sabato 26 febbraio 2011

Motocicletta 10HP

Tutta cromata, è tua se dici siiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Di ritorno da una cena a casa di Silvia.
La stessa Silvia che mi ha spezzato il cuore più di mezzo anno fa.
Da un po' ho deciso che mi sono rotta il cazzo di pensare continuamente a quanto mi abbia spezzato il cuore e che basta. Quindi, da un po', poco poco, è rientrata nella mia vita.
E sono contenta.
Mi ha cucinato il risotto col riso basmati e le zucchine. Bono. E poi TANTO pecorino romano. Forte.
Abbiamo parlato, parlato, mangiato, bevuto l'ormai leggendario e impareggiabile vino della cantina sociale Bonazzy, visto video suoi di teatro, scorso qualche foto mia dell'Australia, riparlato e poi fumato.
E la sensazione che sia tutto ok.
Ed è spuntato Lucio. Non si può non ascoltare e vedere Lucio.
Poi mi sono resa conto del mio appiedamento e dovendo tornare coi mezzi ho iniziato la traversata verso la Brianza che conta.
Ma come si fa a tagliare la voce a Lucio, così d'emblé?
Non si può.
E infatti ho continuato a cantarlo fino in stazione, Repubblica. Con l'ipod.
L'entrata laterale. Grigia e vuota, così da anni. Quando ci entro ho sempre l'impressione di essere capitata nella scenografia di un film di fantascienza in cui tutta la popolazione mondiale è morta d'improvviso senza lasciare tracce e io sono l'unica sopravvissuta. Lì. Grigia, vuota e verde "ferrovie nord". Col cartello degli orari a tasselli che ruotano.
Belli.
Nessuno.
Fisso il cartellone per vedere su che binario sarà il mio treno, nelle orecchie Mi costa una vita, per niente la darei, ma ho il cuore malato e so che guarirei. Oltre alla musica sento la mia voce, che mai così lisciamente e pettinatamente ha intonato questa canzone. E mi sono ritrovata a pensare che anche questa città di scappati di casa offre momenti preziosi per chi li sa trovare. E ho continuato.
Non dire no, non dire no, non dire no, non dire no.
Lo so che ami un altro, ma che ci posso fare
Io sono un disperato, perchè ti voglio amare, perchè ti voglio amare, perchè ti voglio amare, perchè ti voglio amare,
Stanotte
Adesso
Si
Mi basta il tempo di morire,
Fra le tue braccia così,
Domani puoi dimenticare domani, ma adesso dimmi di si
Non dire no, non dire no, non dire no, prendi tutto quello che ho
Mi basta il tempo di morire, fra le tue braccia così,
Domani puoi dimenticare domani, ma adesso, adesso dimmi di si, adesso dimmi si,adesso dimmi di si
Non dire no, non dire no!
Io non so perchè quest'ometto riesce a tirarmi fuori questa forza, questa gioia e questa voglia di cantare. E insieme questa sensazione di lacerante malinconia.
Stasera ho avuto la consapevolezza di entrare nella mia vita nella quinta era Battistiana.
La prima ha avuto inizio qui, proprio dove sono ora, nella mia stanza in casa dei miei, sul mio letto, con nello stereo di mio fratello la cassetta doppia coi successoni e io che lo conosco e imparo i brani a memoria. In questa fase più volte dopo l'ascolto di "Fiori rosa, fiori di pesco" mi sono ritrovata a cantarla a squarciagola da sola sul balcone.
Poi l'arrivo del grunge e dei Nirvana ha ucciso il tutto.
Ma il feticismo grunge passa ed eccoci nella fase Robert. Ore ed ore passate ad ascoltare il grande Lucio insieme a lui, il mio ez ragazzo galeotto con una particolare sensibilità per la musica leggera italiana e per i film di Sylvester Stallone. Durante la nostra storia entra in scena la mia mitica punto azzurra, impossibile non "bruciare" un'intera cassetta in onore di Battisti.
E poi passiamo alla fase Gianni, la terza, quella in cui io e lui lo ascoltiamo in macchina insieme, io canto, lui ascolta entrambi (me e Lucio) con una mano sul mio ginocchio e la mia mano intrecciata dentro (dentro la sua, non dentro il ginocchio); e sempre a Giannino che mi dice che ogni volta che ha voglia di pensare a me e sentirmi vicina, ascolta Battisti.
Dopo il mollamento non sono riuscita ad ascoltarlo per mesi e mesi e mesi. Addirittura quando sono partita per l'Australia, il Lucio nazionale non figurava nemmeno tra le voci del mio lettore mp3. Poi un giorno a Sorrento, dopo poco meno di un anno, ci ritroviamo a fare le pulizie generali in casa, dopo una notte di luna piena passata in spiaggia in una back beach. Casa è una merda, c'è sabbia ovunque. MG è venuta a controllarci alle 9 di mattina e ci ha fatto una piazzata incredibile sullo stato della casa. Ok. Puliamo allora. Puliamo una casa enorme e per farcela passare mettiamo della musica. La mette Denis. E ascoltarlo mi fa male all'inizio, ma poi passa e diventa una piacevole abitudine tanto che quando sono in crisi, auricolari nelle orecchie, voce a squarciagola e passa tutto.
Tutto.
E ora sono nella quinta epoca. Quella della consapevolezza, del completamento di una parte del mio puzzle. E lui c'è ancora, con la sua voce incredibile, chiudo gli occhi e penso a te, grazie, Lucio.

Nessun commento: