venerdì 10 dicembre 2010

Complemese italiano

Non so, non ho tenuto un registro metereologico da quando sono tornata, ma il tempo ha fatto, si, abbastanza cagare qui. Oggi è stata un giornata ventosissima qui nella metropoli padana, per cui il cielo è stato molto terso; anche stasera e entrando in cortile dalla stazione, ho alzato lo sguardo e ho visto le stelle. Potrà sembrare assurdo, ma tra che non sto avendo nessun tipo di vita sociale (di mia spontanea volontà) e tra che nevica e piove e c'è nebbia e tutto lo schifo invernale che potete ben immaginarvi, da quando sono tornata io il cielo di notte non l'avevo ancora guardato.
Ed è stato strano vederlo a testa in su.
Per un anno della mia vita l'ho visto a testa in giù e mi faceva battere il cuore inverosimilmente sapere che stavo vedendo stelle sconosciute a chi non ha mai varcato l'equatore, ed era assurdo vedere per esempio, Orione capovolto. E quante, quante stelle, così vicine da sentirsele cadere addosso. E quante stelle cadenti, in qualsiasi giorno o mese dell'anno.
L'Australia mi manca, un sacco. E mi mancano tante sensazioni che provavo lì. L'isolamento dal resto del mondo, in senso geografico, in senso naturalistico, in senso di densità di popolazione. Mi piaceva, cazzarola, un sacco.
Oggi ho chiamato l'estetista per prendere appuntamento per una ceretta; credevo avesse posto subito, domani o dopodomani e invece mi ha dato appuntamento per martedì e mi sono resa conto che io martedì non so cosa farò. Ed è una cazzata, lo so, ma l'idea di non avere un futuro prestabilito, di non sapere con assoluta certezza quello che starò facendo quel giorno, mi piace.
Ed è questo che mi piaceva lì, a 17000 km da casa.
Come mi piaceva svegliarmi nel mezzo della notte e per una manciata di secondi non sapere dove mi trovassi: quella sensazione di disorientamente mi faceva impazzire di gioia.
Io amo l'imprevedibile, ormai l'ho capito. Devo attrezzarmi per rendere la mia vita il più imprevedibile possibile.
E ho pure fatto la rima.
Notte!
:)

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