sabato 30 luglio 2011

Una delle poche certezze nella mia vita

E oserei dire FORSE l'unica è che non diventerò MAI anoressica.
La consapevolezza di questo si fa sempre più strada nella mia testa e nella mia quotidianità.
In Sicilia è poi diventata una cosa lampante.
Sono tornata da un paio di giorni, ieri mi sono messa a guardare e correggere un po' le foto e numerose sono quelle che mi vedono in compagnia di qualche sicula leccornia. Impossibile non postarle.
E allora eccomi qui a Palermo con una brioche col gelato.
E qui a Balestrate (PA) con un'arancina!
E qui sempre a Balestrate (PA) in versione capelli sciolti e con un cannolo!
Qui invece a Gioiosa Marea (ME) mentre sbavo davanti alla famosa granita messinese e dietro di me passa un fico allucinante.
Qui invece a Noto, durante una pausa dalle mille chiese crollate nel terremoto del 1693 e poi ricostruite in stile barocco. Vorrei sapere quale chiesa in Sicilia non ha seguito questo percorso!!!!! Anyway, pranzo quel giorno con biancomangiare e cassatina.
Salato, salatissimo il mio ultimo pranzo siciliano. A Catania, vicino al mercato del pesce della Pescheria, mi sono sbaffata queste sarde a beccafico:
E questi spaghetti al nero di seppia! Ci ho poi messo tutto il giorno a digerire, non sono nemmeno riuscita fare un'ultima merendina sicula perchè mi sentivo la panza a palloncino ancora alle 18!
Che dire.
In tutta la mia vacanza ho mangiato non bene, non benissimo, ma celestialmente, escludendo quel panettiere a Catania in via del Plebiscito che è stato capace di far male persino un trancio di pizza margherita. Unbelievable.
Per il resto, ovviamente non ho fotografato tutti i piatti perchè sono un'ingorda e mi ci fiondavo sopra prima ancora che il cameriere mi poggiasse i piatti sul tavolo. :)
Devo ammettere senza riserve che la cucina e la pasticceria siciliane sono fantastiche, mi piacerebbe poter imparare a fare qualcosa. Ho chiesto a Gianluca di farmi avere la ricetta della caponata di sua madre. Quello stronzo malefico mi ha detto che è un segreto di famiglia.
GRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma riuscirò ad averla in un modo o nell'altro!
Come dovrò riuscire ad avere la ricetta della crema di mandorle che un giorno ho mangiato circondata da una gigante e soffice e fragrante brioche..
Va beh, vado a disfare la valigia o a buttarmi di nuovo a letto, deciderò entro 15 secondi...

domenica 24 luglio 2011

Un giorno d'estate una viaggiatrice

Tanto per cambiare sono stanca, ma stanca, ma stanca morta. Il teatro che mi vede come attrice protagonista nella parte di quella stanca, ma stanca, ma stanca morta e' quello della città di Suracusa. Ci sono arrivata poco prima dell'ora di cena, col treno da Patti, paesino piuttosto insignificante della provincia di Messina che pero' ospitava la mia Silvia inglese e la sua panzotta di quasi 5 mesi.
Dopo un paio di giorni nella innissima Cefalù, venerdì mi sono mossa verso oriente con il supporto invadente di uno sciopero dei treni.. Sciopero che mi ha lasciata a meta' strada, a S. Agata di Militello, dove Silvia e Luciano ( il marito della madre di Silvia) sono venuti a prelevarmi e salvarmi.
Ho passato quindi un paio di giorni con lei spiaccicandomi un po' in spiaggia, un po' in paese e un po' nei bar con la famosa granita messinese e molto a casa a raccontarci. Oggi loro andavano a Caltagirone e mi sarebbe piaciuto fargli compagnia per poi arrivare a Siracusa in serata, ma poi non c'erano mezzi da li' a qui e cosi' mi sono fatta una mattina interminabile da sola in spiaggia e poi ho preso i treni. Prima quello da Patti a Messina e poi da Messina a qui.
Appena arrivata ho mollato la mia roba sul letto e sono andata a tuffarmi per le strade dell'isola di Ortigia, il nucleo antico della città raggiungibile tramite 2 ponti, ma mentre vagavo per le viuzze ad un certo punto m'e venuta fame e mi sono fermata in un'osteria. E mentre mangiavo una stanchezza colossale mi ha attaccata all'improvviso.
E ora eccomi qua, nel lounge del Lol Hostel di Suracusa, davanti alla tv a scrivere con la wifi e con di fianco la sosia di Cameron Diaz..
Va beh, o divento lesbica definitivamente o vado a lavarmi e a collassarmi nel letto..

