martedì 26 aprile 2011

La versione di Barney


E quando stavo per finire il mitico Woody, ho chiesto alla mia adorata Lady Mara di comprarmi un libro in pausa pranzo. Un libro che pensava mi sarebbe piaciuto, qualcosa che mi consigliasse lei.
E mi ha preso questo. Ne avevamo parlato quando le avevo detto che ero andata a vedere il film, che m'era piaciuto tantissimo e lei mi ha rivelato che Barney era stato ed era uno dei personaggi che più aveva amato nella sua vita da lettrice.

La trama:
La vita allegramente dissipata e profondamente scorretta di Barney Panofsky, personaggio fuori misura, indifferente a tutto ciò che ottunde la vita. Una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate.

Trama molto breve, ma libro molto intenso, ripieno di contenuti, spunti letterari, riflessioni ciniche ed episodi spassosi e non.
In pratica è un'autobiografia di questo Barney che in vecchiaia decide di scrivere appunto la sua "versione" dei fatti della sua vita, in contrapposizione a quella di Terry McIver conosciuto nella sua gioventù bohèmienne nella Parigi degli anni 50-60.
E quindi, intrecciando presente e passato di epoche diverse, Barney ci parla della sua infanzia, dei suoi genitori, del suo background ebraico, della gioventù parigina in compagnia della corte di artisti, della sua amicizia con lo scrittore bello e dannato Boogie e del suo presunto assassinio, delle sue fantasie erotiche con l'insegnante francese del liceo, dei suoi matrimoni, dei suoi business e del suo incrollabile e un po' consolante (per noi donnine perennemente premestruate) amore per Miriam. Per non parlare dell'evidente senso d'inadeguatezza che i soldi e la carriera non hanno potuto cancellare; cosa che mi ha provocato molta empatia, non perchè abbia fatto soldi o carriera io, ma perchè ho capito molto come si sentisse sempre un pesce fuor d'acqua, un inquieto, cinico e ironico pesciolino fuor d'acqua.
Mi è piaciuto molto, e si, aveva ragione la mia Lady Marachella, il protagonista è fantastico. E reso molto bene dall'autore che lo caratterizza benissimo e ci fa sembrare proprio che a parlare sia lui, quel mattacchione e furbo e innamoratissimo Barney. Ho trovato tra l'altro molto interessante la descrizione della situazione Canadese e del conflitto interno tra popolazione anglofona e francofona.

Andiamo con le citazioni:

C'è stato un tempo in cui osavo sognare che Miriam e io, superati i novanta, saremmo spirati insieme, come Filemone e Bauci. E allora un munifico Zeus, con un lieve tocco del caduceo, ci avrebbe trasformato in due alberi vicini, coi rami che si sfiorano d'inverno, le foglie che s'intrecciano a primavera.

 Rivelando una sorprendente vena poetica, O'Hearne, senza togliermi gli occhi di dosso, indicò gli alberi e azzardò: "Chissà cosa direbbero, quegli olmi, se potessero parlare".
"Bè, facile, O'Hearne" rispose Miriam "Direbbero : veramente siamo aceri"

Ma guardami, pensavo, alla mia età sono qui a rimorchiare mignotte, e tutto perchè mi hai lasciato. Mi sono portato a letto la Vita di Samuel Johnson, libro da cui non mi separo mai - più che altro perchè, casomai spirassi nel sonno, è quello che vorrei mi trovassero sul comodino.

Izzy prese il bicchiere, lo vuotò d'un fiato, ed emise un fragoroso rutto. "Barney" disse con una vocina tremula "ti voglio bene". E di colpo, senza una ragione apparente, scoppiò a piangere.
"Cosa c'è, papà? Dimmelo, magari ti posso aiutare"
"Nessuno può aiutarmi"
Cancro, pensai. "Vieni qui, papà".
Si soffiò il naso e si asciugò gli occhi col kleenex che gli avevo passato. Intanto gli avevo preso la mano, e aspettavo. Dopo un po' sollevò il volto rigato di lacrime. "Tu non immagini cosa significa non poter più scopare tutte le volte che ti va".

Miriam ordinò la zuppa di piselli e io, chissà perchè, quella di aragosta, che mi fa schifo. E mentre la Prince Arthur Room cominciava a basculare, cercavo disperatamente una battuta fulminante, una aforisma letale, capace di stendere Miriam e far impallidire il ricordo di Oscar Wilde. Risultato mi sentii pronunciare le seguenti parole: "Ti piace vivere a Toronto?"

Poi mi passò di nuovo sulla faccia l'asciugamano umido e mi fece bere un bicchier d'acqua, reggendomi la testa con la sua mano fresca. Decisi che non mi sarei mai più lavato i capelli in vita mia.

Io non so, quel subdolo bastardo riusciva ad aprire un barattolo di aspirina a prova di bambino, di quelli che bisogna schiacciare e girare, mantenendo la calma e senza neppure un "Cazzo, cazzo e cazzo".

"Ho sessantotto anni, porca puttana, e non capisco dove possa essermeli beccati" ha detto. "Forse in un momento di distrazione".

"E se ti dicessi che ho accettato soldi da te perchè erano l'unica cosa che potevi darmi?"

martedì 19 aprile 2011

La legge delle attrazioni, esempio 1

Oggi è stata una giornata abbastanza pesante per la vostra eroina preferita.

Gli effetti di tale pesantezza si possono facilmente riscontrare in un mal di testa pazzesco e in un incipit di nuova simpatica gastrite. E anche in un grosso grosso giramento di coglioni della stessa.
E' con questo umore che la Bonazzi attraversava poco fa a piedi le vie di questo desolante paese che risponde al pomposo nome di Bovisio Masciago, di ritorno dal suo insulso lavoro.
Rifletteva sulla doccia che di lì a poco si sarebbe fatta e sul desiderio di dormire 458676 ore dopo la suddetta doccia e anche, perchè no, alla crema che avrebbe usato dopo l'ormai celebre doccia,
QUANDO
ALL'IMPROVVISO!
......
Un individuo di chiari origini maghrebine le è passato di fianco in bici e le ha detto qualcosa. Lei purtroppo non ha sentito nulla a causa delle cuffie dell'Ipod, ma lo sguardo concupiscente dell'interlocutore e la più che evidente esplosiva sensualità insita nel corpicino della Bonazzi lasciano ben poco spazio all'immaginazione.
:)
Lei, quella portatrice sana di erotismo, per intenderci, ha signorilmente fatto finta di niente e ha proseguito lungo la sua strada, ma lui non ha resistito, ha fatto il giro dell'isolato e l'ha attesa. Chissà che pensieri cattivi avrà avuto in testa. Pensieri che sono svaporati appena lei gli si è avvicinata, ha guardato il mezzo su cui lui stava, s'è tolta un'auricolare dall'orecchia destra e ha esclamato:
"E tu questa bici da dove cazzo l'hai presa?!"
..................
Ebbene si.
IL BONAZZI BOLIDE.
Con le sue manopole gialle, i suoi colori cangianti dal verdone al bluastro al ruggine, la N di Natale tatuata sul telaio dal di lei fratello probabilmente 25 anni fa..
La bici TRASFORMATA.
La vostra eroina s'è attaccata al manubrio della bici come una ventosa e il suo ennesimo fan non ha potuto far altro che scoppiare a piangere, staccare il nuovo lucchetto, dirle che non era stato lui, che gliel'avevano venduta a 15 euro. ("Ma come cazzo si fa a rubare una bici di merda così?!!" Ha esclamato lei incredula.) e restituire il mezzo al suo ILlegittimo proprietario.

CHE PARABOLA DEI TEMPI MODERNI!

mercoledì 13 aprile 2011

Mio padre è un criminale

Direttamente dal pranzo di ieri:

A tavola coi miei.
Penso che devo andare in banca e in posta.
Ma poi, cazzo di un cazzo, mi ricordo che mi hanno fottuto la bicicletta da pochi giorni.
E impreco, porca zozza. Mia madre mi chiede cosa c'è, le dico che devo uscire e non ho la bici. Mi dice di prendere la mountain bike, le rispondo che non c'è la catena su quella e che comunque è scomoda da andarci in giro.
E mio padre.
Il genio.
E allora vai in stazione e te ne prendi una là.
Papà, io non vado a rubare la bici a qualcuno, cazzo.
E allora vai a piedi. Scusa, magari la tua te l'ha rubata qualcuno a cui l'avevano rubata e non sapeva come tornare a casa. E allora t'ha rubato la tua.
Ma secondo te la gente che prende il treno delle nord per andare a Milano a lavorare va in giro con un tronchesino per rompere le catene delle bici degli altri?!
Eh, quando lo fai devi andare attrezzato.
Si, ma io non vado in giro con la bici di qualcun altro, cazzo!
Io l'ho fatto.
Come l'hai fatto?
Eh, è ovvio che quando lo fai, poi la bici la devi TRASFORMARE. Mi avevano rubato la mia bici, io sono andato in stazione di notte a prenderne una e siccome erano tutte legate e non avevo niente, ne ho presa una e me la sono portata in spalla fino a casa. Poi l'ho portata in soffitta e l'ho TRASFORMATA.
Ma mi stai prendendo per il culo?
No!
Ma quand'è successa 'sta cosa?
Eh, ormai saranno passati quarant'anni.
.......
Ed è la bici che usavi tu (nonchalance nel dirlo)

Mio padre mi ha fatto andare in giro con la bicicletta che aveva rubato a qualcuno 40 anni fa.
Robba da matti.

