sabato 25 febbraio 2012

Cielo di Sabbia

E l'estate 'appena' passata mi sono voluta coccolare con il ritorno di uno di quegli autori che ormai è un must, Lansdale. L'ho conosciuto anni fa, quando lavoravo ancora alla Western Union, nel lontano 2005, consigliata dal capo Roby e me ne sono subito innamorata; in primis di Hap e Leonard, i protagonisti di una serie che si trovano sempre invischiati e incastrati in vicende inverosimili e i cui dialoghi fanno morire dal ridere, ma anche degli altri, in particolare dei romanzi con protagonisti dei ragazzini. L'unica spiegazione che posso dare al mio amore folle per i romanzi 'infantili' è che molto probabilmente mi fanno pensare alla mia di infanzia, che, udite udite, è stata abbastanza fantastica. E quindi forse ogni volta mi sento un pochino bimba e soprattutto al sicuro. E forse anche per lo stesso Lansdale è così, come anche per Stephen King e tutti quegli scrittori che ambientano spesso le proprie opere in determinate epoche della vita. Da dire c'è che non è proprio il romanzo che mi ha cambiato la vita, forse anche perchè sapevo più o meno quello che mi sarei trovata a leggere, insomma non era la prima volta. E sempre da dire c'è che non è che me lo ricordi molto, quindi, god bless le trame in quarta di copertina!  
Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando viene raggiunto da Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale ogni cosa, dalle piante al cibo, è sommersa sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un'occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano.

E ora vediamo se ci sono anche delle citazioni:

Ma a me nessuno ha chiesto cosa volevo. Mio padre e tutti quanti si aspettavano da me un certo comportamento, perchè secondo loro la vita era così. E io non ho bisogno di farmi schiacciare dagli obblighi. Ho solo bisogno di poter scegliere tra qualcosa che non sia già stato deciso per conto mio. Ho bisogno di andare a vedere se il mondo è piatto, rotondo o triangolare. Ho bisogno di sentire che ho visto e fatto qualcosa di diverso da quel che hanno visto e fatto tutti gli altri.

- Un briciolo di ottimisto, insomma, - disse Jane. - Cerchi di immaginarsi cosa c'è in fondo alla strada.
- L'ho già visto, cosa c'è. Altra strada.

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