mercoledì 20 luglio 2011

Ho scoperto che Pasquale

Forse e' nato a Cefalù...
Paesino della costa tirrenica della Sicilia, oggi e domani ospiterà la vostra eroina pasticciona preferita!!!!
Si, sono finalmente in questa terra baciata dal sole da domenica!
Dopo un sabato stremante passato a preparare pizze x la cena serale con mio fratello e famiglia e a pulire e preparare la valigia e dopo aver passato un sabato notte a bestemmiare contro la stampante che aveva deciso di rompersi proprio mentre dovevo stampare il biglietto aereo e dopo quindi non aver dormito un beneamato cazzo, domenica all'ora di pranzo eroin aeroporto a Bergamo in attesa di partire per Palemmo!
Dopo un'oretta e mezza di viaggio trascorsa a chiacchierare piacevolmente con Jose (pronunciato con la i), ragazzo del caltanissettese incredibilmente somigliante a Brad Pitt, ma alto almeno 30 cm in meno, il mio amichetto Gianluca m'e venuto a prendere all'aeroporto Falcone e Borsellino. Dopo un breve tratto di strada in macchina in cui la vostra eroina ha approfittato per mettersi il costume nel sedile posteriore modello Baby in Dirty Dancing, ci siamo tuffati nella spiaggia di Balestrate. Dove ho conosciuto un pezzo della famiglia di Gianlu e anche Angelina, un'altra amica aggiuntasi come me in queste vacanze siciliane.
E li' tutto ha avuto inizio. Proseguendo con una cena nella medievale Erice (interrotta
spiacevolmente dalla notizia dal continente che il mio fatine era caduto dal letto saltandoci sopra e rompendosi un braccino), una gita il giorno dopo al Duomo di Monreale, un pranzo luculliano a casa della mamma di Gianlu con conseguente voglia di morire che ci ha accompagnati per tutto il giorno nel mezzo del caldo africano di Palermo City e di Mondello Beach, continuando poi il giorno dopo ancora con l'attraversamento in giu' dell'isola con meta finale la valle dei templi di Agrigento e mete intermedie Gibellina, Sciacca e la casa di Pirandello.
Ecco. Fino ad oggi, giorno in cui partiva Angelina e in cui anche io volevo sloggiare x lasciare i piccioncini in pace da soli. E così, con delle chiamate incrociate, un meno di un'ora ho stabilito le tappe del mio tour siciliano, di cui ovviamente qui non anticiperò nulla.
Il mio pellegrinaggio siculo ha visto come prima tappa Cefalù che ho raggiunto nel pomeriggio
col treno dopo aver visitato le super inquietanti catacombe palermitane. Sistemata nella mia fica stanza singola in un bed & breakfast, ho infilato il costume e sono andata nella celeberrima spiaggia a mezzaluna, ma era un pelino nuvolo e un pelone ventoso e quando ho iniziato a rabbrividire mi sono alzata e addentrata nei vicoletti del paese dove ho acquistato della frutta x disintossicarmi dai bagordi alimentari dei giorni scorsi. E ora vi scrivo sfruttando la wifi gratuita del bed & breakfast, seduta sul davanzale della finestra che da' sui tetti.
Fino ad ora posso dire che:
- la Sicilia je beddissima, caldissima e buonissima!
- che stare com Gianlu e gli altri non mi ha stancata minimamente e che mi sono divertita un mondo con loro, sperando di non averli asciugati e/o appesantiti.
- che consiglio a tutti voi di farvi un giro da queste parti.
- che Palermo e' di una bellezza decandentemente sconvolgente.
- che il mio fegato dopo sfincioni, fritti di pesce, pasta con le sarde, cannoli, panini con le panelle, arancine, brioche col gelato e granite CHIEDE PIETA'. E che io lo ascolterò.
Ora invece che sono stanca morta ma morta ma morta cazzeggero' un po' e poi cercherò di dormire nonostante la musica ramages del locale qui sotto..

sabato 16 luglio 2011

E quando la tua migliore amica ti dice che è quello giusto, magari c'ha ragione..