martedì 12 aprile 2011

Pura Anarchia

Nonostante sia slittata fuori dai binari della mia vita, ho continuato a leggere.
Sono rimasta quindi di parecchio indietro con le "recensioni".
In ordine, subito dopo il fantasticoso Murakami, ho letto questo:
La trama:
Un musical ambientato nella Vienna di Freud, Mahler e Kokoschka. Ristrutturazioni impossibili e pantaloni post-moderni. Un attorucolo scambiato per una star di Hollywood e rapito da un temibile bandito. Un novello Proust costretto a sbarcare il lunario scrivendo preghiere da vendere su ebay. I misteri della scienza e delle donne, mentre Topolino racconta le relazioni pericolose di Paperino e la dipendenza di Pippo dagli antidolorifici.
Woody Allen torna alla narrativa dopo 25 anni prendendo spunto da quel concentrato di anarchia che è la vita quotidiana, con i suoi episodi curiosi, insoliti o banali, occasione di irresistibili parodie e impietosi sberleffi. Come le gambe di April Fleshpot, la femme fatale di "Papille Letali", la penna di Woody non fa prigionieri, creando situazioni esilaranti che hanno per protagonisti i più classici personaggi alleniani: inetti, cialtroni, improbabili ma sempre profondamente, miseramente umani.

E' una raccolta di racconti quindi.
Irrazionalmente l'ho comprato senza nemmeno leggere un po' di cosa parlasse e l'ho presa un po' in quel posto. Non che sia così orrendo, ma sinceramente io i racconti non ce la faccio a leggerli, mi sminchiano parecchio, non faccio in tempo ad entrare nella storia che subito sono finiti. E invece io la lettura la prendo come un mezzo per entrare in altri universi, purtroppo nei racconti non si fa mai in tempo a costruire un universo..
Quello che più mi aveva attirato era il titolo e la voglia di leggere qualcosa scritto di pugno da quel pazzoide adorato che è il nostro Woody.
Di positivo c'è che come al solito mi ha strappato ben più di qualche risata.
Tipo:

Povera donna, ha perso il marito da poco: infarto fulminante. Io, però, l'avevo avvisato: non guardarla quando esce dalla doccia.

Pur essendo stato uno scettico durante l'adolescenza, negli ultimi tempi aveva finito per credere in un Essere Supremo, dopo aver sfogliato un catalogo di Victoria's Secret.

Buffo, no? Una volta, ci giurammo amore eterno, ma adesso lei non vuole dirmi dove ha nascosto le chiavi della macchina.

(...) e quando Armani le annullò la carta di credito senza apparente motivo, si rinchiuse in camera da letto e si trovò un amante. Era qualcosa di difficile da nascondere a Boris Ivanovic, visto che il marito condivideva la stessa camera da letto e chiedeva ripetutamente chi fosse l'uomo accanto a loro.

Più tardi nel mio ufficio, con la luce solare che si irradiava dalla finestra, iniziai a riflettere sul fatto che, se la nostra grande stella dorata esplodesse all'improvviso, questo pianeta schizzerebbe via dalla sua orbita, saettando per sempre nell'infinito: un'ennesima buona ragione per non uscire mai senza cellulare.


domenica 10 aprile 2011

Uscita dal centro di gravità permanente

Si.
Sono quasi due anni che ormai la storia con Gianni è finita.
Ed è finita per davvero.
Superata.
Chiusa.
Kaputt.
Nel mentre ho vissuto l'esperienza della mia vita, uno dei miei sogni fin da piccola, ho scavato a fondo nella mia personalità, nelle mie magagne, difetti e tic, ho riattraversato il mondo al contrario per ricongiungermi alla mia famiglia, trovato un lavoro in meno di un mese, fatto nuovi progetti di fuga.
Non posso essere ipocrita e dire che avessi trovat un equilibrio, no, chi mi conosce sa che il mio cervelletto malefico è sempre in perenne e mulinante movimento e sobbollimento.
Però.
Un pelino forse c'ero.
Ero io "contro" il resto del mondo.
C'era il mio grande io e POI il resto del mondo.
E invece.
Quando meno me lo sono aspettata.
IL DECENTRAMENTO.
Una nuova conoscenza e trac: slitto dai binari.
Ho passato l'ultimo mese in completa rivoluzione.
Non ho dormito per giorni interi. Notti intere.
Per davvero.
Ho iniziato anche a prendere il Lexotan a volte per cercare di dormire.
Ho avuto una paura fottuta.
Paura di quello che provavo di nuovo dopo tanto tempo.
Voglia di stare con lui e basta. Mielosità gratuite a mazzi da 100.
Una sconosciuta e imprevedibile Mary.
Pazzesco quanto l'innamoramento ti faccia spostare il baricentro: da solo che eri, inizi ad orbitare intorno ad un nuovo pianeta e ti si sposta tutto. I pensieri, i progetti, l'attenzione.
E' incredibile.
Quando meno te lo aspetti.