sabato 22 ottobre 2011

I primi freddi, il pazzo shopping e Anish Kapoor

Meglio, si, sto meglio, la squilibrata più squilibrata della Brianza sta meglio.
E ammette anche di essere stanca morta. E anche già un pelino rotta di quest'inverno.
No, no e no. Nessuno riuscirà mai a convicermi del fatto che "FREDDO E' BELLO". No.
Tempo di primi cappottini, di prime accensioni del mio fidato caldo bagno, tempo di indecisioni sull'investimento di denaro in una termo coperta, tempo di "No, cazzo, è già buio, voglio il soleeeeeeeeeeeee! Sole dove sei, dove cazzo seiiiiiiiiiiiiiiiii?????".
Questa settimana è stata più movimentata delle altre, ma non eccessivamente, diciamo.
Lunedì sera cena messicana col mio cuginetto Teo e i nostri acciacchi di cuore, più i suoi che i miei, ormai sono arrivata a realizzare che la scorzetta esterna che mi circonda si sta ispessendo sempre più. E così abbiamo passato la serata tra nachos, onion rings, sangria, enchiladas, chili con carne e pettegolezzi e confessioni.
Martedì shopping-pazzo-aperitivo con Silviotta (abbiamo stabilito che i martedì saranno nostri!); ci siamo ritrovate a Lanza all'uscita dal lavoro e abbiamo raggiunto un negozietto di via Pontaccio in cui ci ho lasciato ben più di 200 euri in cambio di tre paia di scarpe scandalosamente bellissime! Come sempre il duo Silvia e Mary ha sfornato scenette deliranti davanti ad una commessa fichissima che ad un certo punto ci ha chiesto: "Voi non siete milanesi, vero? Altimenti non sareste così simpatiche!". La serata è poi proseguita in un localino di via Mercato, completamente deserto a parte noi due, il barista e una cantante da piano bar che cantava al piano superiore, di cui ci siamo rese conto solo quando siamo andate in bagno prima di andare via.. Anyway, il prosciutto crudo più buono che abbia assaggiato da un bel po' a questa parte, ci torneremo!
Mercoledì la mia baby lady fidanzatina è venuta qui, l'avevo invitata proponendole una romantica serata davanti al caminetto acceso, ma poi la legna era poca e abbiamo desistito.  
Giovedì sera mi sono buttata sulla cyclette, stanca della panza che ormai non fa altro che avanzare.  
Ieri sera estetista fino alle 21, erano mesi e mesi e mesi che non facevo una pulizia del viso e si vedeva!  
Oggi, con Jessica, traversata di Milano a piedi e coi mezzi per vedere prima Anish Kapoor e poi dei bellissimi vestiti. Con tutti gli handicap sull'orientamento del caso, siamo riuscite ad arrivare alla fabbrica del vapore e ci siamo trovate davanti questo (io in versione primo cappottino autunnale/non fotografarmi, dai, faccio schifo/follow me into the big big pussy): 
  Qui potete vedere un'immagine intera dell'opera. Si chiama "Dirty Corner" ed è un tubo di acciaio lungo 60 metri in cui si può entrare. Prima ti fanno firmare una liberatoria in cui si scaricano di ogni responsabilità in caso di tuo malessere e in cui ti dicono che se dovessi sentirti male dentro, si può tornare indietro, anzi si deve. E la cosa inizia a farsi intrigante. La scultura è molto bella in sè, ma non se ne vede la fine. Ovviamente appena si entra si vede bene, c'è tutta la luce che passa ancora. Ma dopo pochi passi, il buio avanza e non c'è rumore, solo quello delle persone che ti seguono o precedono. C'è l'eco però. Quello che manca è il buco alla fine. E cammini, cammini, t'immergi in questo grembo immane, e ti chiedi se ne verrai mai fuori. E hai un pelino di paura, però la parte razionale di te sa che non c'è nessun pericolo in quel buio. Non ci saranno ostacoli, tutto sarà pulito per terra, ma nonostante questo ti cachi un attimo in mano.
Bello. Io gongolavo come una pazza, Je ha avuto un attimo di esitazione, ma poi l'ho presa sotto braccio e me la sono tirata con me. Per un secondo m'è tornato in mente quando con Silvia a inizio settembre siamo entrate nel tunnel dismesso delle ferrovie dello stato che c'è a Corniglia, ma lì era veramente veramente wild e imprevedibile. Ad un certo punto, quando meno te lo aspetti finisce poi tutto e sbuchi in un'apertura laterale che da lontano non si vede.
L'abbiamo fatto due volte, avanti e indietro, bellissimo.
L'arte contemporanea sa sempre darmi nuovo ossigeno con le sue allegorie.
Pensare che basta girarsi un attimo per vedere tutto più nitido e a fuoco è utile nei momenti di difficoltà.

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