martedì 20 marzo 2012

La vita, l'Universo e tutto quanto

                                                          
Gli abitanti meccanici del pianeta Krikkit sono stufi di guardare il cielo stellato sopra le loro teste, con tutto quell'inutile, monotono scintillio. Così decidono, semplicemente, di distruggerlo, facendo scomparire l'intero universo. Solo cinque individui possono opporsi ai loro folli piani: il terrestre Arthur Dent, viaggiatore dello spazio e del tempo, con il suo inseparabile amico alieno Ford Prefect, che giusto per provare una nuova esperienza, decide di andare fuori di testa; insieme a loro l'indomabile Slartibartfast, vicepresidente della Campagna per il Tempo Reale che viaggia su un'astronave alimentata dal comportamento irrazionale; il mostruoso Zaphod Beeblebrox, dotato di due teste e tre braccia, e la sensualissima Trillian. Per la strana brigata inizia così un'altra pazzesca avventura...

Questa la trama del terzo e penultimo episodio della meravigliosa quadrilogia della Guida Galattica. Adams, l'autore di questo immenso e spassoso capolavoro, l'ho conosciuto anni fa grazie a Cinzietta e siccome sono una ragazza che ama centellinare i veri piaceri della vita, ogni tanto mi gusto un nuovo episodio delle mirabolanti avventure di Arthur e i suoi amici stellari. Sono lì che mi aggiro per i corridoi della libreria, erro con due libri sottobraccio, indecisa su quale prendere, se prenderli entrambi, se mollarli lì definitivamente perchè ho comunque già i soliti 98674 tomi da leggere ancora intonsi sulla loro bella mensolina, se sbrigarmi per prendere il treno e arrivare a casa ad un'ora decente, se invece crociolarmi in quel bell'odore di carta a mazzi da 1000 quando IMPROVVISAMENTE il mio occhio cade su un volume del nostro supereroe Douglas e allora non ce n'è. E tutti i dubbi sono chiariti. E tutti i 98674 tomi possono anche continuare ad impolverarsi perchè prima di tutti gli altir è il suo turno. E allora nei giorni successivi potreste avere la possibilità d'imbattervi nella vostra eroina che ridacchia come una cogliona da sola sul treno a pagina 45 o a pagina 87, oppure potreste essere ammorbati dalla stessa che non può non leggervi quello spezzone:

Sorbendo una tazza di liquido imbevibile fornito dalla nutrimatica della Società Cibernetica Sirio, Trillian si era messa a consultare di nuovo la Guida galattica mentre la Cuore d'Oro viaggiava a velocità improbabili verso mete indefinite.
IMPOSSIBILITA' SPORTIVA, era stata la voce che, a un certo punto, aveva attratto la sua attenzione. In particolare le impossibilità che riguardavano lo sport del volo. La Guida galattica è abbastanza esauriente per quanto riguarda questo sport. Chiarisce per esempio che esiste un'arte, o meglio una tecnica del volo che non tutti sono in grado di applicare.
Tale tecnica consiste nel buttarsi giù dall'alto ed evitare di colpire il terreno.
"Scegliete una bella giornata" suggerisce la Guida "e provate a esercitarvi.
"La prima parte è facile. Basta gettarsi giù dall'alto a corpo morto senza pensare che ci si farà male.
"Cioè, ci si fa male naturalmente solo se non si riesce a evitare di colpire il terreno.
"La maggior parte della gente non riesce a evitare di colpire il terreno, e poichè di solito chi tenta ce la mette tutta, l'impatto, quando l'esperimento fallisce, è abbastanza scioccante.
"E' chiaro che le maggiori difficoltà si hanno nella seconda parte dell'impresa.
"Quella appunto in cui si deve cercare di non colpire il terreno.
"Il guaio è che il suolo va evitato accidentalmente, non premeditatamente. Se si parte con l'intenzione di mancarlo, non lo si manca mai. Bisogna che quando si è a metà del volo la propria attenzione venga distratta da qualcosa; in questo modo non si pensa più né al fatto che si sta cadendo né al rischio dell'impatto e alle conseguenze che questo potrebbe produrre.
"Tutti sanno che è assai facile stornare la propria attenzioen da queste tre cose nella frazione di secondo che si ha a disposizione. E' per questo che la maggior parte della gente fallisce e alla fine rimane delusa da questo sport particolarmente divertente e anche spettacolare.
"Se però si ha abbastanza fortuna da venire momentaneamente distratti nell'attimo cruciale da, mettiamo, un favoloso paio di gambe (tentacoli, pseudopodi, ecc. secondo il plylum e/o le inclinazioni personali), o una bomba che esplode nelle vicinanze, o la scoperta di un coleottero rarissimo che cammina su un ramo, si avrà la piacevole sorpresa di non colpire il suolo e di rimanere sospesi in modo apparentemente un po' stupido a pochi centimetri da esso.
"E' un momento, questo, in cui occorre concentrarsi con intensità e intelligenza.
"Si fluttua e si volteggia un po' a scatti. Si volteggia e si fluttua.
"Cercate di non pensare al fatto che avete un peso. Pensate solo a salire più in alto.
"E ascoltate quello che dicono i presenti, perchè è quasi scontato che dicano cose tutt'altro che utili.
"E' molto probabile per esempio che esclamino: - Dio buono, non è possibile che stia veramente volando!
"E' importantissimo non prestare ascolto a frasi del genere, perchè all'improvviso potrebbe succedervi di crederci.
"Continuate dunque a salire, a salire più in alto.
"Provate a planare un pochino, con grazia, poi sorvolate le cime degli alberi respirando regolarmente.
"NON SALUTATE NESSUNO CON LA MANO!
"Dopo che avrete compiuto alcune volte tutte queste operazioni, scoprirete di potere raggiungere sempre più facilmente un alto livello di distrazione. Saprete allora controllare il vostro volo, la vostra velocità, le vostre manovre. Il trucco consiste di solito nel non pensare troppo intensamente a quello che si vuole fare, ma nel lasciare che succeda come se fosse un fenomeno naturale.
"Imparerete anche ad atterrare bene, il che la prima volta non vi sarà certo facile, anzi...

Giusto per rimanere in tema, da sfracellarsi a terra dal ridere.. Beh, senza dubbio lo consiglio a tutte le persone a cui piace un senso dell'umorismo fuori dalla norma, a chi ama della sana e imprevedibile, nonché improbabile avventura e a cui poi piace unire entrambe le cose per riflettere  sulla pazzia della natura umana. Enjoy!  

Scrutò l'orizzonte in lontananza, come sperando che il vento a quel punto gli sollevasse con bell'effetto i capelli dalla fronte, ma il vento lo deluse perchè era indaffarato a gingillarsi con alcune foglie non lontane di là.

Scosse la testa con un movimento lieve, come se volesse fare scendere il cervello più in basso, dentro il cranio.

Tutto era tranquillo. Intorno a loro l'erba era mossa delicatamente dal vento. Gli uccelli esprimevano cantando la loro opinione sul panorama idilliaco, e sembrava in effetti un'opinione positiva.

Si rannicchiò con aria guardinga, come aveva visto fare in televisione, ma senza molto successo: evidentemente l'attore della tivù aveva le ginocchia più forti delle sue.

E' sbagliato pensare di risolvere grossi problemi con il solo ausilio delle patate fritte.

- Trillian? - disse. - E' solo una bambina. Intelligente, sì, ma emotiva. Sai come sono le donne. O forse no, non lo sai. Immagino di no. Se lo sai però non voglio che mi racconti niente.


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