Stasera cena con Silvia, era da dicembre che non ci vedevamo e adesso ha anche una sorpresona in grembo, la mia piccola prossima nipotinaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sono rimasta molto scioccata quando l'ho saputo qualche mese fa, la gravidanza mi fa sempre un po' effetto, però ora mi sono arresa all'evidenza.
Che il nostro telepatismo viaggia sempre parallelo e che come per me è arrivato il wind of change e pare che le cose stiano imbroccando, beh, anche per lei.
Ho finalmente conosciuto anche Alan, il suo "nuovo" ammore nonchè padre della pargola ancora in grembo.
E devo ammettere, purtroppo per me (io ho sempre sperato che passassimo insieme il resto della nostra vita, io e Silvia intendo), per fortuna per lui che va bene; per tutta la sera, dall'inizio alla fine non ho avuto il minimo sentore che questa fosse la prima volta che lo vedevo, anzi, m'è sembrato di conoscerlo da tempo. E allora c'aveva ragione si il mio grande amore, la sfavillante Silvia che come al solito mi ha colmata d'amore e di commozione e di voglia di scappare insieme a lei in cima al mondo. A lui ho ovviamente detto che sono gelosa a morte e mi ha risposto che lo sa. :)
Siamo stati prima a mangiare una pizza in centro alla pizzeria fiorentina con la famiglia milanese di Silvia e poi con Alan e Dani (amico di anni e anni e anni) siamo andati alla Pazzeria, dove ci siamo scolati qualche birra stramba in simpatia. La conversazione internazionale mi esalta sempre parecchio, abbiamo spaziato dalle otiti, ai ragni velenosi australiani, al lesbismo (date le evidenti manifestazioni di affetto tra me e lei), agli ex, alle parolacce italiane.
Visto che viaggio coi mezzi ora, intorno alle 23 poi Dani mi ha accompagnata a Cadorna e viste le mie birrette in corpo, ho passato il viaggio di ritorno con le nord, piacevolmente cullata e coccolata dalla sensazione di amore panico che mi regala sempre la compagnia di Silvia..
Che dire, non vedo l'ora di rivederli e accadrà prestissimo, già settimana prossima, nella bedda Sicilia!
Ah, si, non ve l'avevo detto?!
Domenica parto per Palermo!!!! Raggiungerò Gianluca i primi giorni e starò anche qualche giorno con Silvia in provincia di Messina e il resto è tutto uno zingaraggio! Non vedo l'ora!!!
E guarda un po' che ora s'è fatta! E con il cervello smarmellato d'amore e di forza vitale e delle note di "Dog days are over" che ho ascoltato e visto tipo 845739875 volte oggi, vado a curcarmi, va, domani giornata tosta!

venerdì 15 luglio 2011

Dog days are over

Ieri la mia Silviotta mi ha dedicato questa canzone su Facebook. Credo perchè fosse contenta e orgogliosa di me per l'esito del colloquio. E non so quante volte l'ho riascoltata e rivista, è impressionante. Mai sentita prima, magari sono pure famosissimi, ma la mia cultura musicale pressochè rock 'n rollistica risale tipo ai gloriosi anni '50 '60 e '70.
Wikipedia ci dice che: "Florence and the Machine (conosciuti anche come Florence + the Machine), è il nome d'arte di Florence Leontine Mary Welch (...) e di un gruppo di artisti che collaborano con lei per creare musica per la sua voce. Lo stile di Florence and the Machine è generalmente ispirato al soul e all'indie rock".
E ve la regalo, insieme al testo che c'azzecca tantissimo con me: 


Happiness hit her like a train on a track
Coming towards her stuck still no turning back
She hid around corners and she hid under beds
She killed it with kisses and from it she fled
With every bubble she sank with her drink
And washed it away down the kitchen sink

The dog days are over
The dog days are done
The horses are coming
So you better run

Run fast for your mother, run fast for your father
Run for your children, for your sisters and brothers
Leave all your loving, your loving behind
You cant carry it with you if you want to survive

The dog days are over
The dog days are done
Can you hear the horses?
'Cause here they come

And i never wanted anything from you
Except everything you had and what was left after that too, oh
Happiness hit her like a bullet in the head
Struck from a great height by someone who should know better than that

The dog days are over
The dog days are done
Can you hear the horses?
'Cause here they come

Run fast for your mother, run fast for your father
Run for your children, for your sisters and brothers
Leave all your loving, your loving behind
You cant carry it with you if you want to survive

The dog days are over
The dog days are done
Can you hear the horses?
'Cause here they come

The dog days are over
The dog days are done
The horses are coming
So you better run

Ma questi me li ero dimenticata!!!

