giovedì 19 gennaio 2012

Facciamo i puntini della situazione

Ecco. L'immagine qui a lato rappresenta bene quello che mi ritrovo in testa. Tanto per cambiare, direte voi e ormai si, cazzarola, lo dico pure io. Sono reduce da una telefonata con Daniele, amico in comune con la mia Silvia inglese che ho visto l'altro giorno su skype (lei, intendo) e che me l'ha fatto venire in mente, così stasera, scesa dal treno l'ho chiamato. E lui non è uno a cui puoi raccontare tante cazzate, insomma, quindi in seguito alle domande "Ma sei ancora qui? Che fai? Cosa combini? Come stai?", è partito il fiume. E ragazzi, quello che ne è venuto fuori non mi piace pe gnente..
Riassumendo per punti. 
  1. Si, sono ancora in Italia anche se mi ero ripromessa di stare qui pochi mesi e poi ripartire per un'altra avventura.
  2. Sto giocando a fare l'impiegata, ma non è che mi piaccia molto. A dire il vero vero, non ho ancora capito perchè mi abbiano presa in quel posto e addirittura a tempo indeterminato!
  3. Negli ultimi mesi mi sono totalmente isolata dal mondo e dalla vita sociale, il che non fa altro che generare un circolo vizioso infinito che però, anzichè girare sempre in tondo allo stesso livello, gira a spirale verso il basso, sempre più in basso. Deprimendomi sempre e sempre di più. E cosa ancor peggiore deprimendo le poche persone che ancora mi frequentano.
  4. In effetti di veramente eccitante sto facendo la scuola di pasticceria. "Ah, e com'è?". Il fatto che in 6 mesi non abbia imparato un cazzo vi dice qualcosa?
  5. Sto ancora a casa dai miei.
  6. Oggettivamente, io non lo so cosa voglio fare e anche se so che quello che faccio non mi piace e a) non ho responsabilità, b) non ho debiti, c) sono ancora giovane, d) ho miliardi di idee per la testa, IN REALTA' NON STO FACENDO UN BENEMERITO CAZZO.
  7. Sono una persona molto creativa che però da' per scontato che questi non siano il momento e il luogo opportuni, quindi continua a rimandare i mille lavoretti e imprese che le piacerebbe fare.
  8. Per trovare un attimo di requie agli spasmi di accidia mi aggiro con ipod alle orecchie negli ambienti di centri commerciali asettici e spendo cifre incommensurabili in vestiti, creme e integratori alimentari.  
  9. Evado da tutto ciò sognando di essere portata via da un fichissimo gigante neozelandese che però in realtà mi fa paura perchè mi sta già programmando il resto dell'esistenza.
La lista credo che potrebbe continuare ancora per molto. Nella telefonata con Dani abbiamo più o meno affrontato questi puntini e sono bastati a farmi provare schifo per me stessa. Qui di seguito la mia vita attuale, da diversi mesi. Sveglia alle 7.20, posticipata fino alle 7.30 e 'alzamento' dal letto al massimo per le 7.35. Mi alzo, metto la tuta, abbraccio il caldobagno, salgo le scale, mi affaccio un nanosecondo alla finestra per vedere che tempo fa, inutile dirlo, da qualche mese sbuffo al freddo. Poi in bagno attacco il caldobagno, in cucina mi faccio una spremuta di pompelmo (per la vitamina C e per bruciare i grassi che poi spesso sono pronta a ingurgitare prontamente nel corso della giornata) spesso rabbrividendo; è poi la volta del bagno, lavaggio di denti e di faccia, pipì. Scendo in camera abbracciando sempre il caldobagno, mi vesto coi vestiti che ho preparato sulla sedia la sera precedente, collana, anelli, spruzzo di profumo, crema, sciarpa, giacca e via, senza mai scordarmi però di essere super acida con entrambi i miei genitori. Accendo l'ipod non appena uscita di casa, faccio la dura in stazione per non essere approcciata da anima viva. Salgo sul treno, sempre la stessa carrozza, ormai ho individuato le persone che viaggiano da sole e mi ci siedo vicino, se i posti intorno a loro sono occupati e mi devo sedere tra i gruppetti (il che vuol dire gente che parla) sbuffo e mi ripropongo di fare il porto d'armi e ucciderli tutti quanti. E mi chiedo: "Ma perchè la gente non riesce a stare da sola?! Perchè devono sempre socializzare e scassarmi le palle con le loro cazzate alle 8 di mattina?!?!?Ma dove le trovano tutte queste energie la mattina?" Poi apro il mio libro di turno (sto leggendo molto). Scendo dal treno e dipendentemente dal fatto che sia in orario o no cammino più o meno velocemente fino a lavoro. Nel tragitto trovo anche modo di fare la faccia brutta ai militari col mitra sottobraccio davanti alla guardia di finanza perchè io sono fica e loro no. A lavoro mi tosto due fette di pane alla cannella e uvette fatto da me, tiro fuori un bicchiere di estathé e il barattolo di marmellata dal frigo. Accendo la macchina del caffè e cambio l'acqua. Faccio colazione controllando la posta e facebook. Giro le email non lette al PRESIDENTE. Iniziano ad arrivare gli altri. E poi per le successive 9 ore sono lì, in una stanza in cui la luce è un miraggio lontanissimo, affronto giornate a volte carichissime di cose da fare, altre volte (come in questi giorni) no e in questi casi cazzeggio su internet o chiacchiero con Nicoletta. Spesso e volentieri le nostre giornate sono inframmezzate da ilari siparietti in cui prendiamo per il culo quelli dell'ufficio accanto. Qualche scambio di email con Silvia o la mia Lady. Alle 18-18.15 esco dall'ufficio e ripercorro la strada della mattina a ritroso, il treno è quasi sempre in orario e affollatissimo, da super pezza ascellare e condivisione di mezzo metro con completi sconosciuti che se va bene, non puzzano e stanno pure zitti. Arrivata a casa ceno coi miei incollati alla tv e qualche volta ci litigo pure, sempre per i soliti motivi. Poi mi sento una merda perchè sono lo sono. Sparecchio, lavo i piatti e mi rifugio in camera. E qui mi metto al pc, controllo facebook, gioco ai Sims, mi guardo un episodio di qualche serial splatter (Dexter) o malato di mente (Breaking Bad), fino a poco fa il tutto era preceduto da un paio d'ore di lezioni online della scuola fuffa. Mi sparo una doccia, m'incremo, scelgo i vestiti per il giorno dopo, accendo la termocoperta, mi faccio due tiri affacciata alla finestra e poi mi butto a letto, con l'ipod acceso.
Ogni tanto esco. E o mi dedico alle attività del succitato puntino 8, o mi vedo con Silvia, Lady o Gianluca. E li deprimo con le mie cazzo di menate sulla mia vita vuota. I weekend li passo quasi tutti interamente in casa a dormire, fino a che non divento claustrofobica.

Possiamo urlarlo a squarciagola e senza vergognarci, dai, FACCIO CAGARE E MI DEVO RIPRENDERE!

Intanto credo che averne preso coscienza sia un passetto, ora vedremo come si rigirerà la mia insolita vita.. Vi terrò aggiornati, cerco di prometterlo.


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