martedì 12 aprile 2011

Pura Anarchia

Nonostante sia slittata fuori dai binari della mia vita, ho continuato a leggere.
Sono rimasta quindi di parecchio indietro con le "recensioni".
In ordine, subito dopo il fantasticoso Murakami, ho letto questo:
La trama:
Un musical ambientato nella Vienna di Freud, Mahler e Kokoschka. Ristrutturazioni impossibili e pantaloni post-moderni. Un attorucolo scambiato per una star di Hollywood e rapito da un temibile bandito. Un novello Proust costretto a sbarcare il lunario scrivendo preghiere da vendere su ebay. I misteri della scienza e delle donne, mentre Topolino racconta le relazioni pericolose di Paperino e la dipendenza di Pippo dagli antidolorifici.
Woody Allen torna alla narrativa dopo 25 anni prendendo spunto da quel concentrato di anarchia che è la vita quotidiana, con i suoi episodi curiosi, insoliti o banali, occasione di irresistibili parodie e impietosi sberleffi. Come le gambe di April Fleshpot, la femme fatale di "Papille Letali", la penna di Woody non fa prigionieri, creando situazioni esilaranti che hanno per protagonisti i più classici personaggi alleniani: inetti, cialtroni, improbabili ma sempre profondamente, miseramente umani.

E' una raccolta di racconti quindi.
Irrazionalmente l'ho comprato senza nemmeno leggere un po' di cosa parlasse e l'ho presa un po' in quel posto. Non che sia così orrendo, ma sinceramente io i racconti non ce la faccio a leggerli, mi sminchiano parecchio, non faccio in tempo ad entrare nella storia che subito sono finiti. E invece io la lettura la prendo come un mezzo per entrare in altri universi, purtroppo nei racconti non si fa mai in tempo a costruire un universo..
Quello che più mi aveva attirato era il titolo e la voglia di leggere qualcosa scritto di pugno da quel pazzoide adorato che è il nostro Woody.
Di positivo c'è che come al solito mi ha strappato ben più di qualche risata.
Tipo:

Povera donna, ha perso il marito da poco: infarto fulminante. Io, però, l'avevo avvisato: non guardarla quando esce dalla doccia.

Pur essendo stato uno scettico durante l'adolescenza, negli ultimi tempi aveva finito per credere in un Essere Supremo, dopo aver sfogliato un catalogo di Victoria's Secret.

Buffo, no? Una volta, ci giurammo amore eterno, ma adesso lei non vuole dirmi dove ha nascosto le chiavi della macchina.

(...) e quando Armani le annullò la carta di credito senza apparente motivo, si rinchiuse in camera da letto e si trovò un amante. Era qualcosa di difficile da nascondere a Boris Ivanovic, visto che il marito condivideva la stessa camera da letto e chiedeva ripetutamente chi fosse l'uomo accanto a loro.

Più tardi nel mio ufficio, con la luce solare che si irradiava dalla finestra, iniziai a riflettere sul fatto che, se la nostra grande stella dorata esplodesse all'improvviso, questo pianeta schizzerebbe via dalla sua orbita, saettando per sempre nell'infinito: un'ennesima buona ragione per non uscire mai senza cellulare.


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