Reduce dall'ennesima cena organizzata a casa mia, ospiti Albo e Poll, ci hanno poi raggiunti la mia Lady e Adamo. Dopo che sono andati via, mi sono ricordata che domani mattina portano via l'umido e che il secchio era pieno, così l'ho messo nel sacchetto dentro il secchione fuori dalla porta pronto per essere preso. Le mie naricione si sono subito intasate di puzza di marcio morto e allora mi sono messa in testa che prima di andare a dormire avrei ripulito tutto, quindi prima lava la pilona di piatti, poi i fornelli, poi il pavimento della cucina e già che c'ero anche il bagno. E ora eccomi qua. Si, i miei vicini mi amano sempre di più..
Meditavo sul fatto che in Australia ho fatto ben due tatuaggi e che non ve li ho mai fatti vedere!! Il primo è questo:


La foto è stata fatta ad ottobre, nel Kalbarri National Park, Australia. Rosicate. Quella in cui sono seduta è una incredibile e casualissima cornice naturale. Il tatuaggio è quello che c'è lì, all'altezza dell'incavo tra ascella e petto. E' un cuoricino. OOOOOOOOOOOOOOH!
No, non è un cuoricino a caso, è il calco di un cuoricino d'argento che mi ha regalato la mia Silvia londinese, la mia anima gemella; me l'ha portato da Sedona, città magica che c'è in Arizona. L'ho sempre tenuto con me nel portafogli, in uno scompartino speciale e segreto, e ce l'ho ancora, ma ho pensato che tatuandomelo, ce l'avrei avuto per sempre. L'ho fatto fare lì perchè è un punto di energia che se premuto da' quel dolorino misto a piacere, tipo quando vi schiacciano le scapole, solo che schiacciando qui, si aprono tipo anche i polmoni. Lo facevo sempre a Silvia quando abitava ancora a Milano. Nel bel mezzo di una conversazione le schiacciavo quel punto e lei non capiva più niente. E così me lo sono tatuato, in segno del mio amore immenso per lei. L'ho fatto una mattina di marzo a Melbourne, in compagnia di Rob e Claudia, i miei cugini super ospitosi, talmente ospitosi che me l'hanno pagato loro, come regalo.
Aver fatto questo mini tatuaggio mi ha subito fatto venire una voglia incontenibile di farne un altro, più grande. Ho passato mesi e mesi a pensarci su, finchè m'è venuto il colpo di genio. Volevo qualcosa che avesse un forte significato per me, che mi ricordasse quell'esperienza meravigliosa e i motivi per cui l'avevo vissuta e il modo in cui l'avevo vissuta. E questo è il risultato:


Che ricorda l'Australia c'è la Southern Cross, la Croce del Sud, la costellazione che compare sulla bandiera australiana e che si vede solo nell'emisfero australe. Quante notti spese ipnotizzata a guardare quel cielo nero nero nero con quelle costellazioni sconosciute e Orione a testa in giù, magico. 
Dentro ci ho messo una frase del mitico Henry David Thoreau, l'uomo su cui ho scritto la tesi. "Not till we are lost do we begin to find ourselves". Non è finchè ci perdiamo che iniziamo a trovare noi stessi. Come me, che ho perso l'orientamento sottosopra e ho perso me stessa, per poi ritrovarmi, per poi iniziare a conoscermi profondissimamente. E la chicca fenomenale è che la scrittura usata è proprio quella di Thoreau! Ho trovato dei suoi manoscritti scannerizzati online, li ho mandati al mitico Simone di Torino, che li ha passati a suo padre, che nel giro di qualche giorno, grazie a Photoshop, ha unito le lettere a formare la frase. 
Il tatuatore è stato il mitico James Brown con studio a Rye, nella Mornington Peninsula! Questo me lo sono ovviamente pagato io e l'ho fatto a settembre. 
Ok, sono le 3 passate, è meglio che vada a letto, domani pranzo da zio Ciccio e zia Angela, poi in posta a pagare una multa, in erboristeria e poi a Milano per cena a incontrare la mia Silvia di passaggio qui a Milano. 
Notte!  

