lunedì 9 gennaio 2012

Killshot

Forse non tutti sanno che... Sono malata di noir... Eh, ski, e ogni tanto per 'riposarmi il cervello', come direbbe la mia genitrice, mi immergo in qualche bel noir. Di un nori mi piacciono i dialoghi secchi, volgari e anche meschini, non scordiamoci che il più delle volte i protagonisti di questo genere sono dei criminali patentati.. Mi piace il fatto che il più delle volte ci sia un mistero da sbrogliare e che il/i protagonista/i, il più delle volte sono dei pasticcioni inverosimili, che spesso e volentieri non fanno altro che peggiorare la loro già precaria condizione. Sarà che forse ogni tanto ho bisogno di una botta di autostima o forse di empatizzare coi personagi e sentirmi una dura, sarà quel che sarà, ma io col noir ci vado a nozze. Per non parlare poi, dei colpi di scena! Sei lì seduta sul tuo sedilino delle ferrovie nord, sonnolenta e pigiata dagli altri viaggiatori, con la testa immersa nel libro, quando sbatti le palpebre te la vedi la scena, (invento) di lei minacciata dallo sceriffo, nessuno nel raggio di km e km, "Va beh, è spacciata, ti dici; peccato, era proprio simpatica", ma poi! Zacchete! Il colpo di scena, quello che dalla tua posizione rassegnata, ti fa rizzare la schiena e spalancare occhi e bocca, lui. Di Leonard ho letto pochissimo, forse un solo altro libro, ma ormai è uno di quelli che ritengo una garanzia se sono alla ricerca di emozioni forti; tra l'altro cercando l'immagine della copertina ora, m'è capitato di scoprire che ci hanno anche fatto un film tratto da questo libro. Non si smette mai d'imparare. Ci sono anche Mickey Rourke e quella gran pezza di gnocca di Rosario Dawson tra gli attori, ma non credo che lo guarderò mai, credo che mi terrò la curiosità di sapere chi è che fa la donnina pazza per Elvis, tanto presa in giro nel libro. Non mi resta ora che scrivere la trama:

Carmen e Wayne Colson sono due persone normali, segnate dalla vita, che hanno ormai accettato un'esistenza ordinaria, fatta di piccole cose e di pretese ancor più modeste. La loro unica colpa: trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, e sventare, più per istinto che per ragionamento, un tentativo di estorsione violenta. Da quel giorno, niente sarà più lo stesso. Costretti a fuggire, inseguiti da un killer professionista, Blackbird, e dal sociopatico Richie Nix, scopriranno che perfino il programma protezione testimoni dell'FBI, che li accoglie, è retto dalle stesse regole che hanno appena appreso a loro spese: violenza, inganno, sfruttamento spietato.
E si troveranno a lottare da soli per poter sopravvivere.

Citazioni non ne ho, sarebbe come chiedermi qual è il mio pezzo preferito di Pulp Fiction, vi guarderei con estremo disprezzo e mi metterei a parlare del tempo. Robe così.


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