mercoledì 6 luglio 2011

Chi blogga piano va sano e va lontano

Si, si, lo so, sono un disastro.
Ieri sera un sms di Anna mi ha riportata alla realtà.
Devo ammettere che finora il mio 2011 è stato un po' sottotono, come la sottoscritta del resto; e devo ammettere anche che in una mia recente filminazione mi sono resa conto che il mio 29esimo anno l'ho passato più che altro a lamentarmi. E quando me ne sono resa conto la cosa non m'è piaciuta affatto. E ho agito. Ma a questo passerò dopo.
Posso dire che per un sacco di tempo non me la sono sentita di scrivere, proprio per niente, non mi sentivo di dire o raccontare niente.. Ho iniziato ad entrare in questo mood quando ho preso il biglietto per tornare in Italia e da lì, basta, kaputt, niet, stop, sono entrata nel loop dell'angoscia.
E SONO UNA CAZZONA, LO SO.
Non ho assolutamente niente di cui lamentarmi, eppure lo faccio in continuazione, sono in perenne peregrinazione mentale e vorrei essere in perenne peregrinazione fisica. Sono una vagabonda, come mi chiama mia madre. Credo che alla base di questa mia inquietudine ci sia il fatto che io non so mai che cazzo fare, dove sbattere la testa, che direzione prendere. Il mio animo è combattuto tra una irrefutabile intelligenza e una totale, imprescindibile e fottutissima paura delle responsabilità che non mi fa fermare e riflettere e prendere una decisione che sia buona, per me.  
In un giorno soleggiatissimo d'inverno, il mio Simie mi ha portata in un ristorante bianchissimo e noi due seduti ad un tavolo, con un viavai incessante intorno, seduti uno di fronte all'altra, mi ha ficcato gli occhi negli occhi e mi ha strappato fuori quello che già dentro la mia testa c'è da tempo. Che sono la persona più sprecata che lui conosca, che sono intelligente e ho delle doti innate e che dovrei sfruttarle, che non ho ricevuto dagli altri quello che avrei voluto, ma che altrettanto io posso non aver dato agli altri quello che si aspettavano da me, che il tempo vola e che siamo già a 30 anni, entrambi, e che io ancora non ho combinato un cazzo nella vita e che è ora che mi dia una mossa.
E' stato lacerante. Mi diceva tutto questo e le mie guanciotte erano rigate da lacrime di umiliazione e sofferenza e conferma anche. E io tutto queste cose le so e le sapevo anche quel giorno.
Ma sono un diesel. Lenta come la morte.
E poi, poco dopo ho incontrato Mirko, tramite Silviotta. Mio coetaneo, roscio, simpatico, ironico e tagliente, tutto lentiggini. Ci siamo visti qualche volta, a distanza ravvicinata di tempo. Poi una mttina presto, reduce da una cena e successivo caffè e successiva festa danzante di carnevale in un tendone, insonne a causa della caffeina (lo so, la mia sopportazione alla caffeina è quella di un lattante, mi chiedo cosa mi succederebbe se pippassi, tipo che non dormirei per un mese..) mi sono accorta che erano ore che rotolando nel piumone, pensavo a lui e alle sue lentiggini. E la cosa mi ha messo in agitazione, per non parlare di quando dopo giorni, parlandone con Silvia lei mi ha detto che lui pareva ricambiare la cosa. E allora è stato caos assoluto nel mio corpicino intero. Insonnia. Nervosismo. Sudorazione eccessiva. Voglia di vederlo ogni 4 secondi netti. La vostra eroina s'era innamorata. E il nostro primo bacio è stato dolcissimo, morbidoso, ad occhi chiusi, bello. Abbiamo iniziato a frequentarci, aperitivi, cene, lui che mi veniva a prendere a lavoro la sera.
Tutti questi verbi al passato sono un allarme. Si, lo stesso allarme che un giorno è scoppiato nella mia testa. Un allarme che mi diceva: "Mary, non avevi progettato di ripartire all'estero? Non ti eri ripromessa di pensare alla tua vita pensando solo a te stessa e non agli altri?!"
E allora ho iniziato a macerarmi nel dubbio. Il lavoro al call center è frustrante, per giorni e giorni e giorni ho cercato altro, invano. Poi un giorno camminando verso il treno mi sono immaginata me sotto il cartello di Memphis. E ho sorriso. E ho capito che avrei dovuto predere una decisione. Così qualche giorno dopo, a cena insieme durante la mia pausa gli ho detto che mi ero prefissata come data la fine dell'estate per decidere cosa fare della mia vita. E stop. Da quel momento lui s'è completamente svaporato. Comprensibile. Ma non è stato chiaro con me. A parole s'è sempre detto immutato anche se ovviamente amareggiato dalla cosa, ma nei fatti è scomparso. E io l'ho rincorso per un mese, ma poi mi sono detta che basta. E dopo una settimana che non si faceva più sentire, l'ho chiamato e tra le altre cose mi ha detto che io lo intristisco.
E no.
No, cazzo, io non intristico proprio nessuno, non l'ho mai fatto e mai lo farò. Mi si può dire che sono confusa, pessimista, incasinata, instabile, ma che intristisco no.
E allora vaffanculo. Ma vaffanculo veramente.
E così è finito, svaporandosi in una amara delusione, l'amore della vostra eroina.
Di positivo c'è che in tutta questa cosa io ho capito che non posso continuare a girare il mondo così a vuoto, che devo imparare a fare qualcosa e quindi mi sono iscritta ad una scuola di pasticceria. 
SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E' una scuola a distanza per chi lavora, formazione online e poi tirocinio di 500 ore in un laboratorio di pasticceria in base alla propria zona di residenza. 
E allora si che potrò girare il mondo e fare davvero la fica: la Mary pasticcera italiana! 

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