giovedì 14 luglio 2011

Wind of change


E mentre ancora fischiettate il motivetto di questa deliziosa canzone..
"Signorina, intanto le chiedo scusa se durante il colloquio avrò un po' la faccia da coglione, ma l'altro giorno m'è caduta la cataratta e non vedo niente, quindi lei per me potrebbe anche essere un giocatore di basket e non mi accorgerei di niente!"
E' iniziato così quello che credo sia stato il colloquio più inverosimile della mia vita..
E' continuato con il Presidente che mi chiedeva, "Beh, lei viene da una famiglia?!" E io: "Meridionale!"
Mi ha letteralmente fatta morire dal ridere per un'ora e un quarto chiedendomi della mia vita ("Si, e poi ho lavorato come commessa e gestito una videoteca che aveva preso mio fratello con due suoi amici.." "Ah, lei si occupava del porno?!!") e presentando l'azienda, chiedendo lealtà e onestà e voglia d'imparare finchè ad un certo punto mi fa: "Beh, signorina, lei per me è assunta!".
E io: "Sono emozionata!"
E poi mi ha fatto il baciamano e mi ha detto che la foto del mio cv non mi rendeva giustizia!
Detto da uno che gli è caduta la cataratta penso sia il più bel complimento..
Inverosimile. Proprio come me.
E si da' il caso che questo sia praticamente il primo lavoro serio della mia vita e udite udite, se passo il periodo di prova, mi prenderanno a tempo indeterminato!!!!
Sono troppo contentissima...
Ho chiamato mia madre per dirglielo e mi ha detto che è stato tutto merito della madonna a cui ieri sera aveva chiesto di metterci un occhio su 'sto mio colloquio..


lunedì 11 luglio 2011

Mary e i super eroi

Il compleanno del mio tatone è stato il 24 giugno, visto che l'anno scorso non ci sono stata e che non c'era neanche mio fratello via per lavoro, questo doveva essere un evento mondiale. Per cui con settimane di anticipo gli ho chiesto come volesse la torta. "La voglio col cioccolato, la panna e le fragole!" "E sopra cosa ci vuoi? Ben 10?" "No, ci voglio Batman!" "Sei sicuro, Batman?!" "Si, sono sicuro". E che Batman sia.
Ho fatto passare giorni e giorni e giorni, fiduciosa che avrei trovato il colorante nero OVUNQUE. E invece, ancora all'inizio della settimana in cui si sarebbe celebrato l'evento niente, non l'avevo manco cercato a dire la verità. Io non so perchè mi riduco sempre all'ultimo, ho passato giornate angosciate, di ricerca su internet e nei negozi di Milano, ho contattato un po' di persone finchè poi ho trovato loro che in una pausa pranzo disperata mi hanno accettato un ordine telefonico e mi hanno spedito il tutto il giorno dopo! Miracolosi!
E così avevo proprio tutto per fare la torta, come base ho fatto un pan di spagna al cacao che ho poi tagliato in 3 strati e che ho farcito con panna e fragole. Alla lavorazione della torta ho dovuto dedicare due giorni, perchè ho lavorato anche e perchè i miei strumenti sono piuttosto homemade, ma alla fine il risultato mi ha soddisfatto e non poco:
Ero emozionatissima, prima di arrivare da mio fratello ho passato una mezza giornata a crogiolarmi nel terrore che durante il trasporto sarei caduta dalle scale con la torta in mano o che tutto si sarebbe sciolto o le peggio scene alla paperissima, ma non è successo niente di tutto questo e alla festa c'erano anche i genitori degli amichetti dell'asilo di Cristian che mi hanno fatto tutti un sacco di complimenti, è stato gasante!
Il sabato appena trascorso è stato invece il compleanno di mio fratello che non ha fatto una festa, ma a cui ho voluto comunque fare la torta, gli ho fatto una cheesecake e la volevo decorare e avevo ancora un po' di pasta di zucchero avanzata dalla torta del nano e così gli ho fatto sopra lo stemma di Superman!
Non so se per effetto del caldo o cosa, ma la base è venuta molliccia, di solito viene proprio bella dura, asciutta e guduriosa, questa volta ho leggermente toppato! 

