giovedì 16 febbraio 2012

Norvegian Wood - Tokyo Blues

E no, non ce l'ho fatta..
E' un periodo che inizio cinquanta libri in contemporanea e poi li mollo tutti, ma con Murakami sapevo di beccare il bersaglio di una lettura ininterrotta fino alla fine. E pure in meno di una manciata di giorni!
Incredibilmente quest'uomo riesce sempre ad irretirmi e impigliarmi nelle maglie delle sue trame. E incredibilmente è sempre per me difficile capire come mai mi piaccia tanto. Si, si, l'eleganza, le storie fuori dal comune, il Giappone, ecc. In realtà più che difficile capire il come mai, mentre leggo un suo libro mi ritrovo spesso a chiedermi "Perchè non vedi l'ora di finire tutto quello che stai facendo per piantare gli occhi lì dentro?". A questa tornata (si dice?) ho capito altre due cose che mi fanno amare la sua scrittura: il feticismo nei confronti del cibo e il modo in cui descrive i personaggi, anche tramite la bocca di altri personaggi stessi.
A me piace molto contestualizzare, anche quando racconto qualcosa, mi piace partire dai pre pre presupposti, per far capire bene il risultato, come si arriva alla scena principale, per chiarire i come e i perchè di un fatto; è anche per questa ragione che nessuno dei miei conoscenti, amici, parenti (a parte qualche selezionatissimo elemento) vuole che io gli racconti un film, no, perchè mi perdo in mille milioni di dettagli e torno indietro e salto avanti e poi non ci si raccapezza più. Ovviamente Murakami non fa i miei errori, no, lui con una minuzia incredibile introduce un personaggio e lo descrive fisicamente, psicologicamente e devo ammettere anche molto peculiarmente: "Quando suonava, Reiko sembrava una ragazza di diciassette anni davanti a un vestito che la fa impazzire. Aveva gli occhi che le brillavano e le labbra serrate, sfiorate ogni tanto dall'ombra di un sorriso. ";  capito cosa sto cercando sgraziatissimamente di dire?!? Il tutto, poi, senza farlo pesare minimamente, non so, avete mai conosciuto qualcuno che vi ha fatto notare qualcosa di voi, così a bruciapelo, qualcosa che magari nessun altro aveva mai notato? E scoprire poi che quel qualcosa in realtà è la descrizione perfetta della vostra essenza?
Ecco, una cosa del genere.
Vediamo un po' cosa dice la trama (che io non avevo letto, facendomi accecare dal nome e dalla copertina):

Uno dei più clamorosi successi letterari di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norvegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere sé stessi, costi quel che costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal subbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Citazioni:

Pensai che il vero nemico di questa gente non era il potere del governo ma la loro mancanza di immaginazione.

Si, anche se non è che abbia questo forte legame con mio padre, ho fiducia in lui. Una persona capace di mandare all'aria casa, figli, lavoro, per lo shock di aver perso la moglie è una persona di cui mi fido. Lo capisci?

Anzi, è perfino troppo calmo. C'è tanto spazio, moltissimo verde e la gente fa una vita molto tranquilla. E' talmente tranquillo che a volte mi viene il dubbio che questo sia il mondo vero. Ma naturalmente non è così.

Dopo che lei fu uscita mi addormentai sul divano. Non avevo intenzione di dormire, ma caddi in un sonno profondo come non mi succedeva da tempo, avvolto dalla presenza di Naoko. Nella cucina c'erano i piatti che lei usava, nel bagno il suo spazzolino, nella stanza accanto il letto dove dormiva. E così mi abbandonai a un sonno che sembrava spremere via tutta la mia stanchezza, goccia a goccia, fin dai più risposti angoli delle cellule. Poi sognai una farfalla che danzava nell'oscurità.

Dopo aver chiuso gli occhi, vidi minute immagini luminose danzare nel buio, e nelle orecchie sentii risuonare echi della chitarra di Reiko, ma non durò che pochi istanti. Arrivò il sonno, sprofondandomi in una calda palude.

Stare con lei mi dava la sensazione di essere stato promosso a un livello di esistenza superiore.  

Scrivendo mi sembrava di riuscire a tenere insieme la mia vita che altrimenti sarebbe crollata spargendo i pezzi da tutte le parti.





2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao MAry.
Anche tu nel vortice di Norvegian?
E' capitata la stessa cosa, non vedevo l'ora di immergermi nell'atmosfera cupa e malinconica di Murakami, nel periodo in cui l'ho letto.
FAntastico.Ed io non sono una cultrice del Giappone, e non ne conosco molto gli autori etc.ma questo testo mi ha conquistata..
Appena posso , ne leggerò qualcos'altro.
Ciao Anna

Mary ha detto...

Ciao Anna! Si, Murakami è Murakami, incredibile..