domenica 16 ottobre 2011

Totalmente, completamente, FOTTUTAMENTE in sbatta!

Slang giovanile (come me) milanese.
E' di solito l'abbreviazione di 'in sbattimento' e può indicare due livelli di coinvolgimento, quello temporale-materiale, in cui di solito il protagonista è subissato di commissioni da sbrigare, lavori da fare, persone da incontrare, obblighi, appuntamenti. Per cui se vi capiterà di aver a che fare con qualcuno in sbatta a questo livello è molto probabile che vi sentirete rispondere qualcosa del genere: "No, guarda, non posso, devo portare mia nonna all'ospedale per i controlli al diabete e poi andare dalla sarta per mia zia, come se non bastasse tutto questo mi capita durante la settimana del trasloco, e devo pure ancora compilare il censimento, GUARDA, SONO DAVVERO IN SBATTA!".
L'altro livello di coinvolgimento è invece di tipo emotivo, in cui di solito il nostro ipotetico protagonista piuttosto che essere oberato d'incombenze materiali, è assalito e strozzato da pensieri inquietanti e profondi. Un chiaro esempio potrebbe essere: "Ti va se ci vediamo per un aperitivo?" "Guarda, è quasi un anno che sono tornata dall'Australia e mi sembra di averlo buttato nel cesso tutto questo tempo, mi sento irrequieta, so che ho tutto un mazzo di carte davanti e non so a che cazzo di gioco giocare, sono totalmente, completamente, FOTTUTAMENTE in sbatta! Mi spiace.."
Ecco. 
Io sono la seconda protagonista. 
Daje. 
Riassumendo. 
C'è stato il rientro coi suoi traumi vari. Poi il lavoro, il primo coi suoi vari traumi. Il secondo forse peggio. L'attesa che aprissero i visti per il Canada. E quando poi finalmente è successo, trovarmi davanti Mirko e dire, mah, aspettiamo un attimo. 
Finchè, più andava avanti e più mi convincevo che dovevo ripartire. E poi mi sono iscritta alla scuola di pasticceria. E con Mirko è finita. E poi la notizia del nuovo lavoro.
E mi sono sentita un fiume in piena, piena di energie, di vitalità.
E le vacanze. E che vacanze! Un po' on the road, un po' on the train, un po' on the plane, un sacco di cose bellissime del mio Paese. 
E poi torni a Milano e c'è il lavoro nuovo. E mi piace. I colleghi sono tutti simpatici e carini, siamo in pochi, ci sto talmente bene che facciamo tutte le pause pranzo insieme tutti i giorni e io non sclero per il bisogno di starmene un po' da sola. 
Ma. 
Arriva la crisi dei 30 anni. Insieme a quella premestruale. 
Pesantissima. 
Passa, quella premestruale, ma non quella dei 30 anni, se la vogliamo chiamare così. Non accenna a passare, anzi, si gonfia sempre più. Mi ritrovo a pensare che io non voglio vivere così, con il mio tranquillo 9-18 in ufficio in centro a Milano, che la sera sei stanca e non hai voglia di fare un gazz e poi pure il weekend e sono già passati quasi due mesi e io non me ne sono manco accorta. 
Mi sono ritrovata un giorno di questi che io non voglio che la mia vita mi scivoli così tra le mani senza che io me ne accorga. No. E allora che fare? Hobby? No, io ho sempre odiato gli hobby, sono sicura che non mi sentirete mai dire "Ah, sai, mi sono appena iscritta ad un corso di disegno all'acquarello! Ieri abbiamo fatto le montagne!" No. Non lo farò mai, credo. Come non l'ho mai fatto. 
Perchè? Boh, credo che sia perchè non mi voglio prendere per il culo. Così tanto almeno. C'è che io, facendo una cosa del genere, lo leggerei come un bisogno di dovermi distrarre dalla mia quotidianità. E io no, non voglio essere distratta, cazzo, la mia vita la voglio vivere.
E anche bene. Voglio andare a letto la sera e sorridere della mia giornata. Svegliarmi la mattina e dirigermi contenta verso un nuovo giorno. Voglio pensare ai mesi trascorsi e dire, ah, che figata!
E si, direte, chi cazzo è che non vorrebbe essere così? Ma la vita vera è un'altra, cara! Nella vita vera bisogna soffrire e arrancare e sudarsi ogni cosa! No, no! Tutti abbiamo questa sensazione, chi cazzo ti credi di essere?! Però tutti ci svegliamo la mattina e facciamo quello che dobbiamo fare. E anche tu lo devi fare. Pensi che scappando ancora risolverai qualcosa? Pensi che quando andrai in Canada poi non dovrai tornare? E cosa farai? Starai qui e dopo pochi mesi ripartirai? E poi? Quando avrai 50 anni e l'artrosi precoce che cazzo farai? 
E io, francamente, non so cosa rispondere, se non che questa cosa mi fa male. Mi fa stare male. Non riesco a mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente.
No.
Non ci riesco proprio.    

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