martedì 30 novembre 2010

E l'aria di premestruo

Oggi mi sono sparata ben tre e dico TRE film.
Ho iniziato con un musicale "Walk the Line" con il sensualissimo Joaquin Phoenix, film che ripercorre la carriera musicale e la vita amorosa del mitologico Johnny Cash.
Poi sono passata all'introspettivo "Un'altra donna" di Woody Allen, con la protagonista di successo che scopre che in realtà la sua vita è unammerddda.
E infine, dopo un fallito tentativo di guardare quello che mi stava già angosciando "Ultimo tango a Parigi", sono passata al super premestruoso e piagnucoloso "Non ti muovere".
Una martellata sulle ginocchia mi avrebbe fatto meglio..
La mia giornata è stata il massimo del fancazzismo, mi sa che mi sta per venire il culo quadro, anzi ce l'ho già. In più sto magnando come un maiale e il sovrappeso che già si faceva sentire in Australia sta salendo vertiginosamente, non voglio pensare a quello che verrebbe fuori se facessi gli esami del sangue..
Appena ho qualche soldino mi riscrivo in palestra o appena mi mandano i pacchi da Melbourne, torno a correre con le mie runners. Magari smettere di mangiare stronzate a tutto spiano mi farebbe anche bene, no?!
Va beh, vado, va, vi lascio la foto della torta di compleanno che ho fatto ieri per mio padre. Domani primo giorno di lavoro alla casetta di legno, dalle 13 alle 21, mi vestirò a triplo strato per il freddo, potrei spalmarmi del grasso di foca addosso.
Si, cazzeggio e sparo cazzate, si, però che due palle 'st'Italia...

domenica 28 novembre 2010

Ho fatto LA CAZZATA

Si, quella con la "L" maiuscola.
Sono ormai quasi 3 settimane che sono tornata in Italia.
E me ne sono pentita amaramente. AMARAMENTE.
E' una botta pazzesca.
L'ultimo anno della mia vita l'ho passato in un posto così diverso da quello a cui ero abituata, che me ne sono innamorata.
Questo anno mi è servito a tantissime cose: mi è servito per perdermi e poi ritrovarmi, m'è servito a realizzare che la vita che facevo qui non m'era mai piaciuta, m'è servito a migliorare il mio inglese, m'è servito a conoscere persone nuove e un ramo della mia famiglia dall'altra parte del mondo, m'è servito a discernere le persone che voglio tenere nella mia vita e quelle a cui posso dare un calcio nel culo, m'è servito a capire il valore della mia famiglia qui, mi ha messo in testa una frenesia del movimento che spero non si spenga mai.
Lo sapete, sono metereopatica e l'inverno nuoce gravemente al mio umore.
In più sono senza sordi e le prospettive di lavoro qui, sono praticamente nulle a meno che sia disposta a mettere sotto i piedi dignità personale e idee di guadagno.
Come se non bastasse non c'ho voglia di vedere nessuno e tutto il tempo libero che ho (tutto) lo passo a cazzeggiare e a non produrre niente.
=
Voglio scappà!
Vediamo, vediamo.
Intanto un lavoretto sottopagato e al freddo e al gelo, ma che in compenso dura solo fino a Natale l'ho trovato, poi vediamo cosa mi farò riservare dal futuro.

lunedì 15 novembre 2010

Tadaaaaaaaaaaaaa

E fu così che martedì 9 novembre, quasi una settimana fa, sono scesa dall'aereo che mi ha portata da Melbourne a Milano, attraverso un'Abu Dhabi in festa per il gran premio di Formula 1.
Dopo un viaggio allucinogeno con 8000 valigie e 0 aiuto da nessuno sui treni delle Ferrovie Nord, sono scesa in stazione a Bovisio. Sulla banchina piovosa chi c'è?
Mio cugino Marco; lo guardo, mi avvicino arrancando e gli urlo: "Uè, terrone maledetto!!" Si gira, mi guarda, strizza gli occhi per vedermi meglio: "Noooooooooo!! Cazzo ci fai qui?!? Ma quando sei arrivata?!?!?" Abbracci e pacche sulle spalle.
Gli chiedo se può venire a casa mia a suonarmi il citofono, voglio fare una sorpresa ai miei. E si, lo fa. Mi viene a prendere Alberto, il padre di Mario, che sapeva che sarei arrivata, carica le valigie sul furgone e poi mi molla in cortile, dove Marco mi sta aspettando.
Pioviggina, è tutto umido e freddo, Marco citofona, risponde mio padre: "Ciao zio, sono Marco, mi apri?". La porta si apre. E salgo. Alla fine delle scale c'è mio padre che sta accendendo la luce per "mio cugino", lo sguardo rivolto verso la cucina "Allora, Marco" intanto inizia a girarsi verso di me "Come an..." e si blocca. Al posto di suo nipote, c'è sua figlia. Lo guardo e scoppio a ridere, salgo gli ultimi scalini e lo abbraccio. Mia madre nell'altra stanza ha sentito la mia risata e in un nanosecondo si materializza di fronte a me. E iniziano le lacrime, sue, io rido come una cogliona. "Amore mio, quanto mi sei mancataaaaaaaaaaaaa!!!!".
Avevo chiesto a mio cugino di immortalare il momento da dietro, ma s'è dimenticato, cazzo. SIAMO TUTTI SVAMPITI IN QUESTA FAMIGLIA.
La seconda domanda che mi ha rivolto mia madre era cosa volessi da mangiare. Tipico. E poi da lì è partito il girone delle sorprese, tutti sono stati strabiliati, sono passata dagli zii, e poi sono arrivati tutti i cugini, Tony quando mi ha vista nascosta dietro la porta mi ha abbracciata e sollevata da terra, Matteo mi avrà abbracciata 5 volte e io ridevo.
Che ridere.
La sera però, mio fratello mi ha sgamata, prima di andare da lui ho detto a mia madre di chiamarlo per vedere se era in casa, lui ha pensato che di solito i miei di sera non ci vanno e ha fatto due più due: entrati nella sua via in macchina, erano tutti affacciati alla finestra. Azzo.
Il mio nipotino ha fatto tutto il timidone all'inizio, mi parlava senza guardarmi, ma poi è passata.
Ho fatto la sorpresona.
L'unica cosa che rimpiango è non aver registrato il tutto.
Mitico.