venerdì 8 luglio 2011

Quando si dice la perseveranza

Ieri mattina spulciavo i foodblog e ho trovato questa ricetta .
Non ci ho potuto credere, mi sono detta, Mary, tu devi fare questi biscottoni, devi sperimentare questo metodo di cottura. E sono riuscita a portare a termine il mio obiettivo.
Ma solo dopo che:
- mi sono svegliata all'alba dopo poche ore di sonno (ma va?!?!?!) per andare a fare la prima pedicure della mia vita con l'estetista che apriva il centro un'ora prima apposta per me.
- sono andata al mercato e ho comprato un po' di frutta e verdura fresche e un vestitino a 10 euri, che poi ho scoperto essere una gonna lunga... Machissene..
- ho fatto colazione
- mi sono guardata un altro spaventoso episodio di Twin Peaks
- ho stirato una montagna di vestiti in una pozza di sudore
- ho rischiato di morire in maniera assurda cadendo all'indietro nelle scale fuori dalla mia stanza mentre tiravo un cassettone dell'armadio
- ho sfoggiato con tripudio al mio nano malefico la maglietta dei pirati che gli avevo trovato al mercato e lui mi ha risposto: "Uffi, ma sempre vestiti!!!!". (E poi la violenza sui minori è reato...)
- ho mostrato al fratello le foto della Calabbria
- ho sentito Paolo che mi ha proposto un tete a tete per la sera
- ho provato invano a pennicare
- mi sono lavata, pettinata e uscita mi sono fatta venire a prendere da Paolo, che mi ha magistralmente cucinato fajitas messicane, per passare poi a guardare gli spezzoni inediti di "Non ci resta che piangere" e finire a ridere come dei coglioni per tipo 2 ore sul divano e mi ha poi riaccompagnata a casa.
E quindi all'alba delle due di notte ho guardato il sacchettino di mandorle che Paolo mi aveva gentilmente e spontaneamente regalato, ho pensato a stamattina quando avrei fatto colazione con quelle che paiono delle meraviglie della natura e a quando avrei sentito il loro profumino dolcioso uscire dal forno aperto. E quindi mi sono detta, si, è tardi, ma li devi fare, non puoi non farli. E li ho fatti. I miei vicini mi avranno amata, lo so, ma sono anche un po' cazzi loro, direi pure.

E quindi (non c'è due senza tre) ho preso esattamente come nell'originale:
1 albume
70 gr di zucchero a velo
90 gr di mandorle
90 gr di cioccolato fondente
50 grammi di cocco grattuggiato
Ho acceso e messo il forno a 200°.
Montato a neve l'albume aggiungendo poco alla volta lo zucchero a velo.
Tagliato a pezzetti grossolani cioccolato e mandorle che ho poi aggiunto insieme al cocco gratuggiato all'albume zuccheroso.
Ho preso poi la teglia del forno, l'ho foderata di carta forno, ho preso cucchiaiate dell'impasto e formato delle palline che poi schiacciavo con il dorso del cucchiaio.
Ho poi spento il forno e ho infornato. E poi sono collassata a letto, strafatta di stanchezza e non.
Stamattina nel forno ho trovato questo:




BONI E MAGICI!!!

