venerdì 24 febbraio 2012

Dalle stelle alle stalle, col lanternino

Certe volte mi chiedo comìè che riesco ad infilarmi in situazioni paradossali, quasi come se le cercassi col lanternino.. Ecco due episodi freschi freschi confezionati apposta per la mia sballatissima vita.
 
Stamattina ero sul treno, immersa placidamente nella lettura del mio "Revolutionary Road" e poche stazioni dopo la mia è salito un tizio che s'è seduto di fianco a me.
Enorme.
 
Ma enorme tipo lui:                                                        E non tipo lui:
Mi ha praticamente schiacciata contro il bracciolo del mio sedile, per qualche fermata ho letto col libro obliquo perchè non contento della sua enormità questo doveva leggere il giornale a braccia spalancate. Ovvio, ma ti pare che?
Gli ho lanciato qualche sguardo di risentimento (notando una barbetta incolta), ma questo, niente.
Finchè ho deciso che me ne sbattevo il cazzo e mi sono ridimensionata, sedendomici praticamente in braccio. E così abbiamo continuato il nostro viaggio verso la grande Merda.
Finchè in prossimità di Domodossola mi sono alzata per mettermi la giacca (avevo pure pensato nel farlo, per riportarci in parità parità, di schiacciargli il piede con il tallone, ma poi me ne sono stranamente dimenticata) e questo s'è girato a guardarmi.
E qualcosa dentro di me ha fatto SPATATRAKKE! KABOOM!
Degli occhi vellutosi e quasi nutellosi che mi hanno guardata dal basso con nonchalance.
Enorme.
Barbetta incolta.
Occhi vellutosi.
Debbo dire altro?!
Dite che lo ricontrerò?!
AAAAAAAAAHHHHHHHHH! (<-- sospirone..)
 
E con questa visione la vostra eroina se n'è andata sospirando a lavoro, dove l'ha avvolta una noia mortale condita dalla consapevolezza che il mondo fuori da quell'ufficio buio stava esplodendo di vita. Questo non ha fatto altro che generare inquietudine e frenesia che sono state poi sfogate nel tragitto da ufficio a stazione grazie a delle belle canzoncine di Elvis urlate a squarciagola.
 
Elvis Therapy..
 
Va beh, sul treno mi sono immersa di nuovo in Yates e ne sono emersa solo una volta arrivata nella ridente località che risponde al nome di Bovisio Masciago. Time to change music e allora mi metto i fantastici e incazzosissimi Rage Against the Machine, questa.
E improvvisamente mi sento forte come Robocop, invincibile come Chuck Norris, spietata come Clint Eastwood. E incedo come una cazzutissima dura. Ah, si, finalmente!
Ma ad un certo punto il mio incredibile e infallibile sesto senso 'sente' scattare un allarme. Alla mia sinistra, la fila di auto ferme al semaforo rosso, ne arriva un'altra e frena dietro l'ultima. Ma c'è qualcosa di strano. Mi giro e guardo, il conducente ha la luce interna accesa. Mah. Sticazzi, direte voi. Si, anche io me lo sono detta.
E ho continuato a incedere infermabile verso casa con le chitarre graffianti dei RATM nelle orecchie. Quando mancavano meno di una cinquantina di metri al portone del mio cortile, mi si affianca una macchina, quella macchina. Mi giro e mi sfilo un'auricolare. Il tizio mi chiede da che parte è la superstrada.
Eh eh eh. Come un Texas Ranger mi convinco che dalle mie indicazioni dipende la vita di questo sciagurato avventore e mi piego a spiegargli bene la strada.
"Ma la Milano Meda intende?"
"Si."
"Ecco, deve girare qui subito a destra, fa tutta la strada e arriva ad una rotonda, VA DRITTO (<-- enfasi) finchè non arriva ad UN'ALTRA (<-- ri-enfasi) rotonda e poco dopo c'è la Milano Meda. Ma lei deve andare verso Milano o dall'altra parte?" (MA CHE SENSO CIVICO!)
"Si, verso Milano"
"Ah, ecco, allora si, proprio subito dopo la seconda rotonda c'è un ponte, lei deve girare a destra PRIMA (<-- super enfasi accompagnata da gesti) del ponte e quella è la Milano Meda".
"Ehm, ok, grazie"
(Sorriso) "Di niente"
E proprio mentre Walker Maria Grazia Ranger si raddrizza e sorride, contenta di aver aiutato il prossimo, lancia un ultimo sguardo dentro la macchina e si accorge che: era tutto un bluff e quel minchione impanato l'aveva fermata solo perchè voleva spaventarla col suo pisello. Si, avete capito bene: quel reietto schifoso in realtà s'era fermato con l'evidente intenzione di importunarla/adescarla/disgustarla masturbandosi davanti a lei mentre lei invece si sbracciava ad aiutarlo a trovare la retta via e NON SI ACCORGEVA DI NIENTE.

Ovviamente questo se n'è andato via in un battibaleno, ma io non ho potuto fare a meno di ridere come una cogliona nel rivedermi tutta la scena dal di fuori, anche perchè (la cosa più divertente di tutte) questo che si aspettava ogni tipo di reazione e che se le pregustava tutte in egual misura s'è ammosciato nel giro di due nanosecondi quando io non mi sono resa conto di quello che stava succedendo. GLIEL'HO FATTO AMMOSCIARE!

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