mercoledì 3 novembre 2010

E' forse il caso che racconti il roadtrip? Me sa di si..

Eccomi di nuovo nella chill Melbourne, da quasi una settimana ormai.
Io amo follemente questa città..
La primavera qui un po' scoppia e un po' no, l'abbronzatura se ne sta andando, mannaja, ma non ci scoraggiamo, dai! Tra cene di qua e di là, visite nella city e cazzeggio, mi sono lasciata un pelino andare. Ma la vostra eroina è sempre qui.
Allora, qui sotto potete vedere quello che a grandissime linee è stato il percorso che abbiamo fatto, eccezion fatta per il Kakadu, che avevo già visto insieme a Coralie e Jerome.

Io ora non mi ricordo esattamente i giorni, anche il mio diario personale l'ho aggiornato pochissimo, quindi cartina e foto alla mano, racconterò.
Come ben sapete il primo giorno di viaggio, il 5 ottobre, siamo fuggiti da quell'odiosa città di Darwin, pozzo umido e rovente senza fondo e dopo quasi 400 km abbiamo fatto sosta nella mia amata Katherine.
E' stato emozionantissimo rientrarci dopo 3 mesi di assenza. La wet season si stava annuncinado e quello che era un bush secchissimo quando ero lì stava prendendo colore; l'aria era carica di tensione, la tensione che nella stagione a cavallo tra il dry e il wet si scarica in una selva di lampi e tuoni che preannunciano temporali epocali. Io ero l'eccitazione in persona. Appena Cat ha stoppato la macchina fuori dal cancello io sono zompata dentro e come sapete ho fatto la sorpresona a Tony.
Non c'è niente da fare, io quel posto lo amo all'inverosimile..
Dopo Coco's, un veloce cono gelato da 50 cents al Mac dove ho pure incontrato Laurie, la ragazza inglese dei primi giorni a Katherine e via, verso Sud Sud-Ovest.
La prima notte ci siamo fermati da qualche parte tra Katherine e Kununurra (si pronuncia cananarra), esattamante qui:

Notte caldissima la prima e quelle a venire anche.
Da asfissiare nella tenda.
Il giorno dopo abbiamo superato il confine con il Western Australia e quando ci hanno detto che sul border ci avrebbero fatto buttare tutta la frutta e la verdura fresca è partita la gara a cercare di mangiarne il più possibile.
Il caldo era infernale e l'idea di buttarci nelle fresche acque del Lake Argyle,
ci ha elettrizzati. E' un lago artificiale, ABNORME! In effetti poi l'acqua faceva cacare, il fondo era pieno di cespugli di alghe enormi dai quali ti aspettavi di veder uscire qualsiasi animale acquatico mortalmente pericoloso, per cui, dopo 5 minuti c'è passata la voglia..
Nel pomeriggio siamo arrivati a Kununurra, ci siamo fermati per far raffreddare la macchina e mangiare un gelatino, siamo subito stati attorniati da aborigeni che volevano che gli dessimo uno strappo al bottle shop più vicino, perchè evidentemente loro non potevano comprare alcoolici. Sad.
Leggendo la guida abbiamo scoperto che qualche decina di km più a nord c'era un baobab prigione e volevamo andare a vederlo, abbiamo girato il muso della Falcon in quella direzione, ma non abbiamo tenuto conto del fatto che avrebbe fatto buio molto presto, per cui, ci siamo subito messi a cercare un posto in cui accamparci; e abbiamo trovato una information bay, vuota, fantastica!
Anche lì la notte è stata soffocatissima..