mercoledì 1 febbraio 2012

Vorrei Vorrei Vorrei

Spulciando la mia casella di email ho trovato questa. Si riferisce al mio super eroe, il mio zietto d'Australia; l'avevo scritta a Silviotta tempo fa.

Sono due giorni che mi guardo 'sta foto e godo.


Me la sono inviata a lavoro, me la stamperò domani e me la metterò sulla scrivania. E ogni tanto ci getterò uno sguardo sopra.
And no matter what I'll be doing, I'll smile. A wide smile. The widest smile on earth. For my super hero. Just for him.
Ma guarda che fico che è..
Quello che mi chiamava Mariù.
Lui e la sua macchina del cuore. Quella con cui zigzagava nelle strade, quella con cui ha sfondato una volta le colonnine di mattoni all'entrata di casa perchè si stava cagando addosso, quella che quando gliel'hanno rubata e poi bruciata, nessuna macchina è stata più la stessa.
Eccoli lì. In mezzo agli alberi, ai fucking awesome gumtrees. Più di vent'anni fa. Lei senza un copri cerchione e lui con la panza evidentemente china.
E chissà io dov'ero. Bimba. Qui. E chissà com'è ora quel posto. Se ci sono ancora gli alberi. O se li hanno tagliati e usati per fare dei mobili, della legna da ardere, degli steccati.
Quanto cazzo vorrei davvero, davvero non sai quanto. Poter entrare in quella foto, uscire da dietro l'angolo appena sentito il clic della macchina fotografica e dire "Zio, questa è venuta di sicuro bellissima!" e buttare i miei occhi nei suoi, blu come mai, e percepire, sotto sotto, il sorriso che si apre e che poi esplode. Di taglio i suoi denti consumati ad aprire bottiglie di birra. Posargli la mano sulla spalla, sentire il tessuto del maglione e guardare gli alberi, con le foglie mosse dal vento. Odore di eucalipto, di aria buona. E io che gli chiedo "Zio, hai mai provato ad arrampicarti su 'sti alberi?" e lui "Oh! Non sai quante volte!" e io "Ma va, guarda come sono lisci!". E allora lui andare verso gli alberi, sceglierne uno, tirarsi su le maniche della maglia e arrampicarcisi. E mia cugina Marie, lì vicino, di spalle che non si accorge di niente. E lui stacca un rametto dall'albero e glielo lancia addosso. Lei pensa che sia un ragno e inizia ad urlare come una pazza. E lui mi guarda, spalanca gli occhi e la bocca e poi tira la testa indietro in una risata delle sue. Questo vorrei ora.


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