domenica 6 maggio 2012

What made my days these days

Che dire.

Sono parecchio impegnata ultimamente,  con la testa e con il corpicino pure.
La scorsa estate mi sono iscritta ad un corso di pasticceria, you already know, le lezioni erano online e il tirocinio in una pasticceria; bene, dopo burrascose vicissitudini di cui un giorno parlerò, sono finalmente riuscita ad iniziare il maledetto tirocinio, da 3 settimane.
Da 3 settimane quindi, lavoro non stop: dal lunedì al venerdì in ufficio al solito lavoro e il sabato in pasticceria.

PUFF! PANT!

Grosse rivelazioni e conferme personali sono sopraggiunte in questo periodo. E purtroppo anche una bruttissima tendenza a isolarmi e rinchiudermi in me stessa. Non so quanto serva, a volte. Forse bisognerebbe prendere un po' tutto più alla leggera, bisognerebbe prendersi un po' meno sul serio e soprattutto contestualizzare le proprie vicissitudini col resto del mondo.
Tanta pesantezza mi sta avvolgendo ed è anche per questo che non sto scrivendo molto, sarei parecchio deprimente e girerei tanti fiocchi inutili intorno ad un puntino fino a renderlo poi una torre di Babele.
Dunque, una delle più grandi rivelazioni di questi tempi è che con le questioni di principio ci si dovrebbe pulire il culo, scusate il francesismo; non servono a niente se non a farci stare male e infatti per una questione di principio mi sono fatta venire una gastrite che non finiva più, per una cosa come due mesetti me ne sono andata in giro con una bottiglia di Gaviscon da mezzo litro in borsa e ne suggevo il sambucoso nettare ad ogni pié sospinto; pare che mi stia riprendendo ora, per tutta la scorsa settimana non ho avuto episodi, HURRAY!

Un'altra grande rivelazione, che però in realtà è solo una confessione ad alta voce, è stato ammettere di essermi iscritta a questo corso solo per avere un alibi e non partire, cioè non dovermi mettere nella situazione di dover decidere cosa fare di me e del mio futuro.
Ancora, ho avuto la conferma che la vita da impiegata non fa assolutamente per me e che se proprio devono affittarmi/comprare il mio tempo preferirei farlo per qualcos'altro.

Va beh, ma smettiamola con questo tono di autocommiserazione, quello di cui volevo veramente scrivere è che in questo periodo di bufera burocratico-gastritico-deprimente anche la mia amica Mario s'è trovata e si trova ancora un po' in difficoltà; e dopo aver passato un giorno di Pasquetta delirante insieme a lei, in cui forse per la prima volta in vita mia l'ho vista vacillare pesantemente, ho escogitato un espediente che, almeno per me, si sta rivelando un grosso spunto.
Memore di quando ero naufragata tra le carte della mia tesi e lei mi aveva chiesto di mandarle una pagina nuova al giorno, le ho proposto di scriverci un'email a sera riportando la cosa più bella che ci è accaduta in quel giorno. E mi sono resa conto che è molto più facile lasciarsi andare al cazzeggio e alla 'depressione' e all'autocommiserazione che rimboccarsi le maniche e fare qualcosa che ci faccia stare bene. Ma allo stesso modo, a volte basta davvero poco, davvero un piccolo sforzo, che sempre sforzo è, ma troppo spesso non lo facciamo. E l'idea di avere qualcuno a cui dover rendere conto della mia felicità, a volte mi fa scervellare e cercare un momento per pensare a me.
Ed è ridicolo se ci pensate, perchè PORCO CAZZO, dovremmo farlo sempre senza pensare di dover rendere conto a nessuno se non a noi stesssi!!!!
Va beh, sono poco ispirata ce soir, ma volevo un attimo sbloccarmi dal momento di impasse blogghistica e quindi vi saluto postando una foto che ho fatto nel castello di Nonsodove quel giorno di Pasquetta con Mario.
Gli alberi ci salveranno, guys..


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