mercoledì 2 febbraio 2011

E lo stresso

Settimana scorsa è stata una delle mie solite settimanine grottesche e stancanti.
Lunedì non me lo ricordo nemmeno cos'è successo, molto probabilmente niente.
Martedì sono a lavoro, tranquilla tranquilla e Lady Mara arriva da me e mi dice: "Guarda che c'è Sara che sta male".
Ok, mi stacco, mi metto in pausa e salgo. Ha gli occhi arrossati e la faccia sofferente, la guardo, non ce la fa. Ok, dai, andiamo, ti porto a casa. Di fianco a noi ci sono i responsabili del call center. Gli dico che mi porto via Sari, che chiediamo entrambe due ore di permesso, compilo i moduli, la prendo, me la trascino fino a giù in macchina. "Allora, prendiamo le vie secondarie che in teoria non potrei circolare". Ok, bene. Bene.
Riusciamo ad arrivare da lei, faccio il giro dell'isolato per trovare parcheggio, non ce n'è, "Dai, scendi qui al portone, lascia la porta aperta e poi io salgo, intanto vado a parcheggiare la macchina".
E mi sento tutta Madre Teresa di Calcutta. Sto aiutando la mia amica che sta male. Sono una super eroina.
Quindi parcheggio, salgo su e passo la serata insieme a lei. Ci spariamo film su film e ci distraiamo dal male.
Passo la solita notte insonne a causa di Nini e Ciro, i gatti che continuano a saltare sul letto, Ciro si prende addirittura la libertà di sbattermi il muso in faccia. E io non ce la faccio, quei gatti mi fanno troppo ridere.
Quindi, prima notte insonne.
Il giorno dopo, durante la pausa mattutina mi viene in mente che non ho detto a Sari dove ho parcheggiato la macchina, quindi la chiamo, lei è ancora a letto, con una voce da oltretomba mi risponde e le dico dov'è la macchina, nel caso in cui le servisse e mi risponde: "Ah, bene, dove stamattina fanno il mercato".
Occazzo.
Occazzo.
Occazzo.
"Ok, vado a vedere e ti faccio sapere".
La richiamo dopo 10 minuti e da lì parte il mio merdoledì di passione.
HANNO PORTATO VIA LA MACCHINA.
NO.
No, non può essere, non posso essere così idiota.
No.
E' impossibile.
I fatti. Ho portato la mia amica a casa e non le ho detto dove le ho parcheggiato la macchina. Questa amica sta vivendo un periodaccio sotto diversi punti di vista, molteplicissimi punti di vista. Non è bello aggiungere preoccupazioni ad amiche che già stanno male. Soprattutto perchè questa preoccupazione in più costerà anche a te del denaro.
No, non è proprio bello.
Quindi per il resto del giorno spendo un'intera ricarica telefonica nel disperato tentativo di scoprire dove cazzo hanno portato la macchina e a farmi compagnia c'è stata la deliziosa burocrazia italica.
Niente, alla fine l'abbiamo trovata, ma non potevamo andare a prenderla quella sera perchè mancava il tagliandino dell'asiscurazione sul cruscotto quindi bisognava andare in assicurazione e poi fare la denuncia ai carabinieri per lo smarrimento.
E quel giorno non se n'è fatto niente.
E io ero anche in premestruo. Volevo morire.
Quindi, notte di scazzo quella.
Al mattino sveglia all'aba, direzione stazione centrale e poi Sion, Schwizzera.
La giornata lì è andata via liscia. Sul treno del ritorno insieme ai colleghi ci scoliamo due litri di vino, uno di quello di mio padre, quello fatto giù, in garage.
:)
Arrivo a casa a mezzanotte, disfatta. Non dormo a causa di proposte spinte ricevute durante la serata.
Il giorno dopo sono di riposo, ma mi sveglio comunque presto per andare con Sari a prendere la macchina.
E a Quarto Oggiare per prenderla, in Isola per portarla dal meccanico per la revisione, dai vigili urbani per la denuncia del tagliandino. E poi Sari viene a mangiare a casa mia, spaghetti coi purpetti di mammà e poi la riporto a casa a Milano e mi scorrazzo mia madre per centri commerciali per prendere una cyclette.
Alle 4 del pomeriggio mi butto esausta nel letto, un'oretta di sonno e poi arriva la mia cuginetta.
Ok, get up.
La sera, in tuta, con Sari vado a vedere Alessandro Fiori a Radio Popolare. Carinissimo.
Questa la canzone che mi ha fatto quasi piangere.

Ci sono andata in tuta di proposito perchè poi voglio sgattaiolare a casa e dormire della grossa. Ci facciamo una birra insieme a Mauro, dalle cui labbra esce uno dei racconti più esilaranti che io abbia mai sentito in vita mia, roba da smaccare la faccia sul tavolo dal ridere...
Poi accompagno Sari al Frida, dicendole che non mi fermerò perchè sono stanca morta.
"Ma dai, c'è la Cole".
Ok, vengo a salutare la Cole.
E mi prendo un'altra birra.
E iniziamo a giocare ad un gioco di carte che mi vede perdente non so quante volte.
E si sono fatte le due del mattino e ci sbattono fuori dal locale.
No.
Non ze la posso fare.
Mi butto nel letto all'alba delle 3 del mattino.
Alle 7.25 sveglia. Si va a lavoro.
Mi porto un libro, dai, sciallo, non ci sarà niente da fare, figata.
E invece no. Mi mettono di spalle al gabbiotto dei supervisor. Porca troia.
Ad un certo punto, sul mio blocchetto degli appunti scrivo a caratteri cubitali: "UCCIDETEMI".
E lo mostro a più persone possibili, sperando che qualcuno accolga la mia supplica.
Invano.
Incredibilmente quando esco da lavoro mi riprendo, sento Jessica, programma cinema tranquillo.
Ceno con due calzoni e 'na bbirra. Anche il mio nipotino con noi. Tutto i giorno ha chiesto di me e mentre mia madre impastava i calzoni, lui mi ha fatto tanti pallini di pasta di pizza, tutti apposta per me.
Jessica sente Albo e lui di sua spontanea volontà decide per noi che andiamo a vedere "Il discorso del Re".
E andiamo.
Provo dei jeans, ma mi stanno tutti incredibilmente stretti, quindi scivolo in una gonna e vado.
Il film è davvero incredibile, lui, Colin Firth pazzesco.
Dopo il cinema una birretta e anche qui ce ne andiamo quando ci sbattono fuori.
Alle 4 del mattino collasso sul letto.
Alle 11 un bambino di 4 anni che solitamente amo alla follia inizia ad urlarmi nelle orecchie di alzarmi.
L'ho odiato con tutta me stessa.
Ed è finita che domenica pomeriggio mi sono inchiodata al letto.

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