martedì 17 maggio 2011

Un buon non compleanno alla mamma!

Era il 30 aprile. Di lì a quattro giorni mia madre avrebbe compiuto 69 anni. Solo che il giorno fatidico cadeva di martedì e non sapevamo se mio fratello sarebbe potuto venire per festeggiare, quindi, visto che io ero di riposo il giorno dopo, il primo maggio, con mia madre abbiamo deciso di fare la torta in anticipo.
E mi ha aiutato il mio prode nipotino:
video
Un genio, vi ricordo che non ha nemmeno 5 anni e che c'è gente al mondo che a 56 anni non sa rompere un uovo o farsi una frittata.
Va beh, quindi il mio amato nipote mi ha aiutato a fare una torta tutta rosa per la nonna Rosa, quando arriva mia cognata la sera e le spiego.
E lei mi risponde: no, Mary, è impossibile, non si può festeggiare in anticipo, PORTA MALE, MALISSIMO.
E in effetti, mi dico, va beh lasciare stare le superstizioni, ma festeggiare per qualcosa che ancora non è accaduto, si, non è il massimo. Se poi ci mettiamo anche il mio terrore atavico per un malessere o la morte prematura dei miei genitori tutti..
Ok, va bene, la festa si fa martedì.
Ma la torta?
Ormai è fatta!
Eh, la torta ce la mangiamo come se non fosse una torta di compleanno, ma come se fosse una torta normale.. E così abbiamo fatto: niente canzoncina, niente candeline, niente. Ce la siamo mangiati come se niente fosse.
E invece poi martedì, ho fatto una normale crostata alla frutta optical:

lunedì 16 maggio 2011

Zia Mary, Cristian e la Trasformazione

Sapete già che sono riuscita a recuperare la bici.
Non ci sto andando più in stazione perchè ho paura che me la rubino di nuovo.
Quindi un giorno m'è venuto in mente che forse avrei potuto TRASFORMARLA per renderla irriconoscibile ai ladri maledetti che me l'hanno presa. E l'ho proposto a Cristian, di dipingerla insieme.
Scegli un colore, dai.
BLU!
Ma è già blu. (Più o meno direi..)
Si, lo so, vi state anche voi chiedendo: ma come hanno fatto a fottere una bici così orrenda?!
E pensa che ti ripensa.
ARANCIONE!
Ma no, dai, Cristian, arancione me la rubano subito di nuovo, è troppo riconoscibile!
E Mirko: "Hai detto a Cristian che lo avrebbe scelto lui il colore, non puoi spezzargli il cuore!".
E va beeeeeeeeene.
E arriva il giorno fatidico, venerdì. Cristian rimane a casa dall'asilo per stare con me tutto il giorno.
E' mattina, andiamo insieme al colorificio, vuol dire che sceglieremo lì, dai.
Lui è fissato con l'arancione. Lo dico con riluttanza alla commessa. Lei prende gli arancioni e me li sventaglia davanti al nipote. Che col nasino a patata all'insù mi sceglie inaspettatamente un giallo stupendosissimo.
Giallo shocking lo definirei.
:)
E allora arriva il colpo di genio della zia. Prendiamo anche un blu shocking, la base la facciamo così e poi col pennello pucciato di giallo a spruzziamo!
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E magari dietro ci mettiamo la nonna così la facciamo tutta gialla!

SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma la commessa smorza il nostro entusiasmo dicendo che prima deve asciugare la base e poi possiamo fare le spruzzate, non nello stesso giorno.
Ma noi immaginiamo già la nonna a puntini gialli, quindi non ci facciamo smorzare manco per il cazzo.
"Dai, Cristian, ora dobbiamo andare perchè la signora qua deve lavorare"
Risposta magica del mio tatone: "E cantare".
:D
Quindi, dopo un'ora di scartavetramento dei colori vecchi, varie bestemmie di mio padre che non vuole farmi dipingere insieme a Cristian per paura che muora per una goccia di vernice addosso, il duo dei pittori magici inizia!
Questo è il risultato della prima mano:
L'ho appena usata per andare a prelevare al bancomat.
NON E' BELLISSIMAAAAAAAAAAAA??????!!!!!!!!!!!!!!!!!

Trilogia della città di K.

E sempre Lady Mara mi ha consigliato questo libro, in una pausa pranzo passata al Libraccio vicino lavoro.

Tutto ha inizio con due gemelli che una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell'Est, ma né l'Ungheria né alcun luogo preciso vengono nominati.
Un inizio folgorante che ci immette di colpo nel tempo atroce dell'ultima guerra raccontandolo come una metafora. La nonna è una "vecchia strega" sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, indivisibili e intercambiabili quasi avessero un'anima sola, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte. Favola nera dove tutto è reso veloce ed essenziale da una scrittura limpida e asciutta che non lascia spazio alle divagazioni.

Ho conosciuto da poco una ragazza che mi ha confessato di leggere i libri della Kristof d'estate, per rinfrescarsi col gelo interno che questa scrittrice sa regalare così bene.
E non ho trovato frase più azzeccata per descrivere la sensazione che ho provato durante la lettura di questo libro.
Non saprei dire con certezza se m'è piaciuto o meno, posso dire sicuramente che lei è davvero molto brava se scrivendo riesce a dare delle emozioni così forti. Forti da farti sentire una sottile angoscia alla bocca dello stomaco a leggere le avventure/disavventure dei gemelli e rimanere sconcertata dalla lucidità e freddezza e crudezza con cui parlano della loro disgraziata quotidianità. E nella freddezza però capire quanto forte possa essere il loro legame e continuare a farsi srotolare la storia sotto gli occhi e ad un certo punto essere ribaltati da inaspettati colpi di scena.
Si, all'inizio potrebbe sembrare la vita dura e in eterno migliorare di due Oliver Twist, ma in realtà sotto questo si celano mille illusioni, mille interpretazioni, mille versioni che non sto qui a raccontare per non rovinare il gusto della lettura.

Quotations!

Sono rimasta coricata qui senza mangiare, senza bere, non so da quanto tempo. E la morte non arriva. Quando la si chiama non viene mai. Si diverte a torturarci. La chiamo ormai da anni e lei mi ignora.

E' atroce essere malati quando si è completamente soli.

- No, non è tutto. Questo lo sapevo già. Ma lei l'ama?
Lucas apre la porta:
- Non conosco il significato di questa parola. Nessuno lo conosce. Non mi aspettavo questo tipo di domanda da parte sua, Peter.
- Eppure questo tipo di domanda le verrà fatto spesso nel corso della sua vita. E talvolta sarà costretto a rispondere.

Sono convinto, Lucas, che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.

- Non ci si imbarca in un'avventura del genere con un bambino di quell'età.
- Ci si imbarca per qualsiasi posto, in qualsiasi momento, con chi si vuole, se lo si vuole davvero. Il bambino è solo una scusa.

- Mi hai fatto male, lo sai?
Il bambino dice:
- Anche tu mi hai fatto male, ma tu non lo sai.

Si, certe vite sono più tristi del più triste dei libri.

Mi domando perchè la gente si muova anche di notte. Dove va? Perchè?
Presto la morte cancellerà tutto.
Mi fa paura.
Ho paura di morire, ma non andrò all'ospedale.