domenica 16 gennaio 2011

E la latitanza

Cari, sono sempre viva, ma latito.
Sono ormai già due mesi che sono tornata al Bel Paese e se penso a questo periodo l'unica cosa che mi viene in mente per descriverlo è una palla informe e lattiginosa, inconsistente, insonorizzata.
E' così che mi sento, nè bene, nè male, sono un miliardo di pensieri in contemporanea e sono molto sulle mie.
Penso e penso e penso e penso.
E poi ripenso.
Non sto male, no.
Però, si, sono molto sulle mie.
Ma ci sto bene sulle mie.
Piano piano sto aprendo degli spiragli al mondo circostante, ma: un po' mi caco sotto per paura di non essere inchiappetata appena mi giro, un po' non me ne frega, un po' so che ripartirò quindi è come se già non fossi più qui, un po' boh.
Insomma, è come se da due mesi stessi lì a rigirarmi nel letto, sotto strati e strati e strati di piumone, aspettando che le temperature si alzino quel tantino che basterebbe per poter uscire senza congelarmi.
Pragmaticamente poi, per chi mi vede, sono sempre la solita cazzona, per carità, quello che è cambiato è il mio atteggiamento di fondo e anche un po' le mie abitudini per quanto riguarda la sfera sociale.
Riassumendo il mio ultimo mesetto di assenza dal blog:
- ho trovato lavoro in un call center tristissimo sito a Milano, fine contratto il 31/01.
- ho incontrato la mia patata inglese poco prima di Natale e in una sera sono riuscita ad esibirmi in una delle mie solite figure di merda patologiche. Ve la racconto. Allora, io e Silvia ci sentiamo e ci mettiamo d'accordo per la serata. L'accordo prevedeva che finito di lavorare, tornassi a casa, mangiassi e poi partissi alla volta di Settimo Milanese per andare a prenderla a casa di suo padre e poi uscire per bere qualcosa insieme. Non mi sono fatta dare l'indirizzo, ma ero fiduciosa del mio incredibile e incrollabile senso quasi mascolino dell'orientamento. E ho fatto bene, perchè ci sono arrivata senza esitazioni o paure o smarrimenti. E prima d'allora c'ero stata solo un'altra volta in vita mia, tipo due anni fa. Quindi ero orgogliosissima di me, spaventosamente orgogliosissima. Tant'è che Paolo mi ha chiamata proprio nel momento in cui parcheggiavo e non ho fatto altro durante la telefonata che autolodarmi senza fine. "Minchia, ma sono troppo una figa incredibile, teribbileeeeee!!!". Quindi scendo dalla macchina e suono al citofono, attraverso il cortile ed entro nel palazzo e tra me e me esclamo: "Azzo, non mi sono fatta dire il piano! Il piano non me lo ricordo.. Va beh, salgo e leggo i nomi sui campanelli, dai.." E salgo, al primo piano niente nomi sui campanelli, secondo uguale e così via. Decido di chiamarla e di chiederle a che piano sta. Secondo. Ok, torno giù in ascensore perchè ora ho perso il conto dei piani e non vorrei sbagliarmi. Esco. Davanti ai miei occhi il pianerottolo con 3 porte. E mo' qual è?! Provo con la prima, mi apre un tizio in pigiama, lo guardo, no, non è il padre di Silvia, è un uomo giovane, fa capolino di fianco a lui una donna. "Ehm, scusi, sa dove abita il Sig. Paolini?" e lui mi indica l'appartamento dall'altra parte. "Ah, ok, scusi, mi scusi tanto per il disturbo" Porta richiusa. Giro i tacchi, suono all'appartamento indicatomi da pigiama con donna al fianco. Sono già un sorrisone unico al pensiero che dietro quella porta ci sia la mia passerona inglese che tanto amo. Suono. Attimi di suspense e.. Uomo in tuta. Sconosciuto. Occazzo. Mi squilla il cellulare, è lei. "Ma dove cazzo sei?" "Eh, Silvia, sono al secondo piano, dove sei TU piuttosto, esci sul pianerottolo, cazzo!" "Ma io sono già sul pianerottolo!!"
Avevo sbagliato palazzo.
Cazzona me.
Avete presente quei palazzi nuovi con un solo citofono e un solo cancello, ma con dentro tipo 2, 3, 5 palazzi? Ecco.
Io avevo sbagliato palazzo..
Incorreggibilmente io.
- Ho passato il Natale con i miei, ma già dal cenone della vigilia ho iniziato ad avere del mal di stomaco. Visto che la vigilia si mangia pesce, quel giorno è stato lievissimo, ma il giorno dopo, grazie alla collaborazione di lasagne, carrè di maiale, pistacchi, olive, carciofi, ecc. il male oscuro è esploso e già nel pomeriggio del 25 ho iniziato la mia solita terapia d'urto composta da ettolitri di fermenti lattici, antiacidi prima dei pasti, Riopan gel dopo i pasti.
Nonostante questo, sono riuscita a non dimagrire.