mercoledì 6 luglio 2011

Chi blogga piano va sano e va lontano

Si, si, lo so, sono un disastro.
Ieri sera un sms di Anna mi ha riportata alla realtà.
Devo ammettere che finora il mio 2011 è stato un po' sottotono, come la sottoscritta del resto; e devo ammettere anche che in una mia recente filminazione mi sono resa conto che il mio 29esimo anno l'ho passato più che altro a lamentarmi. E quando me ne sono resa conto la cosa non m'è piaciuta affatto. E ho agito. Ma a questo passerò dopo.
Posso dire che per un sacco di tempo non me la sono sentita di scrivere, proprio per niente, non mi sentivo di dire o raccontare niente.. Ho iniziato ad entrare in questo mood quando ho preso il biglietto per tornare in Italia e da lì, basta, kaputt, niet, stop, sono entrata nel loop dell'angoscia.
E SONO UNA CAZZONA, LO SO.
Non ho assolutamente niente di cui lamentarmi, eppure lo faccio in continuazione, sono in perenne peregrinazione mentale e vorrei essere in perenne peregrinazione fisica. Sono una vagabonda, come mi chiama mia madre. Credo che alla base di questa mia inquietudine ci sia il fatto che io non so mai che cazzo fare, dove sbattere la testa, che direzione prendere. Il mio animo è combattuto tra una irrefutabile intelligenza e una totale, imprescindibile e fottutissima paura delle responsabilità che non mi fa fermare e riflettere e prendere una decisione che sia buona, per me.  
In un giorno soleggiatissimo d'inverno, il mio Simie mi ha portata in un ristorante bianchissimo e noi due seduti ad un tavolo, con un viavai incessante intorno, seduti uno di fronte all'altra, mi ha ficcato gli occhi negli occhi e mi ha strappato fuori quello che già dentro la mia testa c'è da tempo. Che sono la persona più sprecata che lui conosca, che sono intelligente e ho delle doti innate e che dovrei sfruttarle, che non ho ricevuto dagli altri quello che avrei voluto, ma che altrettanto io posso non aver dato agli altri quello che si aspettavano da me, che il tempo vola e che siamo già a 30 anni, entrambi, e che io ancora non ho combinato un cazzo nella vita e che è ora che mi dia una mossa.
E' stato lacerante. Mi diceva tutto questo e le mie guanciotte erano rigate da lacrime di umiliazione e sofferenza e conferma anche. E io tutto queste cose le so e le sapevo anche quel giorno.
Ma sono un diesel. Lenta come la morte.
E poi, poco dopo ho incontrato Mirko, tramite Silviotta. Mio coetaneo, roscio, simpatico, ironico e tagliente, tutto lentiggini. Ci siamo visti qualche volta, a distanza ravvicinata di tempo. Poi una mttina presto, reduce da una cena e successivo caffè e successiva festa danzante di carnevale in un tendone, insonne a causa della caffeina (lo so, la mia sopportazione alla caffeina è quella di un lattante, mi chiedo cosa mi succederebbe se pippassi, tipo che non dormirei per un mese..) mi sono accorta che erano ore che rotolando nel piumone, pensavo a lui e alle sue lentiggini. E la cosa mi ha messo in agitazione, per non parlare di quando dopo giorni, parlandone con Silvia lei mi ha detto che lui pareva ricambiare la cosa. E allora è stato caos assoluto nel mio corpicino intero. Insonnia. Nervosismo. Sudorazione eccessiva. Voglia di vederlo ogni 4 secondi netti. La vostra eroina s'era innamorata. E il nostro primo bacio è stato dolcissimo, morbidoso, ad occhi chiusi, bello. Abbiamo iniziato a frequentarci, aperitivi, cene, lui che mi veniva a prendere a lavoro la sera.
Tutti questi verbi al passato sono un allarme. Si, lo stesso allarme che un giorno è scoppiato nella mia testa. Un allarme che mi diceva: "Mary, non avevi progettato di ripartire all'estero? Non ti eri ripromessa di pensare alla tua vita pensando solo a te stessa e non agli altri?!"
E allora ho iniziato a macerarmi nel dubbio. Il lavoro al call center è frustrante, per giorni e giorni e giorni ho cercato altro, invano. Poi un giorno camminando verso il treno mi sono immaginata me sotto il cartello di Memphis. E ho sorriso. E ho capito che avrei dovuto predere una decisione. Così qualche giorno dopo, a cena insieme durante la mia pausa gli ho detto che mi ero prefissata come data la fine dell'estate per decidere cosa fare della mia vita. E stop. Da quel momento lui s'è completamente svaporato. Comprensibile. Ma non è stato chiaro con me. A parole s'è sempre detto immutato anche se ovviamente amareggiato dalla cosa, ma nei fatti è scomparso. E io l'ho rincorso per un mese, ma poi mi sono detta che basta. E dopo una settimana che non si faceva più sentire, l'ho chiamato e tra le altre cose mi ha detto che io lo intristisco.
E no.
No, cazzo, io non intristico proprio nessuno, non l'ho mai fatto e mai lo farò. Mi si può dire che sono confusa, pessimista, incasinata, instabile, ma che intristisco no.
E allora vaffanculo. Ma vaffanculo veramente.
E così è finito, svaporandosi in una amara delusione, l'amore della vostra eroina.
Di positivo c'è che in tutta questa cosa io ho capito che non posso continuare a girare il mondo così a vuoto, che devo imparare a fare qualcosa e quindi mi sono iscritta ad una scuola di pasticceria. 
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' una scuola a distanza per chi lavora, formazione online e poi tirocinio di 500 ore in un laboratorio di pasticceria in base alla propria zona di residenza. 
E allora si che potrò girare il mondo e fare davvero la fica: la Mary pasticcera italiana!