsantino qui per aggiungere le foto, mannaja..
Va beh, dopo guardo e se ci riesco, vedrete..



Intanto mentre camminavamo incrociavamo sempre il terzetto, i due italiani col tedesco androgino. Finchè arrivati nella parte chiamata Garden of Eden, l'androgino decide di farsi un tuffo in acqua. Ghiacciata. L'abbiamo preso per il culo. E poi abbiamo chiacchierato un po'. Simpatici. Freddy, che si fa chiamare così perchè in Australia pronunciare il nome Federico è impensabile, mi dice che anche loro dopo il canyon andranno verso Alice Springs. Magari ci si ribecca, allora, si, dai.
Dopo la sfacchinata del canyon, andiamo nella picnic area e ci facciamo un pranzetto a base di 2 minutes noodles e pannocchie.
Trovare dei bagni con l'acqua corrente mi sembra un miracolo della tecnologia. Dopo esserci rifocillati risaliamo in macchina e prendiamo l'unsealed road, una strada di terra battuta che congiunge il canyon con Alice Springs. A metà strada ci fermiamo a guardare gli Henbury Meteorite Craters che come appunto dice il nome sono dei crateri lasciati nel terreno da meteoriti mille migliaia di anni fa. Appena arriviamo sul posto, un metro davanti a noi, oltre il parcheggio c'è un tipo che piscia in piedi. Lo guardiamo e iniziamo a ridere, lui ci sente arrivare e si sposta giusto di un metro. Scendiamo dalla macchina, ci sente parlare e ci chiede da dove arriviamo. E' visibilmente non lucido. Quando Jerome e Coralie dicono di essere francesi, questo inizia a parlare in un fraco-inglese e ci chiede se fumiamo. Ci guardiamo, mah, seguiamolo. Apre la portiera di un fuoristrada che sembra provenire dal futuro e tira fuori un bong. Va beh, dai, lasciamo stare. Allora ci offre delle birre, mentre ce le porge, ci dice, ragazzi, queste non ve le ho date io, ok?!
Ok.
Si unisce a noi e inizia a lamentarsi, ma davvero dobbiamo camminare tutto 'sto tempo? E noi, ma dai, è lì, it's just there. Just there? Just there seems a fucking long distance from here, you know?
Che tipo.
Quando i suoi compagni di viaggio, due aborigeni e un bianco, tornano indietro dai crateri, lui torna indietro con loro e ci lascia alla nostra passeggiata.
Posto non molto suggestivo, se non dicessero che sono crateri formati da meteoriti, sembrerebbero dei normali avvallamenti.
Perplessi, con le lattine di birra in mano facciamo per tornare alla macchina. Chiudiamo il cancello del sentiero dietro di noi e con la coda dell'occhio vediamo la macchina del terzetto italiani/tedesco androgino che arrivano. Proprio in quel momento arriva un'altra macchina, scende una ragazza, gli italiani la guardano ed esplodono in un urlo di gioia: Luisa!!!
Noi tre ci guardiamo, pensiamo alla nostra scritta col bastoncino a Uluru del giorno prima e dopo due secondi siamo letteralmente piegati in due dal ridere. Da lacrime..
Pensa un po' com'è piccolo il mondo!
Arrivo ad Alice Springs in serata, spesa e check in in una caravan park di lusso. Facciamo barbecue con carne e patate, lavatrice e doccia.
Goduria.
La sera chiamo mia madre che mi cercava praticamente da una settimana perchè mio fratello si era dimenticato di recapitarle il mio messaggio di momentanea assenza per un po'.
Messaggio con Brandon, il canadese più bello del mondo e indovinate un po'?
E' a Brisbane coi due Mattia trovati per strada dopo che li abbiamo incontrati noi in settimana. E lui non li conosceva nemmeno, mi scrive tipo, sono a Brisbane con due italiani che dicono di averti conosciuta a Katherine, li ho tirati su a Three Ways e sono venuti qui con me.
Pazzesco.

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