- A Santo Stefano invece ho incontrato Simone, il mio Simie. Abbiamo passato un pomeriggio da pensionati nel salotto dei suoi, entrambi conciati come dei cessi per quello che evidentemente era un virus intestinale. Seduta sul divano mi ha cazziata per la mia vita, per il fatto che a quasi 30 anni mi ritrovo a dover lavorare in quel posto di merda e a non avere alternative valide dal punto di vista lavorativo, nonostante sia una ragazza sveglia e intelligente. Mi ha spronata a cercare di cambiare questa cosa con esempi e consigli pratici e si, ci sto pensando seriamente, però ora non è la carriera ad interessarmi. Mi ha detto che visto che ho un indubbio talento naturale per diverse cose potrei scegliere una cosa tra queste e mettermici sotto. Ha ragione, completamente ragione. Ma per farlo ora dovrei fermarmi, se non qui, somewhere else, è fermarmi non è assolutamente quello che voglio.
Per ora almeno.
Con Simie sempre ho fatto una pizzata fuori insieme ad altra gente e ci siamo divertiti. Io amo quel ragazzo.
- A capodanno sono stata con Marta e Cinzia, le mie amichette di Dublino. Siamo andate alla festa in casa di un amico d'infanzia di Cinzia e ci siamo ritrovate a passare la serata a parlare per i cazzi nostri; da lì intorno alle due siamo passate da casa di altri suoi amici e intorno a non so che ora siamo tornate a casa, alla casa storica di Cinzia, quella nel palazzo di fronte al quale io ho lavorato per due anni quando ancora io e lei non ci conoscevamo e la stessa casa in cui ora vive Silvia la romana. I casi della vita. Dopo pochissime ora di non sonno mi sono alzata e sono tornata a casa per farmi il pranzo a base d'imparrettati (tipica pasta calabra fatta in casa) con come special guest uno zio Ciccio in hangover a causa di una bottiglia di anice che s'era scolato da solo la sera precedente. :)
Priceless.
- La prima settimana dell'anno invece l'ho quasi praticamente tutta passata insieme a Mario, in quasi licenza premio con soli due figli su quattro. Dopo cena sono sempre andata a casa di sua madre e una sera le ho fatto il famoso piatto indianeggiante con pollo, curry e ananas. Una bomba. Sabato pomeriggio poi sono andata ad ASti con lei e sono tornata in Padania capital domenica sera.
- Questa settimana è stata massacrante invece.
Ho iniziato un nuovo corso di formazione per il lavoro e mantenere l'attenzione vigile per 8 ore è stancante e difficilissimo soprattutto se la notte precedente non hai dormito per un gazz.
Lunedì sera da Silvia la romana, a letto alle 3.
Martedì sono entrata nelle maglie di un qualche universo spazio temporale parallelo e sono andata a dormire intorno alle 2.
Mercoledì cena e cinema con Gianluca e anche lì, a nanna alle 2.30.
Giovedì a casa di Sara, ci siamo buttate a letto con tanta buona volontà di dormire, e anche prestissimo, alle 21, ma poi l'inevitabile destino che ci lega (lo sparacazzatesimo) ci ha tenute sveglie fino a non so che ora; quando poi siamo crollate, ci hanno pensato i gatti a tenerci sveglie, saltando sul letto all'improvviso, facendo le fusa, praticando strani riti di sudditanza felina e di leccaggio reciproco.
Ieri sera poi, cena delirante col cuginetto Teo all'osteria "Alla Grande", nella baggio vecchia. Vi dico solo che è iniziata con me che gesticolando mentre parlo con una bruschetta in mano, PLOF! mi scivola mezzo pomodoro dentro la brocca del vino: disattenzione che ci ha costretti a bere del vino oleoso con chiare note di origano e pummarola.. Si, lo so, devo farmi curare, sono un pericolo pubblico.
E' finita che all'una di notte è arrivato il titolare del posto che ci ha cacciati praticamente via, regalandoci a me una sambuca (la seconda) e a Teo un grappino.
Non so se il mischiare vino e bruschetta sia dannoso, ma stamattina, dopo tipo 5 ore di sonno movimentato mi sono svegliata per un mal di testa incredibile che mi ha costretta ad alzarmi; giusto in tempo per accogliere calorosamente il mio nipotino in gita dai nonni e giusto in tempo per strafarmi di fatica per giocarlo tutto il giorno. Mi sono anche esibita in una doppia sessione di parrucchieria facendo la cresta a lui con la macchinetta e mettendo i bigodini a mia madre, con Cristian che mi faceva da assistenze porgi bigodini e stecchini.
Poi, sempre oggi dopo cena sono andata a salutare Mariarosa, altra cuginetta fantasticosa.
Insomma, che dire, SONO STRAFATTA DI SONNO, per cui, ora mi vado a lavare i denti e poi mi sbatto sul cuscino ad oltranza..
Notte.

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